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A Celano per dimenticare il tonfo casalingo

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La sconfitta casalinga, inattesa, contro la Rosetana non compromette nulla rispetto a quanto di buono questa squadra ha fatto fino ad oggi. Certo, perdere in casa contro una neopromossa, in una domenica in cui i biancorossi avrebbero potuto conquistare la vetta solitaria della classifica in caso di vittoria, lascia l’amaro in bocca. Nulla, però, accade per caso. Contro la Rosetana sono emersi i punti deboli della squadra che Piccioni farà bene a smussare. Intanto, senza Stefanini e Bianchi, come già detto la scorsa settimana, toglie alla squadra un potenziale notevole.

E chi, in società o nell’ambito della direzione tecnica, avesse in mente di poter fare a meno delle prestazioni dell’unico centrocampista in grado di porre un argine alle incursioni centrali degli avversari, dando geometrie alla linea di centrocampo, ovvero Stefanini, farebbe bene a cambiare mestiere. Da subito. Il suo infortunio e quello del laterale avanzato Bianchi si fanno sentire. Piccioni ha provato contro la Rosetana, qualcosa di diverso dopo il brutto secondo tempo contro la Fucense. Ha schierato un centrocampo a due con il rientrante Tafili e Hajdarevic, ma entrambi hanno passo breve e si sono limitati a fare il compitino, anche perché gli avversari sono stati bravi nella fase difensiva e pronti in velocità con Nigro e D’Angelo, l’ex di turno, a pungere una retroguardia fin troppo impacciata e macchinosa e lenta.

Forse, con due punte con quelle caratteristiche, non sarebbe stato male innestare un Vespasiano più veloce e aggressivo. Maroto nel primo tempo, più arretrato, ha faticato ad entrare in partita, mentre nella ripresa, senza Donnarumma davanti, ha avuto molti più spazi ed è stato più incisivo. In avanti Piccioni ha inserito dal primo minuto Sanchez al posto di Cesario, ma con una difesa avversaria ben protetta e arroccata in difesa, le qualità di velocista di Sanchez non sono emerse. Insomma, una squadra ancora in fase di migliore assetto, anche a causa delle assenze.

Domani a Celano saranno ancora assenti Stefanini e Bianchi, mentre ha ripreso, dopo la tremenda botta rimediata da Diop, l’esterno Zaccardi. Sulle due reti subite dalla pro Vasto, infine, non nascondiamo le responsabilità della difesa. Sul primo gol, D’Angelo con una finta si è portato dietro i due centrali che hanno eseguito lo stesso movimento, al posto di incrociarsi. Nel secondo caso, non si può non andare subito al contrasto nei confronti di Nigro lanciato in velocità dalla sua metà campo, con tre difensori biancorossi davanti a lui. Nigro ha avuto tutto il tempo per vedere che Lanziani era fuori dai pali è con un preciso tiro dai quaranta metri lo ha infilato.

In questo caso Lanziani, che pure fa bene ad avvicinarsi alla trequarti quando si attacca, non ha creduto nel tiro dalla distanza di Nigro ed ha perso tempo nel riguadagnare la posizione. Ed è stato punito. A Celano, adesso, la Pro Vasto è chiamata ad una prestazione diversa. Intanto, si è aggregato alla squadra Di Bartolo, un centrocampista arretrato che non capiamo ancora chi dovrà sostituire, visto che alla squadra manca un raccordo con il settore offensivo, ruolo che Di Bartolo non ha mai ricoperto né a Notaresco né con il Leon, nelle sette partite in cui è stato titolare la scorsa stagione. Vedremo. Di certo, contro la Rosetana, la sconfitta non è stata meritata. Il portiere avversario ha compiuto due interventi strepitosi e per ben due volte è stato il palo a negare la rete biancorossa. A Celano la Pro Vasto vuole fare risultato. La vetta è lì ad un punto.

Nicola Del Prete

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