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Calcio

Dalle minimoto alla Roma, la favola di Raul Zinni: “Bella accoglienza a Trigoria, non vedo l’ora di iniziare”

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Il giovanissimo difensore vastese classe 2007, dopo la firma con i giallorossi, si godrà l’ultimo mese nella sua Vasto prima di tuffarsi nella nuova ed entusiasmante avventura calcistica

Raul con Bruno Conti a Trigoria

Anni 14, altezza 184 centimetri. Ragazzo umile, volto disteso e sguardo attento, Raul Zinni è solo all’inizio di un percorso lungo e faticoso ma che da qualche giorno ha già subito un’importante impennata. A quelle ci è abituato sin da piccolo, le due ruote sono da sempre la sua più grande passione (ereditata dal papà Marco) e fino a qualche anno fa si parlava di lui come predestinato nel mondo delle minimoto. Era tutto pronto, o quasi, per l’avventura nel campionato nazionale ma i genitori alla fine per più di un motivo decisero di aspettare ancora rinunciando a quella chiamata.

Ne arrivò un’altra, da parte di un allenatore di calcio, Tommaso Savastio che invitò Raul a giocare al campo di calcio a 5 della Parrocchia di San Marco Evangelista. La carriera da giovane calciatore è iniziata da lì ma dal 2014 ad oggi alle due ruote non ha ancora rinunciato visto che nelle scorse settimane, all’esame di terza media, nel colloquio finale, ha portato come tesina proprio la minimoto. Non solo ha raccontato quel mondo ma in sede d’esame al suo fianco aveva proprio la sua “amata” minimoto.

La famiglia Zinni

Quella che però dovrà usare poco o nulla da qui in avanti visto che bisognerà azzerare del tutto il rischio infortuni. Difficile tenere con il freno tirato un giovane del 2007 ma la firma messa sul contratto nei giorni scorsi è di quelle importanti visto che Raul ora è a tutti gli effetti un giocatore dell’A.S. Roma. Dopo gli inizi felici con la Bacigalupo e le quattro stagioni con il Pescara da martedì il suo mondo calcistico è iniziato a colorarsi di giallorosso. Lo incontriamo insieme alla mamma Barbara, tra una parola e l’altra notiamo la forte unione che si respira in famiglia. Anche se l’amore per le due ruote contagia tutti che sarebbe stato il calcio lo sport che avrebbe dato una grande possibilità al secondogenito aveva già mandato un segnale quando papà Marco e mamma Barbara ragionavano sul nome da scegliere. Dopo Oscar (già andato via di casa a 16 anni dopo aver vinto il concorso nell’Esercito) l’idea nasce dal padre mentre guarda una partita, in tv c’è il Real Madrid guidato dal suo numero 7, il capitano Raul Gonzales Blanco. “Può andar bene Raul come nome per nostro figlio?”, “Perché no, suona bene”. Non sappiamo come andrà la carriera calcistica ma se il vastese Raul dovesse vincere anche un terzo di quello conquistato in carriera dal Raul madrileno tra vent’anni staremmo qui a parlare di una carriera folgorante.

Raul con mister Mauro Esposito

Inutile nascondere le preoccupazioni di un padre e una madre che tra un mese vedranno partire, dopo Oscar, in giovanissima età anche Raul ma questa volta, la “chiamata sportiva”, della Roma era impossibile da rifiutare. Anche perché arrivata grazie alle prestazioni fatte in campo, quelle che a Vasto prima e soprattutto a Pescara hanno catalizzato l’attenzione di molti addetti ai lavori. Nel dietro le quinte però ci sono i tantissimi sacrifici che negli ultimi quattro anni Raul ha fatto per arrivare a quella firma. Studio in macchina, prima e dopo gli allenamenti, accompagnato spesso dalla mamma, alcune volte dal papà e in terza ipotesi potendo contare anche su altri accompagnatori (come nel caso di amici di Furci e Tufillo, anche loro con figli nel Pescara). Studio e ripasso anche all’alba, prima di andare a scuola, poi la partenza da Vasto alle 14:30 per gli allenamenti a Pescara e poi il ritorno a casa non prima delle 21. Tutte le settimane, per quattro anni, sacrifici veri, studio e calcio dovendo rendere, com’è giusto che sia, anche ai piani alti del Pescara. Pagelle da mostrare per capire l’andamento scolastico, voti alti a scuola, prestazioni da applausi in campo. Raul a Vasto nasce centrocampista, pian piano viene spostato da terzino sinistro, ha gamba e corsa facile, spinge e difende ma nel frattempo i centimetri (per sua fortuna) lievitano e “Cavallo Pazzo” (così lo chiamano i suoi compagni di squadra) trasloca ancora, di pochi metri, ma con tante differenza, diventando centrale difensivo a tutti gli effetti. “Ammiro Kimpembe del Psg e della Francia, sa guidare la difesa ed è sempre deciso negli interventi, è un punto di riferimento”.

Ai tempi della Bacigalupo

In campo chi lo segue da tempo lo descrive con due aggettivi, umile e concentrato, su di lui le attenzioni aumentano ma le voci non arrivano al ragazzo. Apprezzamenti da parte di tanti ma è la Roma, che in realtà lo ha nel mirino da tempo, decide di puntare forte su di lui e va all’affondo decisivo. Nessun provino, credere ancora in quella strada nel 2021, è da folli, chi ti vuole ti segue sottotraccia, quasi sempre senza farsene accorgere spuntando fuori quando c’è da entrare nella fase decisiva, quella che anticipa il nero su bianco. Un paio di mesi fa l’ultimo step, né Raul, né i suoi genitori al corrente che nel match amichevole giocato dai pescaresi contro l’Avezzano sugli spalti c’erano tre osservatori della Roma per essere definitivamente certi di puntare su di lui. L’ultimo a sapere del passaggio alla Roma è stato proprio il diretto interessato, prima i dirigenti giallorossi avevano parlato a lungo con i genitori organizzando il viaggio con direzione Capitale.

Zinni con il Pescara in Egitto

Ad accompagnarlo nel suo primo viaggio romano non potevano che essere i suoi genitori, all’ingresso a Trigoria la prima esclamazione: “Wow, è bello far parte di questo nuovo mondo. Di Bruno Conti e gli altri dirigenti mi ha colpito l’accoglienza, erano felici di avermi lì con loro. So benissimo che sono solo all’inizio di un percorso lunghissimo e faticoso ma sono pronto e non vedo l’ora di tuffarmi in questa nuova ed entusiasmante avventura”. Dal 2019 all’interno di Trigoria è nato il Liceo Scientifico Sportivo (sezione distaccata dell’Istituto Scolastico Internazionale Giovanni Paolo II) perché si lavora per diventare calciatori ma ancor prima non deve mancare l’istruzione per essere gli uomini giusti del domani. Trigoria, da metà agosto, sarà a 360° la casa del 2007 Zinni che indosserà la maglia giallorossa partendo dalla categoria under 15 (Giovanissimi) Nazionali. Arrivare alla Roma non è stata una passeggiata, dei sacrifici ne abbiamo parlato ma in questi ultimi anni non mancano le figure fondamentali nella sua crescita: “Mister Savastio ha creduto in me sin da subito, da lui è partito tutto. Pescara è stata una tappa fondamentale, quattro anni che non dimenticherò mai. Mi vollero dopo un camp estivo svolto a Castel di Sangro, il primo anno, in accordo con i miei genitori decisi di restare a Vasto, poi dopo la quinta elementare fui ricontattato di nuovo e decisi di dire sì ai biancazzurri. Decisivo in quegli anni è stato Rocco Terra, l’allenatore che mi conobbe in quel camp e mi volle fortemente a Pescara. Nella stagione interrotta a marzo dal Covid mi sono trovato benissimo con mister Mauro Esposito (da calciatore ex ala del Pescara, ndr) e tanto devo anche all’allenatore Paolo Di Silverio che mi ha seguito in questi anni e guidatomi anche nella stagione da poco conclusa”.

Un piccolissimo Zinni in minimoto

Da qualche giorno è “sbarcato” su Instagram, un solo post con la foto in compagnia di Bruno Conti (attuale responsabile del settore giovanile dei capitolini) a Trigoria (accompagnato dalla frase: “Felice di iniziare questa nuova avventura”) ma, per il momento, i social non rappresentano una priorità nella sua vita: “Preferisco godermi ogni attimo della vita reale, stare in famiglia, con gli amici e divertirmi, ora non dedico tempo ai social”. Compirà 15 anni a febbraio, da giovane calciatore qual è sa benissimo che ha ancora tanto da migliorare: “Alcuni posizionamenti con il corpo e devo crescere tanto con il mio piede debole, il sinistro”. A questo, da metà agosto penserà lo staff tecnico della Roma under 15 (guidato da mister Federico Coppitelli), tra un mese saluterà Vasto per iniziare questo nuovo cammino a tinte giallorosse. Dopo i riflettori puntati addosso a lui negli ultimi giorni è giusto che tutto torni nella normalità, Raul continuerà a lavorare con grande impegno per dare ulteriori accelerate alla sua carriera, quelle con la minimoto saranno solo un ricordo, ora le vorrà dare da difensore per imporsi nel mondo del calcio.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it

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