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Motociclismo

43 punti e il caso doping: 2019 difficile per Andrea Iannone

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Il trentenne pilota di Vasto ha chiuso con poche gioie il primo anno in Aprilia. Attesa per le controanalisi

Vorrà dimenticarlo in fretta. La sfera sportiva di Andrea Iannone, pensando al 2019, ormai al tramonto ha avuto pochissimi sorrisi e troppe delusioni. Un primo anno in Aprilia sicuramente più difficile del previsto, le difficoltà erano state preventivate ma in pista è stato tutto in salita.

Ha accettato la sfida con il team di Noale ma il primo anno si è chiuso con il misero bottino di 43 punti conquistati riuscendo solo in tre occasioni a chiudere tra i primi dieci con il 6° posto australiano del 27 ottobre come miglior risultato della stagione. In mezzo tante partenze dall’ultima fila, due gare saltate per infortuni e quattro in cui è stato costretto a ritirarsi come le ultime due che hanno poi aperto la strada verso un fine d’anno del tutto inaspettato.

Il problema doping che ha affrescato le ultime settimane del 2019 di un Andrea Iannone sospeso in via cautelare dalla Federazione Internazionale del motociclismo (FIM) perché risultato positivo a un test antidoping della Wada svolto lo scorso 3 novembre a Sepang, in occasione del GP di Malesia. L’analisi ha rivelato la presenza di uno steroide anabolizzante androgeno.

Il 2020 si aprirà con il risultato delle controanalisi subito richieste dal trentenne di Vasto, i risultati potrebbero arrivare intorno al 7 gennaio. Andrea Iannone spera di cancellare questa storia e tornare protagonista in pista insieme all’Aprilia.

Redazione Vasport – redazione@vasport.it