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Caressa: “Coltivare il talento per raggiungere gli orizzonti. Grosso? Nel 2006 ha messo a punto i particolari”

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Il giornalista e telecronista di Sky Sport al Festival del Libro e altre cose di Pescara per presentare il suo ultimo libro

11 elementi ‘rubati’ al calcio per vincere anche e soprattutto nella vita. “Nel mio percorso professionale ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno vinto trofei importanti e tra loro ho provato a cogliere i tratti comuni dei vincenti”.

Nell’immaginario collettivo degli sportivi e soprattutto calciofili italiani Fabio Caressa è il telecronista che ha regalato emozioni durante l’indimenticabile Mondiale del 2006, il giornalista di Sky Sport che azzarda pronostici (alcuni dei quali diventati virali sui social) e l’uomo della domenica sera nel ‘suo’ Club. In realtà Caressa è tanto, tantissimo altro e i presenti ieri pomeriggio nello ‘Spazio Motta’ di Pescara per la seconda giornata del FLA (Festival del Libro e altre cose) ne hanno avuto una piacevolissima conferma, nell’incontro marchiato Metamer. Arrivato dalla Germania in Abruzzo per presentare “Sono tutte finali, la vita è una partita che tutti possiamo vincere”, la sua ultima fatica letteraria nata dopo aver raccolto, nei suoi oltre trent’anni di carriera, alcuni elementi presi in prestito da alcuni sportivi che in carriera hanno vinto. Schierarli in un ipotetico undici di partenza e tramutarli in tematiche per aziende ma soprattutto da consegnare all’individuo per andare incontro ai successi della vita di tutti i giorni.

Dal calcio si sviluppano idee da riportare in calce nella vita di ogni essere umano grazie a questi undici elementi: a partire dal talento passando per esecuzione, concentrazione, coraggio, cura del particolare, visione, gestione, ascolto, cazzeggio creativo, rispetto e adattabilità. Da un punto all’altro mettendo dentro tanti numeri visto che nel calcio di oggi ci sono tantissime statistiche (oltre 14.000 numeri a partita) e toccando realtà per realtà tra passato, presente e futuro i casi dei migliori club italiani senza dimenticare alcuni passaggi con degli episodi dei campionati esteri.

Caressa con l’A.d. della Metamer Nicola Fabrizio

Stimolato dai moderatori Mark Caracì e Niccolò Maria Santi ha toccato alcune tematiche presenti nel nuovo libro parlando anche del momento di alcuni club italiani tessendo le lodi di alcuni giocatori “Ammiro Messi ma prendo sempre Ronaldo”, esaltando il lavoro di alcuni allenatori come Sacchi paragonato nel libro ad Alessandro Magno ed Einstein fino ad arrivare al lavoro di Gattuso nella passata stagione del Milan: “Ma vi rendete conto di quale miracolo ha compiuto Gennaro con il Milan?”.

L’idea del cambiamento per arrivare a grandi traguardi prendendo ad esempio il Milan che partendo prima con Sacchi, poi con Capello e poi con Ancellotti ha raggiunto lo stesso traguardi importanti “potendo contare sulle strategie vincenti dell’era Berlusconi” fino all’accelerata della Juventus dal post Marotta in poi. “Sembra chiaro a tutti che la rottura tra Agnelli e Marotta si è consumata con l’acquisto di Ronaldo, l’amministratore delegato cercava di arrivare in alto con piccoli passi, il presidente ha voluto accelerare portando a Torino un elemento fenomeno in campo e incredibile per i suoi numeri anche fuori dal campo, la figura giusto per aumentare il valore del brand bianconero”.

Quasi un’ora in cui calcio, dinamiche aziendali, statistiche, aneddoti e filosofia si sono mescolati partorendo un incontro piacevole che ha toccato tematiche per nulla banali fino alla chiosa finale: “Il talento va coltivato al meglio attraverso lavoro e studio, è una regola fondamentale per tutti gli esseri umani, e capire poi come svilupparlo per avere il coraggio di raggiungere i propri orizzonti, pur fissandoli il più lontano possibile il nostro dovere è riuscire a toccarli, solo così possiamo sentirci davvero realizzati”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it