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Calcio

Chiacchierata con Carlo Gaeta, ex centrocampista della Vastese anni 90,

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2017-05-26 Vasto – Per la rubrica “Campioni & Meteore” oggi vogliamo dedicare questa pagina ad un “Campione” che ha calcato il terreno dell’Aragona nella fine degli anni 80, un vero “gladiatore”, così lo definirebbe il suo ex capitano Antonio De Santis. Stiamo parlando di Carlo Gaeta che oggi, tra l’altro, compie 52 anni ma non ha certo sopito il carisma che lo contraddistingueva da giocatore. Ovviamente non possiamo che fargli i nostri più cari auguri. Chi, come il sottoscritto, ha avuto il piacere di conoscerlo come uomo ma anche e soprattutto come atleta, non può che conservarne un bellissimo ricordo. Le occasioni per rivedersi non sono certo mancate, così come lo scorso mese di Maggio quando, per festeggiare la vittoria del campionato di Eccellenza della Vastese si disputò una gara amichevole contro le vecchie glorie e, tra queste, Carlo non poteva mancare. Nove i gol segnati in 87 partite , tre i campionati disputati con la maglia biancorossa cucita addosso, di cui due vinti ( uno di promozione ed uno di serie D ) ed un secondo posto dietro la corazzata Castel di Sangro. Poi, come nel calcio spesso accade, per vicissitudini che non stiamo qui a raccontare, ci fù il divorzio tra Gaeta e la Vastese ma non certo per volontà del giocatore. Oggi “Carletto” oltre ad avere un’attività avviatissima, nel settore para-medicale,  continua  a divertirsi nel suo mondo. Dopo aver risollevato il Sannicando ( squadra del suo paese ) quest’anno, da dicembre, ha allenato la Juniores Nazionale del Madre Pietra Dauni Apricena, formazione di serie D. Il destino ha voluto che sul suo cammino, seppur da allenatore, si trovasse di fronte proprio la Vastese.

Carlo, come è stato trovarsi di fronte quei colori, quella maglia a cui tenevi e tieni ancora tanto, seppur in un campionato Juniores?

Le emozioni sono state davvero tante. Rivedere quella maglia, è sempre un colpo al cuore, una sensazione che non ti so descrivere ma che solo io conosco. Abbiamo giocato alla 167 e mi sono emozionato, figurati se avessimo giocato all’Aragona!!! Sogno sempre di tornare a Vasto, per me è stata una seconda casa!

Ricordi bene quando arrivasti a Vasto vero? Da lì è nato un amore viscerale con questa città e con la maglia, come mai?

Si ricordo come se fosse ieri. Arrivai a Vasto nella stagione 1987-88 per disputare il campionato di promozione. A quei tempi non ancora introducevano  l’Eccellenza. Io come calciatore ero un perfetto sconosciuto , anche se avevo tre campionati di serie D alle spalle con la maglia del Lucera. Fu l’allora mister Rossi a chiedere alla società di puntare su di me. Ricordo che chiudiamo la trattativa a Foggia, presenti per la Vastese il presidente Tenaglia e Gino Baiocco.  Chiudemmo l’accordo senza troppi tentennamenti anche perchè le sensazioni erano buone.  Arrivavo dopo una retrocessione dell’allora Vasto 82. Ricordo che l’ambiente, all’inizio, era un pò freddo, comprensibilmente, poi piano piano, i risultati aiutarono a riprendere entusiasmo.L’amore per Vasto, invece, nasce e non morirà mai perché ho trovato una moltitudine di persone che mi hanno voluto bene, alle quali sono tutt’ora molto legato e poi aggiungiamo la bellezza straordinaria della città, il calore dei tifosi, una società che era una famiglia,.tutto fantastico!!!

Quali furono i giocatori con cui legasti maggiormente e con i quali, magari, ti senti ancora oggi?

Diciamo un pò con tutti, il  carattere mi aiuta in questo, ma sono legato particolarmente a De Santis e Vecchiotti che mi hanno aiutato a crescere, sia come giocatore che come uomo e poi con Scotini, eravamo sempre insieme. Oggi tramite i social, soprattutto, riesco a restare in contatto con tanti ex compagni e con alcuni di questi ci vediamo saltuariamente.

Il tuo primo anno si concluse con la vittoria del campionato di Promozione, strappato ai rivali del Termoli i quali, però,  venendo a vincere a Vasto, a poche giornate dal termine, vi scavalcarono e si misero in testa fino all’epilogo amaro per loro, festoso per voi, di Altino. Quali sono i ricordi e sentimenti che ti legano a quella partita e poi quelle successive?

Oggi bellissimi, ma dopo quella sconfitta  con il Termoli, passammo quindi giorni di inferno. Avevamo fatto un grande campionato e rischiavano di buttare via tutto. I sentimenti, i ricordi, legati a quella partita sono prima di un senso di frustrazione ma poi, per fortuna, fantastici ed emozionanti. Durante la nostra ultima partita,  vinta agevolmente in casa, in mezzo al campo ci arrivavano, dalla panchina, notizie sul risultato di Altinese – Termoli. Sapere che i giallorossi erano sotto di un gol ( 1 a 0 fu il risultato di quella partita) ci creava forti emozioni. Ricordo che ci alternavamo, a partita in corso, ad andare in panchina a a chiedere continuamente il risultato.

Quale il tuo più grande rammarico, se ne hai uno?

Quello di essere andato via!!!! Non me ne sarei voluto andare mai , neanche quando avrei smesso con il calcio giocato, però fui costretto a trasferirmi  a Castel di Sangro. Da allora iniziai a girovagare per varie piazze e ancora oggi, mi dispiace tantissimo aver lasciato Vasto e non solo la Vastese.

Che ricordi invece hai della curva? Allora era la Tobruk ad esser riservata ai tifosi locali

Fantastica!!! Meravigliosa!!! Una forza che ti spingeva anche quando non ne avevi più. Una muraglia umana di un calore fortissimo. Con loro c’era un rapporto bellissimo!!! C’era feeling,io davo tutto, loro questo lo vedevano e lo apprezzavano. Io mi consideravo un vastese. Ti racconto un aneddoto. Nelle partitelle tra di noi, quelle del giovedì per intenderci, le squadre erano composte da vastesi contro stranieri, bene, io giocavo con i vastesi e questo lo chiedevano espressamente i compagni di squadra di Vasto, e la cosa mi rendeva orgoglioso!!!

Per concludere, se vuoi mandare un messaggio a qualcuno in particolare che, in questo momento,  ti sta leggendo

Un abbraccio forte a tutti. Ogni volta che torno a Vasto sono in tanti a venirmi a salutare affettuosamente, mi ringraziano per quanto fatto con la maglia della Vastese ma in realtà sono io  che ringrazio tutti. Siete gente fantastica e speciale, la vostra città è bellissima e mi avete dato tantissimo!!! Grazie a voi…di cuore…esempre forza Vastese

Questo è lui, il solito verace e combattiero Carlo Gaeta ed ora, sui social, divertitevi pure a mandare un caloroso “Happy Birthady” al nostro Carletto!
( nella foto è il primo alla vostra destra )

M.C.
redazione@vasport.it

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