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Aiuti al mondo dello sport: cosa c’è nel decreto “Rilancia Italia”

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Quasi un miliardo di euro per attività professionistiche e dilettantistiche. 100 milioni a tasso zero dal credito sportivo per gli impianti


Oltre 450 pagine incentrate sulle misure di sostegno per l’attività sportiva professionistica e dilettantistica. Nel vastissimo Decreto “Rilancio Italia” un tema importante ricopre anche lo sport con gli incentivi economici che arrivano a toccare quasi il miliardo di euro.


Cassa integrazione in deroga per sportivi professionisti”: volta ad includere nella cassa integrazione in deroga ai sensi dell’articolo 22 del decreto-legge n 18 del 2020, i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti delle categorie minori, individuate tra quelli con retribuzione annua lorda non superiore a 50.000 euro, fino a un massimo di 9 settimane. La legge n. 91 del 1981 individua come sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità. Le società sportive professionistiche tuttavia non rientrano tra quelle destinatarie delle disposizioni vigenti sulla Cassa Integrazione, ordinaria o straordinaria. Dagli archivi dell’INPS risulta che i lavoratori in questione siano mediamente nell’anno 5.293, con una retribuzione media annua di 16.949 euro per 188 giornate lavorate.


“Bonus per lavoratori sportivi”: ad oggi 75.547 lavoratori, col decreto vengono finanziati altri 43mila che hanno richiesto marzo. Automaticamente per aprile e maggio il bonus sarà rifinanziato dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 200 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennità pari a 600 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e associazioni sportive dilettantistiche. Dai dati dell’Agenzia delle Entrate risulta che nel 2019 il numero dei collaboratori sportivi era di 429.238; le domande presentate per l’erogazione di marzo sono state 131.077, e si valuta che questa cifra possa arrivare fino a circa 165.000.


“Proroga dei termini di versamento di tasse e contributi”: come per la generalità delle imprese, anche per il settore sportivo la sospensione dei termini di riscossione di tasse e contributi già accordata con scadenza al 30 giugno viene portata al 30 settembre.


“Disposizioni in tema di impianti sportivi”: comprende diverse disposizioni, volte non tanto ad annullare quanto a ritardare l’esborso di oneri di vario genere da parte delle associazioni e società sportive. Fino al 30 giugno è sospeso il versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali, che nel periodo in considerazione sono rimasti inutilizzati “per factum principis”. Gli importi sospesi dovranno però essere versati entro il 31 luglio o in 4 rate mensili a partire dallo stesso luglio. La nota accompagnatoria del provvedimento precisa che gli impianti pubblici censiti dal CONI ammonta a circa 76.000 unità, due terzi delle quali di proprietà pubblica, con un costo media di concessione di circa 4.000 euro mensili; per l’impiantistica di livello superiore, ovviamente, i canoni sono molto maggiori, andando dai 5.000 euro per gli impianti calcistici di Lega Pro ai 100.000 della serie A; così nel basket dove i palazzetti, tutti di proprietà comunale, sono in concessione o affitto per 15.000 euro al mese in serie A e 5.000 euro in serie A2.


“Revisione dei rapporti concessori e di affitto”: prevede che i soggetti concessionari possono sottoporre all’ente concedente una domanda di revisione del rapporto concessorio in essere da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio originariamente pattuite, anche attraverso l’allungamento del termine di durata del rapporto, in modo da consentire il graduale recupero dei proventi non incassati e l’ammortamento degli investimenti effettuati. Un ulteriore intervento è previsto per la sospensione forzata delle attività sportive che viene valutata come fattore di sopravvenuto squilibrio dell’assetto di interessi pattuito con il contratto di locazione di palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo. In ragione di tale squilibrio il conduttore ha diritto, limitatamente alle cinque mensilità da marzo 2020 a luglio 2020, ad una corrispondente riduzione del canone locatizio che, salva la prova di un diverso ammontare a cura della parte interessata, si presume pari al 50% del canone contrattualmente stabilito.


“Rimborso degli abbonamenti”: gli utenti che non hanno potuto usufruire degli abbonamenti stipulati a inizio anno, a causa della sospensione delle attività sportive, possono presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, istanza di rimborso del corrispettivo già versato per tali periodi di sospensione dell’attività sportiva, allegando il relativo titolo di acquisto o la prova del versamento effettuato. Il gestore dell’impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al periodo precedente, in alternativa al rimborso del corrispettivo, può rilasciare un voucher di pari valore incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle predette misure di sospensione dell’attività sportiva. La disposizione non fa che estendere agli impianti sportivi quanto già previsto per i biglietti di accesso agli spettacoli di qualsiasi natura.


“Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale”: ha una base di partenza di 10 milioni, sulla quale convergerà una quota pari allo 0,3 per cento del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali, fino al 31 dicembre 2022, con un apporto minimo di 40 milioni per l’anno incorso e 50 milioni per ciascuno dei due anni seguenti. In base ai dati del 2016 il volume di gioco delle scommesse sportive offline si è assestato su valori prossimi ai 4,5 miliardi ai quali si aggiungono oltre 4 miliardi provenienti dalla raccolta online.


“Contributo a fondo perduto”: anche per lo sport vale il contributo a fondo perduto per le piccole imprese fino a 5 milioni di fatturato. L’indennizzo è proporzionale alle perdite di ricavo subite ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Analoga estensione si può prefigurare per il credito d’imposta sugli affitti (pari al 60% del canone) per gli immobili ad uso non abitativo versato a marzo, aprile e maggio 2020, sempre per lo stesso tipo di società, qualora abbiano subito una contrazione dei ricavi in questi tre mesi di almeno il 50% sul 2019. E ancora per il credito d’imposta sulle spese di sanificazione degli ambienti di lavoro che ora vale il 60% (fino 60mila euro).


“Caso di annullamento di competizioni e campionati”: in previsione dell’ingente mole di controversie che potrebbero scaturire dalle decisioni che le federazioni sportive nazionali saranno presumibilmente costrette ad adottare, a causa del “lockdown”, in materia di prosecuzione e conclusione delle competizioni e dei campionati, professionistici e dilettantistici, per la stagione sportiva 2019/2020, e conseguenti misure organizzative per la successiva stagione sportiva 2020/2021 ‒ si prefigge lo scopo di evitare la paralisi dell’ordinamento sportivo attraverso misure, del tutto eccezionali e temporanee, che possano contenere entro tempi certi la durata del predetto contenzioso. A questi fini, l’articolo 211bis si muove lungo due versanti: da un lato, prevedendo l’esclusione di ogni competenza degli organi di giustizia sportiva per le controversie in esame, fatta salva la possibilità che lo statuto e i regolamenti del CONI e conseguentemente delle Federazioni sportive prevedano organi di giustizia dell’ordinamento sportivo che decidono tali questioni in unico grado; dall’altro, introducendo un rito speciale accelerato per la definizione dei giudizi davanti al TAR e Consiglio di Stato.


“Finanziamento dei centri estivi 2020 e contrasto alla povertà educativa”: la disposizione prevede, per l’anno 2020, un’integrazione del Fondo per le politiche della famiglia per un importo pari a 150 milioni di euro, affinché sia erogato ai Comuni per il potenziamento, anche in collaborazione con istituti privati, dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo, per le bambine e i bambini di età compresa tra 3 e 14 anni.

“Misure per incentivare la mobilità sostenibile”: ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica. Il “buono mobilità” di cui al terzo periodo può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste.

Infine non mancano iniziative ed incentivi economici per l’attività non professionistica. La Banca per lo sviluppo del consiglio d’Europa (CEB) ha deliberato un finanziamento di 100 milioni di euro, a condizioni agevolate, in favore dell’Istituto per il Credito Sportivo, per un cofinanziamento di 200 milioni di euro, destinati a progetti di enti locali per l’impiantistica sportiva per costruzione e riqualificazione (anche attraverso la messa a norma, l’efficientamento energetico, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’implementazione tecnologica).

Redazione Vasport – redazione@vasport.it