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Calcio

Christian Galante: “Il Casalbordino è la mia Serie A. L’Eccellenza è un’impresa che abbiamo conquistato in campo…”

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L’esterno offensivo, classe 2002, casalese doc come altri suoi compagni non vuole neanche pensare all’eventualità che dopo i tanti sforzi non avvenga il salto dalla Promozione

Se ci fosse stato un corso normale della quotidianità, pensando al calcio, oggi il Casalbordino, dopo aver festeggiato già da un mese la vittoria del campionato sicuramente avrebbe dovuto giocarsela contro L’Aquila per la Coppa Mancini (la Supercoppa di Promozione che vede sfidarsi le vincenti dei due gironi) e forse anche la finalissima di Coppa Italia. Due certezze (campionato e Supercoppa) e un’ipotesi, i giallorossi puntavano con decisione al triplete ma ormai da un mese e mezzo tutto è in sospeso.

Colpa del Coronavirus, ha stravolto le giornate del mondo interno e in Italia molto più che altrove. Quasi tutti gli sport hanno sospeso ufficialmente tutte le attività, il calcio si è espresso solo sui campionati giovanili. Per quanto riguarda le prime squadre, i prossimi giorni, con ogni probabilità, saranno quelli decisivi per capire se, come e chi ripartirà per provare a concludere in campo questa stagione. Comunicazioni che interessano molto da vicino i casalesi che forti di un primo posto con quindici punti di vantaggio sull’inseguitrice sperano, qualora non si scendesse più in campo, di poter comunque gioire per una promozione che in campo hanno dimostrato di strameritare.

Un’attesa che tiene tutti con il fiato sospeso, compreso il 2002 Christian Galante, uno dei casalesi doc su cui può far affidamento mister Gianni Borrelli. Con la prima squadra da un paio di stagioni in questa ha trovato anche lo spazio giusto mettendosi in mostra in più di una partita. Esterno offensivo di qualità con tanti ottimi spunti, in alcuni dettagli deve ancora migliorare ma per il suo Casalbordino è pronto a sacrificarsi per togliersi insieme ancora tante soddisfazioni.

Christian Galante, un mese e mezzo senza calcio, cosa stai pensando in questi giorni dominati dal Coronavirus? “Ammetto che all’inizio di questa quarantena i miei pensieri erano molto più positivi rispetto ad oggi. Il nostro Paese sta combattendo una battaglia vera, c’è sempre voglia di tornare alla normalità e soprattutto riprendere anche il discorso calcio ma prima di tutto c’è da pensare alla salute di ogni singolo essere umano”.

Niente allenamento di gruppo e nessuna partita, quanto mancano i compagni? “Il calcio manca tantissimo, inutile nasconderlo. Certe sensazioni solo il campo riesce a trasmetterle, compreso l’affiatamento con i compagni, soprattutto in questa stagione dove ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo particolare ma assolutamente fantastico”.

Se tutto fosse andato secondo programma avreste già festeggiato, dispiace non poterlo fare in campo? “Spero sia solo rimandata la nostra festa. Ecco, questo pensando al calcio è il dispiacere più grande, parliamo di un evento storico e forse irripetibile per Casalbordino”.

Temi che la federazione blocchi tutto, promozioni comprese, dopo i tanti sforzi fatti in stagione da parte della società giallorossa? “Un mio pensiero fisso. Per una realtà come Casalbordino non capita tutte le stagioni di dominare così in lungo e largo per prendersi con pieno merito una promozione in Eccellenza. Parliamo di un’impresa maturata già prima dello stop, sarebbe una decisione non saggia sia per gli enormi sacrifici fatti dalla nostra società e lascerebbe parecchio amaro in bocca anche alla popolazione casalese che non vede l’ora di poter fare festa”.

Un 2002 già con diverse presenze in prima squadra nelle ultime due stagioni, quanto sei cresciuto in quest’ultimo anno e mezzo? “Ho la fortuna di vestire la maglia del mio paese già da qualche stagione, di questa possibilità non posso far altro che ringraziare dirigenti e allenatori per la fiducia che mi stanno dando. Loro ma non solo, un grazie lo devo anche ai tanti calciatori esperti con cui ho il piacere di allenarmi, le loro conoscenze calcistiche e umane mi hanno fatto compire balzi in avanti davvero importanti”.

Cosa significa per te casalese doc indossare e vincere con la maglia del proprio paese? “Qualcosa di speciale e fantastico, finora una delle cose più belle che mi potesse capitare nel calcio. Già da piccolo quando vedevo il Casalbordino sugli spalti speravo un giorno di indossare anche io la maglia giallorossa. Magari alcuni bambini a quell’età sognano di indossare la maglia di squadre di A, ecco Casalbordino è la mia Serie A, sogno di diventare una bandiera di questa società”.

C’è un giocatore ad alti livelli al quale ti ispiri? “Faccio una distinzione, partendo dal mio idolo assoluto è Lionel Messi, giocatore fantastico. Se penso al mio ruolo in campo, essendo io interista sfegatato, negli anni scorsi mi piaceva vedere Ivan Perisic”.

Se nella prossima stagione sarà Eccellenza ti piacerebbe restare ancora con il Casalbordino? “Certo, l’ho già detto cosa rappresenta per me questa maglia e questo ambiente. Sarebbe bellissimo confrontarsi anche con l’Eccellenza, non mi dispiacerebbe neanche un ulteriore salto di qualità ma il Casalbordino viene prima di tutto”.

Campionati giovanili già sospesi definitivamente, il Casalbordino potrebbe restare nel campionato juniores d’Elite, se così fosse scendereste in campo nella prossima stagione per riscattare quella finita un paio di mesi fa? “Come per la prima squadra dovremo attendere i verdetti definitivi riguardanti promozioni e retrocessioni. Parliamoci chiaro, questa stagione con la juniores è stata assolutamente da dimenticare, se dovessimo restare nel campionato d’Elite avremmo l’obbligo di affrontare una nuova stagione con altre motivazioni. Magari provando anche a vincerlo il campionato perché secondo me ci sono le possibilità e non abbiamo nulla da invidiare pensando ad altri club”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it