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Calcio

Da Manes in peggio

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Un allenatore che si dimette, un presidente che si sostituisce all’allenatore in panchina, calciatori che vanno via, altri che arrivano ma non risultano incisivi, spogliatoio in fermento: la Pro Vasto è nel pallone, in tutti i sensi.

Il pareggio di domenica scorsa contro il Cupello, in una gara salvata da uno strepitoso Cattafesta nei secondi 45 minuti di gioco, ha messo a nudo una realtà che a questo punto preoccupa, soprattutto i tifosi. Lo spettro dei play out si profilo all’orizzonte e, pur volendo mantenere un atteggiamento positivo, l’involuzione del gioco è così evidente che i risultati lo testimoniano con assoluta certezza. Ma andiamo con ordine e analizziamo le dimissioni di Giancarlo Manes, assente domenica scorsa in panchina perché squalificato. Il tecnico vastese, poliziotto di professione e allenatore per hobby, ha deciso di rassegnare le dimissioni. Un fulmine a ciel sereno? Non proprio.

Chi vive lo spogliatoio della Pro Vasto riferisce di una situazione non propriamente idilliaca tra alcuni atleti e l’allenatore che ha risentito, molto, della pressione della piazza. Manes, diciamola tutta, ha fatto più del suo dovere. Ha ottenuto 19 punti in 14 partite (lo 0-3 a tavolino contro la Renato Curi in realtà è stata una vittoria sul campo). Ragione per cui, il suo ruolino, con gli uomini che ha avuto a disposizione, è stato positivo. Probabilmente si aspettava uno sforzo maggiore da parte della società che, invece, seguendo la politica dei piccoli passi, ha investito su calciatori dalle basse pretese economiche e con caratteristiche tecniche ben lontane dalle aspettative di tecnico e tifosi. Negli ultimi due, tre mesi, abbiamo assistito ad un valzer di rescissioni contrattuali, nuovi ingaggi, licenziamenti, dimissioni… insomma, un bailamme che non ha portato che confusione e smarrimento nella tifoseria.

Il problema non è il pareggio con il Cupello, squadra che ha dimostrato, specie nella ripresa, di valere una classifica migliore, ma è il clima di incertezza, di forte indecisione e, a tratti, di imposizione che ha minato l’ambiente biancorosso. Manes non ha voluto intestarsi questa evidente regressione che vive la squadra da qualche settimana non per colpe squisitamente tecniche, ma per una serie di problemi irrisolti che alimentano mugugni e malintesi. E lui ha ben compreso che non ha armi per combattere questa situazione di stallo che rischia di far precipitare le cose. Consapevole del fatto che in riva all’Adriatico da qui fino al termine del campionato non arriveranno calciatori in grado di dare un nuovo assetto tecnico alla squadra, ha preferito lasciare quando ancora la barca è in navigazione, anche se in acque non sicure.

La verità, quella più triste ma al tempo stesso inconfutabile, è che la Pro Vasto vista all’opera contro il Cupello in una fredda giornata di gennaio è una squadra senza gioco, senza idee. Una squadra che nell’arco di 90 minuti ha fatto un solo tiro nello specchio di porta. Punto. Dispiace scrivere queste cose perché i ragazzi ce la mettono tutta, la loro voglia di fare bene è evidente, ma quando non si ha mezzi tecnici per fronteggiare avversari ben più quadrati, ecco che bisogna accontentarsi anche di un pareggio che, in altri tempi, sarebbe stato accompagnato da fischi ed insulti da parte dei tifosi. Questi ultimi, invece, dopo aver incitato a squarcia gola la squadra per novanta minuti, al termine non hanno potuto fare altro che gridare “Fuori i c… tirate fuori i c…”. È sbagliato il bersaglio. Cosa vogliamo di più da un organico che sta realizzando più punti di quanti in realtà il suo valore tecnico può garantire? Che colpa hanno Tafili, Emane ed i nuovi Urruty, Megaro e Izzo che oltre a dannarsi l’anima non possono fare di più? La squadra non è stata mai costruita. Senza centrocampo, senza gioco, senza punte vere, senza uomini di esperienza non si va da nessuna parte. Il solo Gambuzza con esperienza da vendere e con un filo diretto con la tifoseria cosa può fare?

Adesso la società candida ad allenare la squadra Gigi De Simone, ex braccio destro di Papagni ed ex allenatore del Casalbordino. L’altra possibile opzione è Enrico La Salandra, dimessosi ai primi di gennaio dalla panchina del Foggia Incedit, fanalino di coda del campionato di Eccellenza pugliese. Non aspettiamoci miracoli. Quelli veri li fa chi non c’entra nulla col mondo del calcio. Noi accontentiamoci di vedere in campo prossimamente un paio di buoni elementi di valore tecnico in grado di prendere per mano questa squadra e portarla alla salvezza. La società è pronta a fare sacrifici? Al momento i tentativi fatti non hanno portato risultati apprezzabili. E chi ama la Pro Vasto comincia a spazientirsi, perché va bene la rinascita della compagine sociale, va bene l’obiettivo minimo della salvezza, ma essere presi per i fondelli da chi ha costruito il nulla e da qualche tempo per ragioni di opportunità e non si fa più vedere, non è sopportabile. Politicamente parlando! Chi pensa di fare carriera politica con la Pro Vasto ha sbagliato mestiere. I politici che amano il calcio in maniera disinteressata si contano sulle dita di una mano, a Vasto, e quelli che hanno costruito questa Pro Vasto, tra quelle dita in quel palmo della mano, non ci sono.

Nicola Del Prete

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