Domenica mattina, al campo Ezio Pepe, si è disputata la diciottesima giornata del campionato provinciale Giovanissimi, girone Vasto. In scena il derby tutto vastese tra la PGS Vigor Don Bosco, guidata da mister Fiorenzo D’Ainzara, e la neonata San Paolo Vasto, società del direttore generale Domenico Travaglini con in panchina mister Ottaviano.
Il risultato finale, un pirotecnico 6-6, racconta già molto di ciò che è stato l’andamento della gara: spettacolo puro, continui capovolgimenti di fronte, emozioni a raffica e un’alternanza incredibile nel punteggio. Una partita bella e avvincente, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino al triplice fischio.
Il pareggio, ricchissimo di reti, appare il risultato più giusto per quanto visto in campo. Due squadre che, al di là della classifica, non hanno più nulla da chiedere al campionato ma che lavorano quotidianamente con un obiettivo chiaro: la crescita personale e sportiva di ogni singolo ragazzo. E domenica questo percorso si è visto tutto, tra giocate di qualità, carattere e voglia di non mollare mai.
Inutile sottolineare quanto si siano divertiti i 22 protagonisti in campo. Ma lo spettacolo è stato apprezzato anche sugli spalti, dove genitori, parenti e amici hanno sostenuto con entusiasmo e correttezza i giovani calciatori, vivendo una mattinata di sport autentico e sano.
Da una gara così intensa emerge però anche una riflessione. Servirebbe un sostegno maggiore ai giovani arbitri che stanno iniziando il loro percorso. Il movimento arbitrale, rappresentato dall’Associazione Italiana Arbitri, svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei direttori di gara, ma forse – a livello locale – si potrebbe pensare a un modello di preparazione ancora più completo.
Un’idea potrebbe essere quella di affiancare all’allenamento atletico tradizionale (spesso limitato a corsa su strada o in campo) anche una parte tecnica sul terreno di gioco, arbitrando le gare delle categorie Pulcini o Esordienti. Partite che, di frequente, vengono dirette da un mister o gestite in autoarbitraggio. Sarebbe un modo per unire l’utile al dilettevole: preparazione fisica e crescita tecnica insieme.
Un’opportunità preziosa sotto un duplice aspetto. Da un lato, consentirebbe ai giovani fischietti di accumulare esperienza prima di scendere in campo nelle categorie Giovanissimi, Allievi o Juniores. Dall’altro, insegnerebbe ai piccoli calciatori, sin dalla tenera età, il rispetto per il direttore di gara, figura centrale e imprescindibile del gioco del calcio.
Il derby del “Pepe” si chiude così con dodici gol, tanti sorrisi e uno spunto di riflessione per il futuro. Perché il calcio giovanile non è solo risultato, ma soprattutto formazione. In campo, in panchina e… anche con il fischietto al collo.