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Motociclismo

Abruzzo terra di Campioni: Andrea Iannone, l’ultima vittoria

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L’unica vittoria nella classe regina, Austria 2016.

Anno 2016.

Tanti, troppi rimpianti, errori, cadute. Le prestazioni buone, certo, la Ducati si guida che è un piacere, taglia l’aria quando ha la possibilità di distruggere gli avversari sui rettilinei di mezzo mondo. Troppo poche le gare concluse, un peccato lasciare a fine stagione Borgo Panigale. Mugello da sballo, ma poco altro.

Il Gran Premio d’Austria è uscito dal calendario del Motomondiale nel 1997, il 2016 è l’anno del ritorno. Il pilota vastese parte primo, davanti a Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, il gran caldo di un ordinario, folle 14 agosto si percepisce fin troppo, i piloti danno spettacolo a cavallo dei rispettivi bolidi, bestie da corsa da domare fino all’ultima curva, da portare allo stremo delle possibilità giocabili. Il gruppo dei primi forma un ammasso multicolore regolare dal quale un tassello avanza a testa alta. Le Ducati fremono, Iannone deve vedersela con Valentino Rossi, il nove volte iridato lo supera in staccata, il ducatista rimane lì, ombra del 46. Lottano lungo il rettilineo del traguardo, fino al momento del contro sorpasso rosso, altra staccata, altre emozioni adrenaliniche: il numero 29 brucia letteralmente il pilota di Tavullia, sorpassato poi anche da Dovizioso, Lorenzo e Marquez. Finirà quarto, dando comunque l’ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, ma a lui piace, di essere sempre lì.

La gara continua, le Ducati imprimono un ritmo forsennato ai rivali, Lorenzo e Rossi vengono distanziati quel tanto che basta per non rischiare di vederseli sbucare alle spalle. Il duello consumato è da evitare per chi avesse problemi con il proprio cuore: va in scena un intrigante thriller, ricco di ampi momenti di studio tra i contendenti, suspense degna di un film di Nolan, con un finale intenso. Gli uomini in rosso giocano ogni carta disponibile, con Dovizioso che sfodera per primo il proprio gioco, superando il compagno. Ducati supersoniche, i corpi risplendono dei raggi del sole d’agosto, la pressione aumenta. Ventiduesimo giro, Iannone realizza una leggera piega, aggrovigliato a mezz’aria al proprio cavallo, Dovizioso viene superato. Andrea Iannone rimane lì per il resto della gara. Risultato storico: l’ultima vittoria Ducati risaliva a Phillip Island 2010 con Stoner, l’ultima doppietta allo stesso Gran Premio, ma nel 2007, con l’australiano e Loris Capirossi.

Poi altre cadute, infortuni, scelte, ma solo abbagli di quel talento cristallino, visto troppo poco. Per il momento.

Luigi Della Penna

redazione@vasport.it

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