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Calcio

Cialdini: “Sono a pezzi, deluso e amareggiato, non dormirò a lungo, abbiamo disilluso tutti i sansalvesi”

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Il giorno dopo la retrocessione in Promozione dell’Us San Salvo il portiere lancianese esprime tutta la sua amarezza per come si è conclusa la stagione

Non nomina mai la parola retrocessione ma ogni discorso è buono per chiedere scusa ai sansalvesi. Nel day after il primo a metterci la faccia alla fine dell’amarissima retrocessione dell’Us San Salvo è il portiere Antonio Cialdini, lancianese doc ma che con San Salvo ha stretto un rapporto fortissimo. Due anni fa alzava al cielo la Coppa Italia d’Eccellenza ma ieri ha conosciuto una delle pagine più scure della storia dell’Us costretto a scendere in Promozione nell’anno del cinquantenario. Il portiere biancazzurro, senza peli sulla lingua, non nasconde la sua delusione per il mancato obiettivo raggiunto, chiede scusa a tutti mettendo però in risalto le qualità dei compagni di squadra incontrati in questa stagione ed evidenziando il forte rapporto che ha stretto con la città di San Salvo e i sansalvesi.

La sconfitta di Scoppito vi ha condannato alla retrocessione, qual è lo stato d’animo dopo il triste epilogo? “Sono a pezzi, deluso e amareggiato, mi sento come uno che non è riuscito a compiere per bene il proprio lavoro. Questa notte non ho chiuso occhio e credo non chiuderò occhio per ancora molto tempo. Ho passato la serata di ieri sera con i miei amici più stretti a piangere come subito dopo la partita e domandarmi “perché?” È molto difficile da digerire per uno come me che si trova davanti ad una retrocessione per la prima volta e farlo con questa maglia che per me era come cucita addosso fa ancora più male”.

Le vittorie contro Angolana e Cupello avevano riacceso la speranza ma non è bastato, riavvolgendo il nastro vengono in mente un paio di partite dove avreste potuto raccogliere di più? “Tante, dovrei stare qui ad elencarti molte ma molte gare da settembre ad oggi dove abbiamo portato a casa zero punti meritando in realtà l’intera posta in palio ma parlar dopo non serve a nulla, resta solo tanta amarezza e sconforto; Siamo sempre stati un gruppo unito e coeso ed io come tutto il resto della mia squadra/famiglia ci abbiamo creduto fino all’ultimo, abbiamo deluso tutti non raggiungendo la salvezza con il dispiacere di chi davvero credeva in noi”.

Visti anche altri risultati vincere ieri non sarebbe servito per evitare la retrocessione ma con Gelsi nelle ultime 12 avete raccolto 15 punti sui 26 totali, fosse arrivato qualche settimana prima ora staremmo qui a parlare di altro? “Mister Gelsi e il suo collaboratore Pisano sono professionisti oltre che splendide persone, hanno messo tanta professionalità e amore in quello che hanno fatto e se siamo arrivati a giocarci il tutto per tutto fino all’ultima giornata di campionato è soprattutto merito loro; Nulla da togliere a chi li ha preceduti assolutamente, i loro predecessori diciamo che sono stati sfortunati ad incappare in un momento dove la ruota non girava dove la palla non voleva entrare e dove alla prima reale palla gol la buttavano dentro. Sono onorato di aver conosciuto allenatori capaci e professionali in questa annata calcistica e vedere il mister farci comunque i complimenti a fine partita nonostante le carte in tavola fossero già state girate trasmette orgoglio ma te ne fai ben poco quando non hai più nulla da dire a questo campionato; Dispiace per noi, dispiace per i tifosi e per chi realmente ci ha sempre creduto ma in primis dispiace per loro che hanno dato l’anima, abbiamo deluso anche loro”.

Al San Salvo non sono bastati 15 punti nelle ultime 12 giornate

Due anni fa era nel San Salvo che vinceva la Coppa di Eccellenza, ventisette mesi dopo c’è la delusione per la retrocessione, ha conosciuto il bello e il brutto, perché c’è stata questa discesa da un trionfo a un’amarezza in così poco tempo? Due anni fa sono arrivato a San Salvo in punta di piedi e oggi in molti mi reputano come una delle colonne portanti per società, squadra e città. La vittoria della Coppa Italia, gioia credo che mai riproverò, i play off sfumati per un punto all’ultima giornata, le vere soddisfazioni che chiunque gioca a calcio da una vita vorrebbe portare con se e mettere in bacheca. Poi il tracollo, la passata stagione dove non c’erano obiettivi se non quello di una salvezza tranquilla centrata senza affanni ed infine quest’anno, il più brutto da quando gioco a calcio. Inutile nasconderci dietro un dito, i veri artefici siamo noi che scendiamo in campo. È troppo facile addossare colpa agli altri quando si è in torto, la colpa non è sicuramente totalmente nostra ma del nostro ce l’abbiamo messo, vuoi la sfortuna e alcune vicende che potevano essere risolte facilmente, invece c’è stato fatto un cataclisma attorno, hanno fatto sembrare tutto ciò un “miracolo” che non è avvenuto con tanto rammarico e delusione”.

Quando a inizio stagione ha accettato di tornare a San Salvo immaginava una stagione con tutte queste difficoltà e un finale con la retrocessione?  “Sono tornato con un pizzico di ritardo, ai presidenti Vicoli e Daniele non potevo dire di no, quando ho saputo che a San Salvo tutto si era risolto ho fatto immediatamente le valigie e sono tornato a ‘casa’, dai miei compagni e nella città che mi ha coccolato per tre anni facendomi sempre sentire uno di loro. Sapevo che la situazione era difficile, sarebbe stato un campionato molto livellato con squadre blasonate ma pensare che ad oggi avremmo fatto questa fine mai assolutamente. Ecco perché siamo 26 in squadra e credo che ognuno di noi questa mattina si starà facendo la domanda “ma realmente siamo arrivati a questo punto?” Non mi va di elencare squadre o magari alzare polveroni inutili ma ci sono squadre in questo campionato dove non avevano nulla a che fare con noi ma sono salve già da diverso tempo e noi invece ora siamo qui a piangerci addosso e a ripensare a tutti gli errori commessi, non riesco ancora a farmene una vera ragione”.

Nonostante la cocente delusione cosa le resterà dentro della stagione appena conclusa?La consapevolezza che si può far sempre meglio, non mollare mai un centimetro dalla prima fino alla trentaquattresima partita. L’aver condiviso lo spogliatoio con persone splendide, uomini ancor prima che calciatori è un privilegio, aver conosciuto ogni singola persona di questa città che è una delle più belle d’Abruzzo e chiunque voglia provare l’ebrezza di esser amato e sentito importante deve vestire questa maglia onorandola, non semplicemente portandola a spasso per il campo. Porterò con me la speranza di avere un tifo sempre così alle mie spalle, la speranza di trovare una città così calorosa e che mi abbia voluto così tanto bene. Mi porterò dietro l’orgoglio di esser uscito ogni domenica dal campo con la maglia sudata perché questa maglia solo così può esser onorata. Mi porterò dietro tanto, forse dovrei esser qui un intera giornata se solo ripenso a quante emozioni mi hanno trasmesso questi colori e per concludere volevo dire grazie a tutti quelli che hanno sempre creduto in me e in noi, ed infine scusate, scusate per la forte delusione”.

Almeno per il prossimo mese e mezzo sarà difficile parlare di futuro ma sarebbe disposto a restare in Promozione con il San Salvo o l’obiettivo personale è continuare a confrontarsi ancora con l’Eccellenza?Mi resta difficile proiettarmi nel futuro perché sono bloccato a pensieri che mi martellano la testa da diverso tempo, mi pongo sempre domande se realmente meritavano questo o forse è stato un anno “flop”. Il mio obiettivo non è giocare in Eccellenza, Promozione, Serie D, B o A, mi conoscete tutti e sapete che sono esuberante e pazzo; voglio giocare dove sto bene, dove la gente mi vuole bene, il contorno deve rendermi felice, al diavolo la categoria. Ora avrò tempo per riflettere e pensare, voglio staccare la spina e capire dove si è sbagliato, cercare di ripartire più forte di prima. San Salvo non sarebbe sicuramente un’idea da scartare, per me è diventata una seconda famiglia ma non dipende solo da me”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it