Connect with us

Rubriche

Dalla rinascita alle partite a carte vinte con Miccichè. Signore e signori, Enrico Ciannamea!

Published

on

Classe 1958. Da almeno mezzo secolo dietro ai colori rossoneri. Ininterrottamente. Spirito battagliero. Enrico Ciannamea è un frentano doc. Sindacalista vecchio stampo, gli occhi di Enrico, attuale dirigente del Lanciano Calcio 1920, hanno visto di tutto di più in salsa rossonera negli oltre cinquantanni di militanza al fianco della squadra della sua città.

Il mio primo ricordo del Lanciano – spiega a Vasport Enrico Ciannamea – è all’età di dieci anni. Il Lanciano era uno squadrone. Indossava la maglia rossonera gente del calibro di Leopoldo De Rentis, Aldo e Carlo Fontana. Insomma tanti campioni che hanno fatto la storia di questa maglia“.

Enrico ha sempre sostenuto le varie epoche del Lanciano: “Mauri, Paolucci, Pozzolini. Insomma – spiega – ho avuto modo di vedere come la squadra di calcio della mia città ha fatto il proprio percorso evolutivo dagli anni settanta all’allenamento di oggi pomeriggio“.

Enrico, qual è la prima curiosità che ti viene in mente associata al Lanciano?

Penso ad un giocatore: Morelli. Venne a Lanciano con la nomea di bomber di razza. A Lanciano non fece un gol – ricorda sorridendo – ma diventò uno dei difensori più forti in assoluto all’epoca in circolazione dopo l’esperienza frentana. Ma ricordo anche il primo allenamento a Lanciano della mezz’ala Luciano Loro che arrivò dal Monza sotto la presidenza Pozzolini. Ogni suo tiro era gol, era infallibile. Un giocatore incredibile, rimanemmo tutti a bocca aperta“.

L’immagine, la prima che ti viene in mente, associata ad un momento di gloria del Lanciano?

Lo stadio strapieno nella partita in casa contro la Monturanese. Serie D di una trentina di anni fa. Noi dovevamo inseguire il Chieti. Ci riuscimmo e trionfammo nello spareggio di Latina. Una gioia incredibile”.

L’immagine più cupa, invece?

A Salerno. Nella finale di ritorno play-out. Eravamo spacciati e con un piede e mezzo in Lega Pro perché avevamo perso in casa. Prima della partita – ricorda Enrico Ciannamea – l’ex presidente venne sotto la curva a salutarci e batté la sua mano sul suo cuore. Lo avevamo interpretato come segno di attaccamento, però poi sappiamo tutti l’epilogo drammatico. Quell’immagine, per me, è e rimarrà la beffa più grande in cinquantanni dietro ai colori del Lanciano”.

Enrico, tu sei stato uno dei promotori della rinascita del Lanciano..

La società non si iscrisse al campionato di Lega Pro dopo la retrocessione dalla serie cadetta, ci fu un corteo per il centro cittadino con un po’ di partecipazione. Ma poi nulla più. A quel punto – racconta Enrico – mi sono messo in prima linea per tentare di dare una dignità calcistica a questa città. Ho aperto il conto rossonero, un conto in banca e ho racimolato circa 15 mila euro con una fatica immane. Volevamo fare una festa in piazza per annunciare la nuova presidenza, ma alla fine sfumo’ tutto. Una parte dei soldi raccolti li abbiamo dati all’Associazione Rossonera che da li a poco sarebbe stata il traino per la rinascita del calcio a Lanciano. Piano piano ripartimmo – spiega Enrico Ciannamea – con la Marcianese. E un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere pubblicamente a Fabio De Vincentiis che prese in mano il progetto del Lanciano dal nulla, mentre una tiratina d’orecchie va fatta alla classe imprenditoriale di Lanciano che non si fece avanti“.

Enrico, con quali giocatori hai legato di più?

Ce ne sono tantissimi. Ho legato molto col bomber Leonardo Pavoletti che reputo uno dei calciatori più forti che abbia mai indossato la maglia del Lanciano, ma anche con “Re Carlo” Mammarella, “Moto Perpetuo” Mimmo Di Cecco, il Patriota Antonio Aquilanti, Gaetano Vastola, Vincenzo Aridità, ma tanti tanti altri ancora. Attualmente ho un rapporto straordinario con Stefano Miccichè, il nostro bomber. Devo ammettere che quando gioca a carte, Stefano è bravo, ma con me perde quasi sempre! Stefano lo chiamo “il mio polletto” – ride – e ho messo la suoneria del pollo sul mio cellulare così da renderlo immediatamente riconoscibile quando ricevo una sua chiamata o un suo WhatsApp!”

Alessio Giancristofaro

Advertisement
Advertisement

Facebook

News più lette settimanali