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Calcio

Col Pontevomano una vittoria che vale dieci buoni motivi

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L’ANALISI DEL TRIS AL PONTEVOMANO

– di Alessio Giancristofaro

La vittoria contro il Pontevomano non ha una valenza in termini meramente numerici.

In altri termini, non vuol dire aver conquistato solo i tre punti in classifica.

L’affermazione di 24 ore fa va perimetrata all’interno di un contesto molto articolato.

Vediamo i dieci punti a favore della squadra di Giuseppe Di Pasquale.

Il primo.

Col Pontevomano, mezza squadra era ko.

Gragnoli e Lucarino stoppati dal virus intestinale. Verna polmonite. Minchillo affaticamento muscolare ai polpacci. Ma non solo. Alla lunga lista delle defezioni c’erano anche baby Antonio Del Bello e Antonio Petrone (problema di natura muscolare per il centrocampista).

Il secondo.

Molti calciatori non avevano i 90 minuti nelle gambe e si sono dimostrati all’altezza.

È il caso di Mattia Rodia, schierato titolare per la prima volta da quando è in rossonero.

Rodia veniva da una serie di infortuni “collezionati” con la casacca della Torrese.

Per l’ex attaccante del Chieti lo staff atletico dei frentani ha compiuto un’efficace opera di “rimessa in sesto” in meno di un mese.

Denis Di Rocco non aveva la “benzina” per l’intera contesa e ha disputato un’ora di gara ad alti livelli conditi anche dalla terza rete.

Di Rocco, infatti, è arrivato a Lanciano a fine settembre senza preparazione atletica e con una condizione fisica lontana da quella ottimale.

L’attaccante pescarese ha saputo lavorare bene e sta crescendo di gara in gara, dimostrandolo in campo.

Il terzo.

La “rivoluzione” imposta ma efficace delle pedine in mezzo al campo.

Caniglia non aveva mai giocato centrale di difesa e lo ha fatto bene.

Shiplle si è adattato ancora benissimo come mezz’ala.

Insomma, calciatori capaci di adeguarsi alle varie esigenze tattiche della squadra.

Il quarto.

Il Pontevomano è squadra tosta.

Guai a guardare la classifica nuda e cruda.

Pontevomano che aveva collezionato una serie importantissima di risultati utili consecutivi.

La squadra teramana doveva fare risultato in casa e aveva una serie di calciatori in panchina come Torre, Francia e Di Gennaro.

Insomma, non gli ultimi arrivati che mister Capitanio ha buttato nella mischia.

Il quinto.

I rossoneri venivano da un richiamo atletico molto intenso che il preparatore atletico Alessandro Spinoglio ha messo in atto con molta intelligenza, ponderando alla perfezione le mille esigenze atletiche dei vari elementi della rosa.

Il sesto.

L’ultimo arrivato Augusto Marfisi che, in pratica senza ritmo gara né preparazione atletica intensa (era fermo da fine novembre) ha giocato una ventina di minuti discretamente buoni.

Il settimo.

Le difficoltà ad allenarsi.

Dopo la chiusura “sine die” del sintetico dell’Esposito, il Lanciano ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per barcamenarsi negli allenamenti.

Il “Biondi” non al meglio e, per preservarlo (o limitarne i danni), il Lanciano – che è una squadra molto tecnica – ha dovuto e dovrà compiere sacrifici quotidiani per allenarsi discretamente.

L’ottavo.

Il secondo posto in classifica.

I frentani hanno distaccato di due punti l’Alba Adriatica, allungando la scia di imbattibilità che dura dal 24 di novembre.

Il nono.

La concretezza.

Contro il Pontevomano il Lanciano ha avuto 3 occasioni e le ha capitalizzate.

Tre occasioni, 3 reti.

In pratica il sogno di ogni attaccante e allenatore in materia di score.

In meno di venti minuti ha messo in archivio la contesa.

Nella ripresa ha contenuto Gentile (che è un giocatore che nulla c’entra con questa categoria e infatti lo dimostra domenica dopo domenica) e ha saputo spezzare con intelligenza anche il possesso palla del Pontevomano, soprattutto nei secondi 45 minuti di contesa.

Il decimo e ultimo.

La reazione.

Chiunque, dopo una sosta piuttosto lunga, uno scontro diretto da vincere ma pareggiato (il 22 dicembre col Castelnuovo Vomano) e una vittoria altisonante proprio della capolista contro l’Alba Adriatica, non avrebbe trovato facilmente gli stimoli giusti per rimanere sulla scia della prima della classe.

Il Lanciano ha trovato le giuste motivazioni e lo ha dimostrato.

Ecco perché quella contro il Pontevomano è una vittoria che vale dieci volte tanto.

Foto: Uranio Ucci