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Calcio

Cristian Stivaletta: l’uomo salvezza della Vastese

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Il centrocampista vastese doc, nel finale di stagione, è stato l’uomo in più risultando decisivo con gol e giocate preziose. Il presidente Bolami proverà a tenerselo stretto anche in vista della prossima stagione

Stivaletta con Shiba defilato: uomini salvezza

Nessuno vuole togliere i meriti ad Henri Shiba. Uno che ha sempre dato il massimo, sin dal primo giorno di preparazione, forse da lui ci si aspettava qualcosa in più sotto porta pensando al numero dei gol ma, in mezzo al campo, con tutti e tre gli allenatori è stato pedina preziosa. Alla fine è stato decisivo, ci aveva provato già ad Agnone portando avanti la Vastese prima della rimonta molisana, poi però si è preso la responsabilità di presentarsi dagli undici metri nel playout contro i granata. Quel pallone pesava e non solo per la pioggia che scendeva sull’Aragona in quel momento, in quel rigore c’era una stagione intera, lo ha realizzato con grande freddezza certificando la salvezza dei biancorossi.

Mettiamola così, se Shiba è stato l’esecutore finale il mandante della salvezza vastese ha nome e cognome ben preciso: Cristian Stivaletta. Il ventiquattrenne centrocampista vastese per gran parte della stagione non è riuscito ad esprimersi ai suoi livelli, anche il numero di gol ne risentiva ma nelle ultime giornate è tornato a splendere risultando l’uomo in più nella rincorsa verso la salvezza. Ci aveva provato con un gol a tre minuti dal novantesimo contro la Sammaurese quando ancora in panchina c’era Palladini ma poi nel recupero i romagnoli trovarono l’insperato pari. Con Montani in panchina un solo gol, quello che diede il via alla rimonta sul Castelfidardo in una sfida che lo vide inizialmente partire dalla panchina. Tutt’altra storia con Papagni, piazzato alle spalle della punta le sue prestazioni sono migliorate di molto e di pari passo il numero dei gol. Fondamentale quello da ex contro il San Nicolò Notaresco, pesante anche la firma una settimana dopo a Giulianova e da ricordare per bellezza (e blasone dell’avversario) la terza rete consecutiva realizzata contro il Cesena che poi, con un paio di aiutini (eufemismo) riuscì a ribaltare un match che all’Aragona non avrebbe meritato di vincere.

Lasciato inizialmente in panchina in due delle ultime quattro giornate da subentrato ha messo la sua impronta. A Castelfidardo pur senza andare in gol il suo ingresso, insieme a quello di Fiore, ha rivitalizzato la Vastese (da 3-1 a 3-3) e nel playout, poco dopo essere entrato, con uno dei suoi soliti strappi si è procurato il calcio di rigore a cinque minuti dal novantesimo, realizzato poi da Shiba. Il presidente Franco Bolami ha dichiarato: “Fin quando sarò io il presidente della Vastese Stivaletta resterà sempre con noi”, le sue dichiarazioni però, nelle prossime settimane, dovranno andare di pari passo con le ambizioni biancorosse e soprattutto quelle del diretto interessato. In questi giorni in casa biancorossa, dopo una stagione lunga e faticosa, si è deciso di staccare la spina, della prossima stagione si inizierà a parlare tra qualche giorno. Stivaletta se lo vorrà potrà essere una delle colonne della rifondazione (l’impressione è che in estate ce ne sarà un’altra, l’ennesima) ma intorno a lui le richieste di certo non mancano. In questa stagione è stato decisivo per la salvezza, magari lo convinceranno a restare con un nuovo progetto ambizioso e le sue prestazioni insieme ai gol serviranno per traguardi più ambiziosi.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it