Calcio

Lorenzo Peschetola: “Io, l’Inter, San Siro, Pepe, Cauet e tanto altro…un mondo meraviglioso”

Il baby cupellese classe 2003 fresco vincitore dello scudetto under 15 con i nerazzurri ci ha raccontato il suo primo anno a Milano

Un anno dopo nulla a cambiato. In bacheca il primo Scudetto e la prima Supercoppa ma negli atteggiamenti Lorenzo Peschetola è rimasto sempre lo stesso. Zero voli pindarici, testa sulle spalle e tanta voglia di migliorarsi ancora, il primo anno a Milano con la maglia dell’Inter lo ha migliorato sotto tanti punti di vista, a quindici anni per un quattordicenne che vola dalla piccola Cupello alla metropoli milanese il rischio di montarsi la testa è elevato, non nel suo caso, calmo, riflessivo e ben concentrato su quanto fatto e soprattutto su quanto ancora vorrà fare.

Lo abbiamo incontrato nell’azienda di famiglia, seduto al suo fianco papà Franco che insieme a suo moglie Morena ha seguito quasi tutte le domeniche le gesta del figlio partendo da Cupello ogni weekend per raggiungere Milano: È un altro mondo – le parole di Franco Peschetola – tutti sanno quanto l’Inter del nuovo corso abbia investito sul proprio settore giovanile, i risultati degli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti ma avendo la fortuna di viverlo quasi da dentro grazie a Lorenzo posso toccare con mano il  lavoro pazzesco di questa società che investe tante energie su ogni ragazzo facendo star bene loro e anche le famiglie, hanno una metodologia di lavoro e programmazione avanti anni luce”.

Lorenzo annuisce a ogni parola scandita dal padre, poi ripensando al primo approccio con il pianeta Inter inizia il racconto del suo primo anno a tinte nerazzurre: “C’era quel pizzico di timore quando ho salutato tutti a Cupello il primo giorno a Brunico eravamo tutti in silenzio ma poi abbiamo subito capito di essere sulla stessa barca, per ognuno di noi era una novità assoluta andare via da casa così giovani, ci siamo uniti facendo subito gruppo e dal secondo giorno abbiamo stretto un grande rapporto, il ritiro estivo è stato fondamentale per cementificare il gruppo”.

Da Brunico a Milano dove ha trascorso il suo primo anno lontano da casa dividendo le sue giornate tra allenamenti, scuola e la vita insieme ai compagni nella villa che li ha ospitati. “Giornate davvero intense, avevamo libero solo il sabato, lo studio e gli allenamenti ci toglievano tantissime energie, la sera nella villa dove vivo con i miei compagni di squadra avevamo a disposizione un piano con tanti giochi per svagarci ma la stanchezza era tanta”. Seguiti passo dopo passo a scuola, al campo e nella villa dove ci sono quattro tutor che controllano che tutto vada bene, dai comportamenti fino all’alimentazione, nulla viene lasciato al caso.

A scuola Lorenzo ha intrapreso il cammino nel Liceo Scientifico Sportivo, una realtà aperta, solo ad atleti tesserati per squadre (di tutti gli sport) professionistiche. Il primo anno si è chiuso alla grande con la media superiore all’otto e mezzo, a conferma di quanto riesca a tenere alta l’asticella su tutti i fronti della sua vita quotidiana. Quella che per molte ore lo ha visto protagonista sui rettangoli verdi, tra i tanti allenamenti in vista dei match ufficiali: “Rispetto agli anni di Pescara i ritmi sono sensibilmente aumentati, anche in campo vieni seguito costantemente, mister Annoni è stata una presenza fondamentale, insieme a lui il suo staff ci ha sempre seguito passo passo, ogni giorno c’era qualcuno che osservava i nostri allenamenti standoci vicini con consigli preziosi”. A Pescara il suo ruolo, da mancino puro, era quello di esterno destro offensivo, ha sempre ammirato Messi per il talento naturale, studia con attenzione le giocate di Di Maria e in quest’ultimo periodo sta adorando Hazard. Tutti giocatori offensivi come lui ma nell’Inter è stato impiegato in tantissimi ruoli, tranne che quello che lo aveva visto protagonista a Pescara, problemi zero visto che da trequartista, mezz’ala, mediano e in sporadiche occasioni anche da falso nueve ha sempre risposto al meglio confermando una grande disponibilità e duttilità in campo. Le splendide prestazioni contro Udinese e Cagliari fino ad arrivare alla fase decisiva della stagione conclusa alla grande con la conquista del ‘doblete’, prima lo Scudetto under 15 e due giorni dopo la Supercoppa: “Giorni indimenticabili, ognuno di noi nel corso della stagione ha dato inserito un tassello per completare questo splendido mosaico, nei giorni delle finali la società ha svolto un lavoro encomiabile, il responsabile del settore giovanile Roberto Samaden ci ha tranquillizzato e caricato con uno splendido discorso, quelle parole non le dimenticherò mai”.

Un anno in cui Lorenzo si è divertito ad assistere dal vivo ad alcuni match della prima squadra addirittura da raccattapalle il 15 ottobre nel derby della ‘Madonnina’ vinto dall’Inter per 3 a 2 con super Icardi autore di una tripletta. Nella vita di tutti i giorni la società ha fatto confrontare i giovani con altre realtà, Peschetola e alcuni suoi compagni accompagnati da Javier Zanetti hanno trascorso una giornata con i pari età in un carcere giovanile e qualche mese più tardi hanno partecipato a un torneo con ragazzi diversamente abili.

Se Javier Zanetti rappresenta un’icona del passato in campo e ora da dirigente attivo ad Interello Lorenzo Peschetola ha avuto modo di conoscere anche Ronaldo Luis Nazario da Lima “Il Fenomeno” e due volte a settimana si allena con l’ex centrocampista nerazzurro (con trascorsi anche tra Torino e Como) Benoit Cauet con cui tutti i ragazzi del settore giovanile curano la tecnica individuale. “Con lui ho un rapporto splendido – continua nel suo racconto Lorenzo – i suoi allenamenti aiutano tutti e dall’alto della sua esperienza ascolto sempre attentamente ogni suo consiglio, mi ha aiutato tantissimo”.

Pepe e Lorenzo

Altra figura fondamentale nella vita di Lorenzo è diventata Simone Pepe, si, l’esterno offensivo romano con trascorsi anche abruzzesi tra Teramo e Pescara (inizio e tramonto della carriera da giocatore) ma vincitore di 4 scudetti dal 2011 al 2015 con la maglia della Juventus. Lui e il suo fidato braccio destro, l’avvocato pescarese Alessandro Buccieri, un anno fa hanno fondato la ‘SP Group Srl’ società che si occupa di scouting e procure dei giocatori assicurandosi anche le prestazioni del giovane Peschetola. Pepe e l’avvocato Buccieri sono entrati in piena sintonia non solo con Lorenzo ma con tutta la famiglia Peschetola: “Sto con loro da novembre, abbiamo un ottimo rapporto, il giorno della conquista dello Scudetto dopo la mia famiglia sono stati loro in cima ai miei pensieri più belli, sono una presenza fondamentale e spero di proseguire questo rapporto ancora per tanti anni”.

Da tre settimane si sta godendo il meriato riposo tra Cupello e il mare di Vasto, nei prossimi giorni alcuni compagni di squadra lo verranno a trovare per divertirsi tutti insieme sulle spiagge vastesi, una grande amicizia che continua e si cementifica anche lontano da Milano. Si potrà godere l’estate fino ai primi di agosto, poi il 4 inizierà la nuova stagione con il primo giorno di ritrovo ad Interello e poi dal 5 al 13 agosto il via al ritiro a Fanano nel modenese in vista della prossima stagione. Quella che affronterà con lo scudetto sul petto nell’under 16, un gradino in più sempre con la testa sulle spalle senza però mai abbassare la guardia: “A questi livelli non bisogna mai mollare, allentare la presa un solo giorno potrebbe poi ripercuotersi sulle prestazioni della domenica, non devo risparmiarmi, il mio obiettivo è sempre lo stesso, seguire tutti i consigli preziosi, lavorare sodo e migliorarmi giorno dopo giorno”.

 

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it

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