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La legge spirituale di causa ed effetto nello sport

Lo sport è azione, velocità, audacia, per questo non si riesce a concepire cosa possa centrare la spiritualità con questo mondo. In una società cristiana come la nostra è naturale che la sola parola “spiritualità” possa riportarci al concetto di chiesa cattolica, ma qui non voglio trattare di religione ma di una filosofia di vita utile alla crescita dell’atleta come sportivo/a e come uomo/donna che si accorda perfettamente con tutte le religioni a noi conosciute. Quando un giovane si affaccia alla vita cerca in tutti i modi di essere riconosciuto dalla società in cui vive perché ha bisogno di relazionarsi con il prossimo. Questa società odierna però è fondata sulla credenza dell’apparenza dove la cosa più importante non è quello che siamo ma il ruolo che ricopriamo, praticamente c’è la tendenza a creare una nuova generazione di persone fatte con lo stampino. Allora, un individuo non ha valore se per esempio non è popolare sui social, se non ha il cellulare di ultima generazione, se la notte non esce e non rientra a casa alle quattro di mattina, se non beve alcool, se non si veste alla moda e se quindi non si comporta come la massa. Il ribellarsi a delle credenze del genere significa rischiare di non essere accettati dal gruppo di coetanei poiché si prova la paura di essere giudicati diversi. Un giovane che seriamente vuole intraprendere una carriera sportiva si ritrova a dover condurre uno stile vita diverso da quella degli altri di pari età, ecco perché può essere interessante introdurre il discorso della spiritualità come strumento che lo può aiutare a crescere emotivamente. La spiritualità è un percorso piuttosto tortuoso che consiste in una continua analisi della propria anima. Certo, in un solo articolo è complicato fornire la chiave tramite la quale è possibile instradare qualcuno a tale percorso, ma sicuramente il fulcro sta nel tenere presente che per diventare capitani della propria anima c’è bisogno di aprire il proprio cuore poiché solo così si è in grado di riconoscere le proprie emozioni e quindi i propri talenti. È necessario capire che ogni individuo è unico e speciale ma che essendo umano può sbagliare. Bisogna però imparare a chiedersi il perché di tutto quello che accade affinché lo stesso possa essere messo in grado di attuare quel cambiamento necessario che è la via del successo, perché ognuno di noi è l’artefice del proprio destino. Questo concetto introduce quello della legge di Causa ed effetto. Giornalmente siamo bombardati da questa società (Causa) pronta a giudicarci. È proprio la paura del giudizio a toglierci quell’energia vitale necessaria per il raggiungimento dei nostri obbiettivi, diventiamo quindi Effetto di questa assurda società. Possiamo diventare Causa solo quando riusciamo a comprendere che ognuno di noi è Effetto di qualcun’altro. Quindi probabilmente il giudizio che abbiamo paura di ricevere dagli altri non è dovuto a discrezione di questi ma è Effetto di altra Causa. Capire ciò ci fa sentire in pace (in assenza di giudizio negativo altrui) e ci dà la carica per agire in positivo. Solo così si riesce a credere in se stessi e a diventare emotivamente forti. Questo non significa che dobbiamo diventare egocentrici perché l’unione fa la forza ed ognuno di noi è il risultato delle persone che ci sono più vicine, che quindi devono essere il più possibile positive. La strada da percorrere per riuscire a concepire questa filosofia può essere solo suggerita poiché il percorso è strettamente personale e la verità è dentro ognuno di noi. Infatti ci si trova spesso in un bivio interiore che porta a fare delle scelte strettamente personali. Ma come si fa a fare la scelta giusta durante questo complicato percorso? Bisogna seguire la strada del cuore. Chi ha passione per lo sport deve concentrare i propri pensieri su questo sogno, perché quest’ultimi creano energia ed anche gli organi del nostro corpo umano sono fatti di energia. L’organo con il più ampio campo elettromagnetico è il cuore, ed il linguaggio dell’anima è proprio quello del cuore. Quando l’anima è in accordo con la mente si raggiunge quell’equilibrio che fa sentire l’individuo in pace, libero e felice. Tutto ciò è stato studiato scientificamente dalla fisica quantistica. Ecco perché nel mondo dello sport non esiste la sfortuna o la fortuna, ma esiste l’energia che si crea a causa dell’amore che si prova per lo sport, per la vittoria, per il gruppo, per i tifosi e per la squadra o per il campione del cuore. Quindi a parità di capacità atletiche vincerebbe l’atleta capace di sprigionare più energia positiva, che a sua volta può rafforzarsi quando viene sostenuto da una tifoseria che ci mette il cuore nell’incitarlo.

Sabrina Felici
sabrinafelici@vasport.it

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