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Calcio

Lanciano pensa già al futuro. L’ex diesse Paciarella: “Fare calcio a Lanciano è stato molto stimolante”

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La dirigenza rossonera è già all’opera. Intervista all’ex diesse Tonino Paciarella, dirigente rossonero fino all’11 aprile

Lanciano, è già tempo di domani.

La dirigenza rossonera, lontano dagli impegni del campo, lavora.

A Lanciano i massimi dirigenti Fabio Lombardi, Andrea D’Orsogna Bucci e Giancarlo Micolucci operano quotidianamente insieme a Francesco Di Gennaro e al presidente Fabio De Vincentiis per accrescere e potenziare tutti i settori della Lanciano calcistica, sanno che l’obiettivo non può discostarsi di molto da quello delle ultime due stagioni.

Per meglio dire, l’obiettivo deve essere identico a quello delle ultime due annate.

L’architettura della squadra c’è.

Ovviamente va potenziata.

Senza dubbio il team frentano dovrà porre particolare attenzione agli under, cioè a quei calciatori fuori quota che fanno la differenza nella massima competizione regionale.

La stagione appena andata agli archivi è senza dubbio una delle più prolifiche del Lanciano.

I frentani di Alessandro Del Grosso hanno vinto aritmicamente il campionato con oltre un mese di anticipo rispetto alla fine della competizione con il miglior attacco (113 reti realizzati, esattamente 40 gol in più rispetto al secondo attacco più prolifico del torneo, cioè l’Ortona) e con il minor numero di sconfitte e pareggi.

Stagione dunque, propizia, ma nella quale è stata presa anche decisione in corso d’opera, come quella che ha riguardato l’ex direttore sportivo, Tonino Paciarella, dall’11 aprile non più all’interno della società rossonera.

L’ex diesse del Lanciano, tonino Paciarella

Direttore, partiamo dalla domanda principale: perché è finito il rapporto tra lei e il Lanciano?

“Questo è difficile per me spiegarlo in quanto non vi era alcun motivo valido e importante che giustificasse una decisione del genere, tra l’altro comunicata telefonicamente. Evidentemente questo era voluto e pianificato da tempo. Anche perché non ho mai avuto problemi o litigi con nessuno della società tanto meno con De Vincentiis. Ho avuto solo la sensazione che a qualcuno abbia dato fastidio la mia gestione tecnica dello staff e della squadra un po’ più autonoma e indipendente da dicembre in poi dopo la terza sconfitta ad Ortona. Questo però si è reso necessario per far ripartire con più sicurezza e tranquillità il gruppo. Infatti da allora questa squadra non ha più conosciuto ostacoli anche senza Shipple, Mastronardi e Tarquini e negli ultimi due mesi con assenze di giocatori importanti per infortuni vari”.

Rimpianti dopo aver vinto due campionati di seguito a Lanciano?

“Assolutamente nessuno se non quello che avrei potuto continuare a contribuire alla risalita di questa società in categorie ancora più prestigiose, come merita questa città. L’unico non rimpianto, ma forte rammarico, è stato quello di aver dovuto avallare la sostituzione di Massimo Zucchini dallo staff tecnico. Colgo l’occasione qui di ringraziare Massimo per il lavoro e l’apporto che ha dato sin dall’inizio a questo progetto tecnico finché ne ha fatto parte”

Il Lanciano ha continuato a vincere. Dopo il campionato di Promozione, sono arrivati anche Coppa Italia e Supercoppa. Quali sono i segreti di questa squadra?

“Nessun segreto particolare solo lavoro fatto con attenzione e competenza. Questa squadra è stata costruita due anni fa da zero con un criterio logico composta da calciatori professionali di qualità con caratteristiche fisiche tecniche tattiche e caratteriale sicuramente per vincere ma nel contempo formare anche una base solida giovane che duri nel tempo guidati da uno staff preparato ed amalgamato. Le vittorie, che non sono mai scontate, sono una conseguenza di tutto questo”.

L’ambiente di Lanciano. Come ti sei trovato? Più in generale, come si fa calcio a lanciano? 

“Essendo una persona socievole anche se riservata e pragmatica, a Lanciano mi sono trovato benissimo con tutto l’ambiente, con alcune persone già ci conoscevamo avendo avuto anni fa un’esperienza come allenatore della Spal Lanciano in Eccellenza. Ho conosciuto ottime persone tra gli sportivi e i dirigenti locali molto appassionati. Fare calcio a Lanciano è molto affascinante stimolante anche se impegnativo in quanto in queste categorie non hai alternative devi solo ottenere il successo sportivo che comunque non è mai scontato. Bisogna essere competenti coraggiosi e non temere il fallimento”.

Tonino Paciarella adesso cosa farai e quali sono i tuoi programmi?

“Adesso sono impegnato a seguire le gare di playoff e play out di Eccellenza e serie D. In seguito, se ci sarà l’occasione giusta stimolante di continuare a fare il DS, la vaglierò altrimenti mi dedicherò ad altro, non vivo di solo calcio per fortuna”

L’ultima: con la società rossonera in che rapporti è rimasto Paciarella?

“Come detto in precedenza, personalmente pensavo di aver avuto e mantenuto ottimi rapporti con tutti è chiaro che dopo la chiusura anticipata della collaborazione senza che vi fosse una reale motivazione fatta con tempi e modi discutibili genera in me dubbi sulla spontaneità e disinteresse di qualche dirigente. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente in quanto non ho avuto il piacere di farlo di persona in maniera affettuosa i calciatori che ho portato a giocare nel Lanciano calcio in questi due anni,  sono stati tutti indistintamente indispensabili per la conquista di tutti gli obiettivi raggiunti”.

Alessio Giancristofaro – alessio.giancristofaro@vasport.it

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