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Calcio

Da Brescia a Lanciano. E qui nessuno si fa avanti. Misteri rossoneri

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Il nuovo ingresso societario. Salta l’incontro in comune

di Alessio Giancristofaro

LANCIANO – Probabilmente a Lanciano nessuno ha capito niente.

È una provocazione, lo diciamo subito.

E perché?

Perché, evidentemente, gli imprenditori o, più in generale, i papabili “interessati” al Lanciano Calcio non ci sono oppure, all’atto del dunque, non concretizzano nulla.

Insomma, per dirlo con le parole di Leonardo Sciascia, sono dei “quaquaraquà“.

Come mai giungiamo a questa conclusione scontata, con contorni ampiamente populisti e volutamente provocatoria?

Proviamo ad argomentarla.

La risposta corre sull’asse dell’autostrada A14 e collega Lanciano a Brescia.

Oltre seicento chilometri separano il capoluogo frentano da quello lombardo.

Ma distanze situazione generale del club, stop ai campionati, Covid, e chi più ne ha più ne metta, sembrano essere dettagli facilmente superabili.

Da chi?

Da commercialisti bresciani (top secret i nomi per il momento) che, come dichiarato dal vice presidente rossonero Claudio Alluni ieri sera, sono già entrati nell’Asd Lanciano Calcio 1920.

Bravo ad Alluni, un grande plauso alla società, dunque, in grado di allargare la dirigenza dell’Asd Lanciano Calcio in un contesto così complesso.

E pensare che in frentania, ma più in generale in Abruzzo, nessuno si sarebbe fatto concretamente avanti.

Né si erano fatti avanti nel recente passato gestionale del club.

Qualche domanda ad alta voce, curiosità, considerazione, chiamiamola come vogliamo chiamarla.

Cosa spinge commercialisti bresciani ad entrare in una società che a fine novembre 2020 – come ricordato da Claudio Alluni nella conferenza stampa del 26 novembre – annoverava un debito pregresso di circa 120 mila di IVA non versata (“eredità” – si fa per dire – che sarebbe stata lasciata dalla precedente gestione e, facendo un conto piuttosto maccheronico, equivarrebbe ad aver fatturato più o meno un milione di euro per disputare 2 campionati e mezzo tra Prima Categoria, Promozione e sette mesi di Eccellenza)?

E ancora. Quali possono essere gli interessi attrattivi nei confronti di commercialisti bresciani che offrirebbe un club di Eccellenza abruzzese (il Lanciano Calcio 1920) che purtroppo annaspa in un campionato certamente non consono al proprio blasone e il cui destino calcistico sarà ancora relegato alla quinta serie nazionale almeno per qualche anno?

A queste legittime curiosità, d’altro canto, c’è un rovescio della medaglia.

Se Alluni ha fatto certe dichiarazioni in merito all’allargamento dell’Asd Lanciano Calcio 1920 non abbiamo motivo di dubitare sulla veridicità delle stesse.

Certo che la piazza ha bisogno di concretezza.

Ora più che mai di conferme e non di silenzi stampa, di volti e di chiarezza e non di effetti speciali né di rincorse sui social.

A Lanciano, però, il sismografo del tifo ha iniziato a fare registrare delle scosse.

Scosse che si sono nitidamente avvertite ieri sera nel corso della conferenza stampa. E subito dopo.

“Sciame sismico” che, auspichiamo, possa scomparire con la contestuale comparsa di programmazione concreta. E anche con il ritorno in campo (molto improbabile nell’immediato futuro).

Intanto l’incontro di questa mattina programmato in Comune con l’assessore allo Sport Davide Caporale non si è tenuto per impegni lavorativi della dirigenza del Lanciano Calcio.

Sarebbe auspicabile, a questo punto, conoscere pubblicamente anche il punto di vista dell’amministrazione comunale che certamente avrà qualcosa da dire, anche perché, altrimenti, non avrebbe convocato la società.

Foto: Uranio Ucci