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Basket

Di Tizio: “Mancano compagni, bimbi e il ritmo frenetico del PalaBcc. Senza sport non c’è futuro, evitiamo tagli”

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Il capitano della Generazione Vincente Vasto Basket non vede l’ora di tornare sul parquet ma invita alla prudenza vista la forza del virus

Il vasto mondo della Generazione Vincente Vasto Basket, com’è giusto che sia, continua ad andarci cauto. Da domani, lunedì 18 maggio, riprenderanno gli allenamenti di squadra ma con le attività agonistiche sospese ormai da mesi (e non si sa ancora fino a quando) sarebbe inutile rischiare. Dalla prima squadra fino alla categoria più ‘giovane’ sono tantissimi i cestisti che ogni giorno invadono il parquet del PalaBcc, meglio aspettare, quando ci saranno le condizioni migliori anche i cestisti biancorossi torneranno a faticare e divertirsi in compagnia.

Lo sa benissimo Luca Di Tizio, con la Vasto Basket ormai da quasi dieci anni, diventato dallo scorso settembre capitano della prima squadra in C Gold e ormai da tante stagioni anche allenatore del settore giovanile. Uno di quelli che fino a prima dello stop a causa del Coronavirus viveva il PalaBcc a tutto tondo, qualcosa in più di una “seconda casa”. Il basket giocato purtroppo per lui, i compagni e i suoi baby cestisti mancherà ancora per altri mesi, fino a quando non ancora si sa. Il capitano biancorosso ha voglia di tornare in campo ma, a ragione, continua ad invitare tutti alla prudenza, spera che lo sport non subisca tagli drastici ma non vede l’ora di riabbracciare tutti. Sul parquet naturalmente.

Capitan Di Tizio, oltre due mesi e mezzo senza basket, per te che vivi il PalaBcc a tutto tondo quanto pesa l’assenza dalla palla a spicchi? “Manca tanto il ritmo frenetico del PalaBcc, dall’8 marzo le nostre vite, non solo sportivamente parlando, sono state stravolte. Allenamenti con la prima squadra e quelli con i bambini riempivano le mie giornate ma in questi mesi mi sono goduto ancor di più la mia famiglia, studiato per il mio percorso universitario e continuato con gli allenamenti per non perdere la forma fisica”.

Tanti punti di domanda sulla ripartenza, l’A1 ha detto di voler ripartire a fine settembre, per le categorie inferiori pensi si possa ripartire negli stessi tempi o c’è il rischio di dover attendere di più? “Le categorie inferiori non hanno lo stesso potere economico dei club di A, non tutti hanno a disposizione staff di spessore e attrezzature necessarie per poter svolgere attività in assoluta sicurezza. Bisognerà studiare dettagliatamente la tendenza del virus, solo quando ci saranno le condizioni necessarie e rischi vicino allo zero si potranno riaprire le palestre. Penso proprio alla Vasto Basket, tutta la settimana tanti bimbi sul parquet, la domenica i quasi mille sugli spalti, se non si seguono giuste indicazioni c’è il rischio di combinare un bel pasticcio”.

Col senno di poi sicuramente è più facile rispondere ma avreste puntato ad evitare i playout o potevate ancora guardare ai playoff? “Per gran parte della stagione abbiamo dimostrato in campo di poter ambire a un posto nei playoff, poi c’è stato un calo ma in alcune partite avremmo meritato altra sorte. Stavamo di nuovo sui binari giusti, ecco perché credo che puntare di nuovo a un posto nei playoff non sarebbe stato proibitivo”.

Poco tempo a Vasto, per te coach Del Vecchio meriterebbe la conferma per lavorare ancora con la Vasto Basket? “Non ha avuto il tempo per lavorare con calma visto che è rimasto qui con noi poco più di un mese. Nonostante il poco tempo però il coach è riuscito ad esprimere tutte le sue capacità, era riuscito a trasmettere idee giuste e tanto entusiasmo. Non mi dispiacerebbe affatto ritrovarlo ancora con noi in panchina”.

In questi mesi a parte l’atmosfera della prima squadra quanto ti sono mancati i baby cestisti che alleni? “Regalano in ogni allenamento emozioni indescrivibili, sono triste in questi mesi quando penso a loro costretti a restare in casa senza poter dare sfogo alla loro grande passione con la palla a spicchi tra le mani. Spero si possa tornare al più presto in campo e lavorare di nuovo insieme”.

Qualcuno ha ipotizzato di giocare anche in campi all’aperto, secondo te è una via percorribile? “I nostri padri e i loro coetanei sono sopravvissuti a partite outdoor nei loro anni, non ci trova nulla di assurdo ma anche su questa ipotesi ci sarebbe tanto da ragionare. Bisogna capire se tutte le realtà nelle loro città hanno strutture non al chiuso in grado di sopportare allenamenti e partite. La crisi economica si farà sentire ma spero che questa emergenza oltre a istruzione e sanità non porti tagli ingenti alle strutture sportive che sono un volano importante per tutti. Senza sport non c’è futuro”.

Come ti immagini il basket dopo il Coronavirus? “Non solo il basket ma la vita di tutti i giorni spero che possa tornare come prima, sarà bellissimo quando non avremo più paura di nulla, solo così vorrà dire che tutto sarà tornato al suo posto”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it