Calcio

Di Pietro: “Vastese nel cuore, è stata parte di me. A Cupello per ritrovare la continuità e tornare in D”

Il ventenne di Mafalda dopo trenta mesi ha lasciato i colori biancorossi ripartendo dall’Eccellenza abruzzese con un obiettivo ben preciso

La ‘nuova’ Vastese ha perso una sua pietra fondante. Magari qualcuno storcerà anche il naso leggendo la prima frase sbagliando perchè bisogna attenersi alla realtà degli ultimi anni. Quelli che vanno dal 2015 ai giorni nostri, nell’estate di tre anni fa Franco Bolami e Pietro Scafetta rilevavano il titolo della Vastese rilanciando le ambizioni biancorosse. Costruendo una rosa affidata in quella stagione a mister Gianluca Colavitto capace di vincere il campionato di Eccellenza, in mezzo a diversi pezzi da novanta anche un under che si era messo in mostra nella stagione precedente con la maglia dell’Us San Salvo: il classe 1998 Giampiero Di Pietro.

Da Mafalda a Vasto passando per San Salvo, da quell’estate il ventenne molisano ha sempre indossato la maglia biancorossa fino a tre pomeriggi fa quando per l’ultima volta ha calcato il rettangolo verde dell’Aragona. Non per presenze ma per longevità nelle ultime quattro stagioni nessuno come lui, dal 2015 solo Di Pietro era sempre stato presente nei quattro ritiri estivi. Titolare inamovibile nella vittoria del campionato d’Eccellenza, idem nel primo anno di D poi negli ultimi due il minutaggio è diminuito soprattutto nella stagione in corso complice l’infortunio accusato ad agosto nell’amichevole di Celenza che lo ha tenuto fuori per tre mesi. Ora sta bene e per ritrovare lo smalto di un tempo ha deciso di accettare la chiamata del Cupello tornando in Eccellenza abruzzese.

Giampiero Di Pietro, domenica ha indossato per l’ultima volta la maglia biancorossa, dopo 30 mesi lunghissimi hai salutato la Vastese, quanto sei dispiaciuto? “Il dispiacere è il non essere riuscito ad esprimermi in questa stagione al meglio complice l’infortunio di agosto che mi ha tenuto fuori a lungo, in estate ero partito con tante motivazioni ma pochi giorni dopo l’inizio del ritiro mi sono fermato, purtroppo ho perso quattro mesi”.

Una mezza stagione che però non cancella un record di cui vantarti, nessuno come te è sempre stato con la Vastese dal 2015 ad oggi, cosa di porti dietro di questa esperienza? “Avrò sempre la Vastese nel cuore, è stata una parte importantissima di me, dai diciassette anni fino ai venti sono stati anni splendidi, l’Aragona è stata la mia seconda casa, il ricordo indelebile della vittoria del campionato di Eccellenza, l’esordio in D e il poter lavorare con allenatori preparati e formidabili compagni di squadra”.

La vittoria del campionato di Eccellenza, hai parlato di ricordo indelebile, quanto ti sei divertito in quella stagione? “Tantissimo, ho vinto quel campionato ed ero ancora minorenne, in quella stagione dai compagni di squadra più grandi ho ricevuto insegnamenti importanti, non scorderò mai i festeggiamenti a Vasto il giorno della vittoria del campionato, se ci ripenso ho i brividi”.

In tre anni e mezzo hai avuto la possibilità di stare a contatto con tantissimi giocatori di spessore, in una tua classifica personale chi sono quelli che più ti hanno impressionato? “Quello con cui mi sono allenato più tempo è capitan Fiore, insieme a lui però ho avuto la possibilità di vedere da vicino e stropicciarmi gli occhi anche con Pizzutelli, Leonetti e Giuliano che ora ritroverò a Cupello”.

Colavitto, Favo, Palladini e Montani, a quali dei quattro allenatori avuto a Vasto sei più legato? “Naturalmente Gianluca Colavitto, con lui ho trascorso due stagioni e mezza, mi ha insegnato molto dandomi sempre fiducia, anche dagli altri nonostante il poco tempo di convivenza ho appreso qualcosa, mi è dispiaciuto in questa prima parte di stagione non poter mettermi in mostra con Palladini e Montani”.

Domenica hai salutato l’Aragona e da ieri hai iniziato a lavorare con il nuovo gruppo a Cupello, perché hai scelto i rossoblù? “Da un paio d’anni dirigenti e mister Carlucci mi hanno sempre tenuto in grande considerazione, di Cupello me ne hanno sempre parlato come ambiente ideale per tutti i giocatori, soprattutto i più giovani, sono contento di ritrovare alcuni compagni con cui ero già stato tra Vastese e San Salvo”.

Da qui fino al termine della stagione quali obiettivi ti sei posto? “Voglio tornare a giocare con grande continuità, nell’ultima stagione e mezza complici gli infortuni il mio minutaggio è stato basso rispetto alle passate stagioni. Voglio tornare protagonista, speso di far benissimo qui a Cupello perché il mio obiettivo è tornare di nuovo in Serie D”.

 

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it           

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