Il 24 aprile del 2016, il classe ’96 di Vasto firmò il gol che riportò avanti i vastesi nell’ultima giornata d’Eccellenza. Cinque anni dopo sta vivendo l’esperienza americana nella Lee University
Balzano in America
Balzano l’americano. Rima forzata ma che fotografa al meglio il presente del laterale classe 1996, uno dei pochi a vincere, nel giro di tre anni, due campionati da protagonista: l’ultimo, nel 2019, con la Bacigalupo Vasto Marina e l’altro, nel 2016, quando indossava la maglia della Vastese. Era il 24 aprile quando i biancorossi dell’allora tecnico Gianluca Colavitto si giocavano un’intera stagione nell’ultima giornata da affrontare nella tana della Val di Sangro con il rischio di vanificare tutto in caso di mancato successo. Tutti ricordano benissimo l’iniziale vantaggio firmato da Tarquini e il definitivo tris, al secondo minuto di recupero, siglato dal “Puma” Iaboni, ma in mezzo fondamentale, se non decisivo, ad indirizzare la Serie D verso Vasto, fu proprio Mattia Balzano. Era il secondo minuto della ripresa quando grazie all’incursione centrale (su invito volante di Iaboni) firmò il nuovo vantaggio biancorosso scatenando la gioia dei quasi mille vastesi sugli spalti atessani.
Cinque anni dopo il laterale vastese continua a giocare a calcio ma non più in Italia, ora è a Cleveland, nella Lee University dove ha da poco terminato la stagione calcistica (limitata dal Covid), un’avventura che prosegue anche sui banchi del college dove studia economia ed informatica. Avventura resa possibile dopo aver vinto, in Italia, una borda di studio sportiva, nei provini di Roma ha fatto una bella impressione e dal 10 agosto 2020 è iniziata la sua avventura americana. Ce la siamo fatta raccontare per provare a capire le differenze con il nostro Paese senza però dimenticare quel gol firmato cinque anni fa con la maglia della sua città. Il 24 aprile del 2016 Mattia Balzano non lo dimenticherà mai, in quella stagione fu assoluto protagonista, per questo la mancata riconferma nella stagione successiva lo ha parecchio deluso ma il presente per lui oggi è ancor più roseo, nella Lee University da calciatore e studente gioie e gratificazioni non mancano affatto.
Mattia Balzano, ti avevamo lasciato nella passata stagione in Eccellenza e ti ritroviamo in America, come va a Cleveland? “Sono felice di poter vivere questa esperienza nella Lee University, sto qui da meno di un anno ma ho già imparato tanto. Qui gira tutto intorno allo sport, la figura dello studente-atleta conta tanto, dobbiamo essere degli esempi anche fuori dall’università e dal rettangolo di gioco, maglia da calciatore e divisa da studente hanno un peso”.
Com’è nata la possibilità di vivere l’esperienza in un college americano? “Mia madre spulciando su internet ha scoperto questa possibilità attraverso la “College Life Italia”. Dopo un paio di provini a Roma ho preso la borsa di studio sportiva, sono partito grazie al calcio. In Italia ero iscritto ad Economia, qui ho aggiunto anche il ramo informatico”.
Balzano il 24 aprile del 2016 (Ph: Ritucci)
Iniziamo dal fronte calcio, rispetto ai campionati affrontati in Italia come stanno messi in America? “Dal punto di vista tecnico, almeno nel campionato che ho affrontato io, potrebbe essere paragonato a una Promozione, ma c’è l’altro lato della medaglia, si corre tanto e non solo. Si punta molto sull’aspetto fisico, ecco perché a livello atletico siamo vicini a una Serie D”.
Quanto conta nella Lee University lo sport? “Come ho già detto qui ruota tutto intorno allo sport e non solo pensando al basket, ragazzi e ragazzi possono scegliere tra una decina di discipline differenti, si respira un’atmosfera bellissima, sono fortunato a poterla vivere e raccontare dall’interno”.
Com’è andata la prima stagione con la maglia del Lee University? “Purtroppo, causa Covid, il campionato ha avuto poche giornate nella stagione regolare. Ci siamo qualificati per le fasi ad eliminazione, ho trovato anche il gol nei quarti ma non siamo riusciti ad arrivare fino in fondo. Ad agosto ritorneremo in campo e credo che si tornerà alla normalità con tante partite in calendario. Nonostante la stagione ristretta però rispetto all’Italia qui nella nostra conference, sfidiamo altre università, affrontando anche trasferte lunghe cinque, se non sei, ore”.
Tanto divertimento con il calcio ma non va dimenticata lo studio, differenze con la nostra università? “Qui c’è un organizzazione maniacale per ogni esame, ognuno suddiviso in più parziali. Ne ho appena finiti alcuni in questi giorni ma rispetto all’Italia non esistono orali dove bisogna attendere il tuo turno per tante ore, in quei momenti l’ansia potrebbe giocare brutti scherzi, qui fila tutto liscio. Non ti regalano nulla, si studia e bisogna arrivare agli esami preparati”.
In America da otto mesi, periodo in cui c’è un virus che ha stravolto il modo di vivere di tutti, come lo state vivendo il Covid? “Grandi differenze rispetto all’Italia e me ne sono resto conto quando sono rientrato per trascorrere il periodo natalizio, bisognava stare per forza a casa. In America c’è più libertà, aperture totali ma distanze e mascherine vengono rispettate e usate da tutti”.
Meno di un anno a Cleveland ma come giudichi questa esperienza? “Qui ci sono ragazzi che arrivano da ogni angolo del mondo ed è bello confrontarsi con loro perché si entra in contatto con nuove culture, alcune totalmente diverse dalla nostra. Pochi mesi ma sto crescendo molto, Vasto non è dietro l’angolo, qui ci sono io e basta, i social riducono le distanze ma in alcuni momenti si sente la lontananza da famiglia e amici”.
Balzano con la maglia del Lee University
Per l’esattezza Vasto dista da Cleveland 7.500 km, alla tua città però sei molto legato e per i colori biancorossi il 24 aprile del 2016 sei stato fondamentale con un gol pesantissimo nell’ultima e decisiva giornata, che ricordo hai di quella domenica? “Il tempo vola, sono già passati cinque anni anche se sembra ieri e se penso a quella giornata ho ancora i brividi. Dopo il mio gol ricordo la mia corsa e il boato dei nostri splendidi tifosi, una giornata indimenticabile, la più bella da quando gioco a calcio. Una vittoria di un campionato con la maglia della Vastese per un ventenne di Vasto è una grande emozione”.
Dopo una cavalcata incredibile nel finale di stagione vi siete completati la vita, hai mai temuto di perdere quel campionato? “Era impensabile reggere quel ritmo dalla prima all’ultima giornata ma io ho avuto la fortuna di poter far parte di un gruppo granitico dentro e fuori dal campo, tutti puntavamo alla vittoria del campionato per riportare Vasto in Serie D. Anche nei momento di difficoltà nello spogliatoio si respirava sempre aria positiva, lottavamo tutti l’uno per l’altro, nessuno ha mai avuto paura di abbandonare il primo posto e lasciare la vittoria ad altri, volevamo vincere e ci siamo riusciti”.
In panchina c’era Gianluca Colavitto in questa stagione grande protagonista in C sulla panchina del Matelica, a distanza di cinque anni ti aspettavi potesse imporsi anche tra i professionisti? “Allenatore preciso e organizzato, si è parlato spesso del suo grande lavoro nel curare la fase difensiva ma aveva anche altre qualità, in campo ci lasciava tanta libertà e noi riuscivamo sempre ad esprimerci al meglio. Con lui sono migliorato molto, se dopo cinque anni è arrivato fin lì vuol dire che nessuno gli ha regalato nulla, tutta farina del suo sacco”.
Da allora ad oggi, in precedenti interviste, molti tuoi ex compagni non hanno nascosto l’amarezza di non essere stati confermati anche per la stagione successiva, provasti la stessa sensazione? “Parlare di amarezza all’epoca fu fin troppo riduttivo perché mi aspettavo la riconferma. Indossavo la maglia della Vastese ormai da diverse stagioni, era stato un bel percorso e per quanto fatto vedere in Eccellenza pensavo di poter far parte della rosa anche nella stagione successiva. Quella chiamata non arrivò mai, rimasi fortemente deluso provando un forte senso di sperdimento che mi condizionò anche nelle successive esperienze tra San Salvo e Passo Cordone. So di non aver reso al massimo ma mi portavo ancora dietro la delusione della mancata conferma in biancorosso”.
L’esultanza dopo il gol firmato 5 anni fa
Ripensando alle prestazioni la voglia pare ti sia tornata quando hai indossato la maglia della Bacigalupo Vasto Marina, nuova esperienza nella tua Vasto e altra promozione da aggiungere al tuo palmares, anche quella è una stagione da incorniciare? “A Vasto Marina ho ritrovato l’amore per il calcio, stavo bene mentalmente e fisicamente ma anche lì il merito è stato di gruppo e staff tecnico. Mi sono trovato benissimo con mister Cesario e con tutti i compagni, una straordinaria annata, il salto in Eccellenza è stato strameritato”.
In America stagione sportiva conclusa e sessione d’esame completata, nei prossimi mesi resterai a Cleveland o trascorrerai qualche mese a Vasto? “Nei prossimi giorni mi somministreranno la seconda dose di vaccino e a fine mese rientrerò in Italia senza timori riguardo il virus. Resterò a Vasto fino a luglio, poi da agosto di nuovo a Cleveland per continuare la mia esperienza”.
Nei prossimi anni ti vedi stabilmente in America o tornerai sicuramente in Italia? “Fino al dicembre del 2022 resterò sicuramente a Cleveland per completare il mio percorso di studi, poi avrò un ulteriore anno di visto e con ogni probabilità lo sfrutterò. L’Italia manca sempre ma nei prossimi anni capirò meglio in quale direzione muovermi, questa esperienza mi sta insegnando molto sotto tanti punti di vista, con calma valuterò quale direzione prendere”.
Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it