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Calcio Giovanile

Di Genni: “Alla Virtus Vasto ambiente fantastico, titolo regionale era alla portata. Voglia matta di campo…”

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Il giovane 2005 di Paglieta al primo anno in biancorosso si è integrato alla perfezione con i nuovi compagni. Si ispira a Cannavaro e sogna il professionismo

Da Paglieta alla Virtus Vasto passando per la Val di Sangro. Tanta fatica durante la stagione, la mezzora per arrivare a Vasto, l’allenamento e poi via altri trenta minuti per tornare a casa. Giornate intense, fino a prima del Coronavirus, per il giovane difensore Diego Di Genni pescato dai biancorossi dopo averlo visto all’opera con la maglia della Val di Sangro. Intuizione felice, il paglietano classe 2005 era uno dei punti di forza dei Giovanissimi regionali primi a suon di vittorie fino al termine anticipato di una stagione che non ha consegnato nessun titolo.

Per Di Genni sarebbe potuto essere un finale di stagione dalle grandi emozioni, il titolo regionale da conquistare con i vastesi e la partecipazione al Torneo delle Regioni con la rappresentativa Giovanissimi abruzzese. Sempre chiamato in tutte le convocazioni, come il compagno Martiniello, sarebbero stati i Diego sicuri rappresentanti della Virtus Vasto. Il Coronavirus ha cancellato tutto ma il quindicenne paglietano non molla, ha tanta carica e non vede l’ora di tornare a lottare in campo.

Diego Di Genni, tra quelli trascorsi e i prossimi rischiate di restare senza calcio giocato per almeno 7 mesi, quant’è dura per voi non poter giocare per così tanto tempo? “Un periodo stranissimo, per chi ama questo sport è difficile non poterlo praticare per così tanto tempo. Non sappiamo ancora quando si potrà tornare in campo, spero il prima possibile, non vedo l’ora di tornare su un rettangolo verde, mi manca tutta quell’atmosfera”.

Come ti stai allenando in questo periodo? “Da quando, purtroppo, sono terminati gli allenamenti in gruppo ad oggi ho sempre lavorato con grande impegno e costanza. Almeno quattro volte a settimana, prima restando a casa, ora finalmente potendo allenarmi anche all’aperto”.

Prima stagione con la Virtus Vasto, come ti stavi trovando? “Alla grande, rapporto limpido con tutti. Sin dal primo giorno nei miei confronti sono stati tutti cordiali e disponibili. Una società sempre pronta a farsi in quattro per noi ragazzi”.

Il rapporto con i tuoi compagni? “Stupendo, mi hanno fatto sentire subito uno di loro, come se stessi nel gruppo da anni, un dettaglio fondamentale perché mi sono integrato dopo pochi allenamenti”.

Cosa ti ha insegnato mister Zeytulaev? “Valori umani ancor prima che dinamiche prettamente tecnico tattiche. Ogni sua parola è un insegnamento prezioso, sotto tutti i punti di vista”.

Eravate primi e in gran forma, dispiaciuto per non aver potuto provare a vincere il titolo regionale? “Lo stop è stato un vero peccato perché ci ha fermato proprio sul più bello perché eravamo in gran forma. Ci saremmo giocati le nostre chance fino alla fine, avevamo le carte in regola per portare a casa il titolo. Il dispiacere è forte ma questo virus non mi ha tolto energie, anzi, non vedo l’ora di tornare in campo più affamato di prima”.

In tv a quale giocatori t’ispiri? “Fabio Cannavaro, il capitano dell’Italia Mondiale. Esempio di come volontà e impegno possano prevalere su tutto”.

Quando si tornerà in campo continuerai ancora a giocare con la Virtus? “Certamente, in questi primi sette mesi ripeto, mi sono trovato benissimo. Si è creato un legame forte con tutto l’ambiente, con la Virtus Vasto sto benissimo e con la maglia biancorossa voglio vincere qualcosa”.

Tra una quindicina d’anni dove ti immagini nel mondo del calcio? “Spero di arrivare nei professionisti, so benissimo che nel calcio in pochi arrivano ad alti livelli. La strada è lunghissima e piena di ostacoli ma io voglio provarci”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it