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Calcio a 5

Bellarte ha il suo bomber: gol brasiliani per l’AcquaeSapone

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Colpaccio di mercato dei nerazzurri: ecco Gui

Dopo Nicolodi, Jesulito ed Hoenou, ecco Gui: l’AcquaeSapone di mister Massimiliano Bellarte cala il poker sul mercato e si assicura un bomber di sicuro affidamento. 
 
Per il quarto rinforzo regalato dalla famiglia Barbarossa al tecnico pugliese per dare l’assalto a quello scudetto che il Pesaro di Colini ha scucito dal petto ai nerazzurri in finale nella passata stagione parlano i numeri: capocannoniere uscente della Liga Sport Zone, la serie A portoghese, con la maglia del Fundao, ha griffato 39 gol in 34 partite risultato il migliorgiocatore in assoluto del campionato lusitano. Inutile sottolineare la strabiliante media-gol per Guilherme Gaio Gui…
 
Prima dell’esperienza iberica, Gui aveva vestito le maglie di Foz Cataratas e Toledo, in Brasile, e aveva vissuto un’esperienza in Iran, con tante soddisfazioni. Ora l’avventura in Italia, la prima per lui. Indosserà la maglia nerazzurra numero 11 ed è pronto per vivere un’annata agonistica al top. 
 
Ho giocato assieme ad un ex dell’AcquaeSapone, Canabarro, e lui mi ha parlato benissimo del club, dello staff e dell’ambiente. Quando è arrivata la chiamata, ho detto sì immediatamente, anche se c’era in ballo un’offerta dalla Russia. Ma volevo confrontarmi con il futsal italiano: in Brasile e in Portogallo è molto seguito, un campionato che non ha segreti all’estero. Le differenze con la Liga portoghese? Più o meno sono sullo stesso livello. Rispetto al Brasile, invece, c’è più forza fisica, ma sono ugualmente competitivi. Ho pensato che sarebbe stato il massimo giocare qui e vivere con mia moglie in un posto bello come questo”, le parole del pivot.
 
Il nuovo goleador dell’AcquaeSapone ha parlato con coach Bellarte e anche con capitan Murilo: “Con il mister ho parlato a lungo prima di firmare, mi ha detto che lavoreremo molto, ma mi fido di lui e sono sicuro che sarà una stagione positiva per noi. Ho parlato anche Murilo in queste settimane, so che lui qui è una bandiera, un simbolo: le sue parole mi hanno spinto ancora di più a dire sì”.  Ed ora parola al campo
 
 
 

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