La bomber palmolese doc, dopo la mancata iscrizione dell’Audax, sarà il punto di forza della nuova creatura vastese che sta costruendo mister Mazzatenta
340 gol in 12 stagioni. Angelica Di Ninni ha segnato, segna e continuerà a farlo ancora per tanto tempo, implacabile sotto porta, gran parte delle fortune dell’Audax Palmoli Femminile, hanno portato la sua firma. Dopo dodici anni di successi indimenticabili (titoli regionali abruzzesi e la storica partecipazione al campionato di Serie B) la realtà palmolese ha deciso di rinunciare a proseguire l’avventura con il calcio femminile.
Tutte le ragazze protagoniste dei successi dell’ultimo decennio hanno subito trovato un nuovo porto sicuro: la Virtus Vasto che ha riportato il calcio femminile a Vasto e ora si appresta ad affrontare il campionato d’Eccellenza (Abruzzo e Molise), l’ex Serie C femminile per rendere meglio l’idea. A guidare questo gruppo, in panchina ci sarà Nello Mazzatenta, uno che da anni conosce le dinamiche del calcio femminile e che avrà dalla sua la fortuna di poter contare in attacco sulle giocate e i gol della ventisettenne Di Ninni pronta per questa nuova avventura vastese. La prima lontana da casa, palmolese doc, ha iniziato ad indossare la maglia dell’Audax in Serie C quando aveva 15 anni e dal 2007 fino al maggio scorso sotto porta non si è più fermata. Le 340 firme (un numero impressionante) ne sono la conferma ma ora dopo aver fatto grandi cose nella sua Palmoli non vede l’ora di far felice anche la Virtus Vasto.
Angelica Di Ninni,
dopo dodici stagioni, è calato il sipario sull’Audax Palmoli femminile, provi
un pizzico di amarezza? “Un
dispiacere grande, io sono cresciuta giocando a calcio con questa realtà, avevo
il campo a 200 metri da casa, era una fetta importante della mia vita”.
Era davvero
impossibile andare ancora avanti o ci sarebbero state ancora le condizioni per
continuare questa avventura a Palmoli? “Di
sacrifici in questi dieci anni ne sono stati fatti parecchi da parte di tutti,
come giocatrici c’era ancora il solito zoccolo duro ma per il resto era
difficile andare avanti”.
Quali ricordi
porterai, oltre alla valanga di gol, di questi dodici anni? “Sono tantissimi, impossibile elencarli
tutti in un’intervista, sarebbe fin troppo riduttivo. Porterò sempre l’Audax
Palmoli nel cuore. Giocare per il proprio paese da sempre quella spinta in più,
abbiamo portato in giro per l’Italia il nome di Palmoli, è stata una grande
soddisfazione e anche il conoscere tante nuove persone che per un motivo o l’altro
mi hanno lasciato qualcosa”.
Se dovessi fare un
nome chi è quello a cui sei rimasta più affezionata? “Con alcune mie compagne a cui sono legata tantissimo affronteremo la
nuova avventura ma senza nulla togliere agli altri posso dire che Michele Buda
è stato il miglior mister che abbia avuto in questi anni. Aveva tanta voglia e
sapeva sempre come caricarci nel modo giusto, con lui mi sono trovata benissimo”.
Hai accennato alla
nuova avventura, il presente da qualche settimana si chiama Virtus Vasto, com’è
nata questa opportunità? “Sarò
sincera, quando si era presentata questa ipotesi non ero molto entusiasta, poi
mi sono dovuta ricredere, la Virtus Vasto ha un bel progetto e con mister Nello
Mazzatenta e il suo staff si è subito creato il feeling giusto”.
Pensando al prossimo
campionato di Eccellenza dove potrà arrivare la Virtus Vasto? “Abbiamo la fortuna di essere un gruppo che
in gran parte già si conosce, insieme a me da Palmoli sono arrivate tante altre
ragazze. Un buon punto di partenza ma vincere al primo colpo sarà difficile,
molte squadre si sono attrezzate, su tutte le molisane del Mirabello. Io prometto
massimo impegno e cercherò di realizzare ancora tanti gol”.
Il calcio femminile è
finalmente arrivato su alti palcoscenici e anche a Vasto hanno deciso di
cogliere al balzo questa nuova onda, dall’alto della tua esperienza dove può
arrivare la Virtus? “Vasto non è
Palmoli, parliamo di una realtà molto più grande con ampi margini di
miglioramento. C’è una struttura importante, la dirigenza è validissima, vedo
che il settore giovanile può già contare su una quindicina di giovani
calciatrici. Le basi di partenza sono ottime, è un progetto che può portare a
ottimi risultati”.
340 gol in 12 stagioni, numeri da capogiro, non pensi che hai perso qualche treno che avrebbe potuto portarti ad alti livelli nel calcio femminile? “Dispiace ammetterlo, di treni ne sono passati parecchi ma non li ho rincorsi, avrei dovuto fare sin da piccola grandi sacrifici e poi non mi sono mai voluta allontanare troppo da Palmoli. Vasto per fortuna non è troppo lontana e ora non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura”.
Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it