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Calcio

Cavuoti: “Grande emozione la firma con il Cagliari. Ho trovato un ambiente fantastico, lavoro per la Serie A”

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Il talentino vastese a fine gennaio si è legato ai sardi scendendo in campo due volte con gli Allievi Nazionali prima dello stop a causa del Coronavirus

Come ti cambia la vita in otto mesi. A metà luglio sei pronto per affrontare da protagonista un campionato regionale Allievi, poi vieni lanciato nel mondo dei grandi, fai la differenza in D, a febbraio entri in un mondo “Serie A” e a marzo, senza famiglia e amici di sempre, devi fare i conti con un virus che ha fatto tremare tutto il mondo.

Se fino a fine luglio Nicolò Cavuoti era conosciuto solo negli ambienti calcistici giovanili a distanza di mesi si può dire che il suo nome ha fatto il giro d’Italia, oltre a divetare un orgoglio per Vasto. Il centrocampista vastese doc classe 2003 lanciato in Serie D da mister Marco Amelia, a suon di ottime prestazioni, a fine gennaio ha firmato il suo primo contratto da professionista venendo acquistato dal Cagliari capace di battere la concorrenza di altri club di Serie A. Inizialmente inserito nella rosa degli Allievi Nazionali ma poco tempo per mettersi in mostra anche lì visto che dopo le prime due partite dispute è arrivato il Coronavirus a fermare tutto. Quasi un mese in Sardegna senza calcio, senza amici e senza famiglia, appena ha potuto è subito rientrato a Vasto. Guarda già alla prossima stagione, il Cagliari punta forte sul talento vastese e lui non vede l’ora di ripagare quella fiducia.

Nicolò Cavuoti, nonostante lo stop inatteso a inizio marzo per te è stata comunque la stagione della svolta, ci avresti creduto se te lo avessero detto un anno fa? “In questi ultimi mesi sono successe tante cose, per fortuna quasi tutte positive. Qualcosa di impensabile un anno fa, a luglio mi apprestavo ad iniziare il campionato Allievi e invece a febbraio mi sono ritrovato a Cagliari in una squadra di Serie A”.

A luglio chi ha creduto in te sin dal primo giorno che ti ha visto è stato mister Amelia, se non ci fosse stato lui pensi che saresti comunque riuscito ad arrivare in un club di Serie A così presto? “Neanche io credevo di poter arrivare in un ambiente professionistico già a sedici anni. Quando si gioca a calcio l’obiettivo che bisogna porsi è quello di provare ad arrivare il più in alto possibile, magari con un pizzico di fortuna ce l’avrei fatta tra qualche anno ma sono felice di essere salito già su questo primo treno importante per la mia carriera”.

Cosa ti ha insegnato il mister nei vostri sei mesi di convivenza calcistica? “Sarebbe quasi superfluo ricordare ancora una volta quanto è stato importante per l’impennata alla mia carriera, a lui devo tantissimo. Ogni giorno piccoli ma preziosi insegnamenti, ripeteva sempre che il giocatore lo fa la testa e senza quella non si può andare da nessuna parte”.

A 16 anni ti sei preso la Vastese infiammando spesso e volentieri l’Aragona, hai mai sentito la pressione o in campo giocavi sempre con grande spensieratezza? “Le prime partite le ho affrontate con assoluta tranquillità, come se stessi ancora giocando con gli Allievi. In qualche altra partita ho iniziato a sentire il peso delle responsabilità, su tutte quella contro il Campobasso”.

A fine gennaio la firma con il Cagliari, cosa ha significato per te essere scelto da un club di Serie A? “Non dimenticherò mai il giorno della firma con il Cagliari, un’emozione unica. Firmare così giovane per un club così importante non capita spesso, lì ho capito che iniziava una nuovo percorso, importantissimo, ma per raggiungere alti livelli devo continuare a lavorare con maggior impegno”.

Solo 2 partite con gli Allievi dei sardi prima dello stop ma nel mese di lavoro con i rossoblù che ambiente hai respirato? “Realtà fantastica, anche se purtroppo l’ho vissuta solo un mese si respira l’aria del calcio vero. Tutte persone splendide, mi sono trovato benissimo, soprattutto negli allenamenti dove si usa tanto il pallone”.

Poi un mese senza calcio ma sei rimasto comunque a Cagliari prima di tornare a Vasto, che giorni sono stati senza famiglia e amici? “Giornate lunghe, non si poteva uscire da casa e non potevamo allenarci. Ho trascorso intere giornate giocando alla PlayStation contando i giorni che mancavano per riabbracciare famiglia e amici. Non solo, speravo nella sconfitta del virus in tempi brevi per tornare finalmente ad allenarci in campo ma purtroppo non ancora sappiamo quando potremo tornare a divertirci con un pallone tra i piedi”.

Quando vedi le partite in tv a che calciatore ti ispiri? “Il mio giocatore preferito è Neymar, per me il più forte dopo Messi. Un piacere vederlo giocare, lo ammiro e resto incantato ad ogni sua giocata”.

Dopo la D e il successivo salto in un club professionista il prossimo passo a cui guardi è l’esordio in Serie A? “Anche se sono stati solo sei mesi quelli in D, per di più con la maglia della mia città, sono stati una palestra fondamentale per accelerare la mia crescita non solo calcistica. Ora ho la fortuna di poter vivere un ambiente professionistico, professionale e fantastico come quello di Cagliari, ho sempre sognato un giorno esordire in Serie A, le possibilità per fortuna sono aumentate ma nel calcio non ci sono certezze. Devo continuare a lavorare duramente ogni giorno e migliorarmi sempre, solo così potrò trasformare quel mio sogno in realtà”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it