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Dino Monteferrante tra calcio, basket e pallamano: “Quel derby al palazzetto tra Immobilare D e l’Enrico Mattei non lo dimentico…”

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Oggi segretario della Bacigalupo Vasto Marina ma da quasi cinquant’anni protagonista nello sport locale e nazionale come arbitro e presidente

Tanto, tantissimo da raccontare. Per chi vive lo sport da quasi cinquant’anni sarebbe strano il contrario, in prima linea (quasi sempre) o dietro le quinte per Dino Monteferrante dal 1973 le giornate viaggiano su due binari: lavoro e sport.

Da tredici anni riveste il ruolo di segretario nel mondo del calcio locale tra San Paolo Calcio Vasto, Vastese e Bacigalupo Vasto Marina ma la sua storia parte molto da lontano e in altre vesti. Quella dell’arbitro, anno 1973 quando da giovane diciottenne esordiva con fischietto e giacchetta nera in terra molisana per dirigere un match di Terza Categoria a Rotello. “Era un calcio diverso per tutti – le parole di Monteferrante – arbitri compresi, tante pressioni non solo dai giocatori ma anche dai tifosi che li avevamo a bordo campo, a due passi dal campo, oggi è tutto cambiato”. Un arbitro non solo di calcio ma anche di pallamano, dov’è la stranezza direte voi? Monteferrante svolse, dal 1981 in poi, il doppio ruolo contemporaneamente: “Furono anni indimenticabili, intensi e faticosi perché il sabato giravamo l’Italia per arbitrare i match di pallamano e la domenica, con poche ore di sonno, ero già in Abruzzo per dirigere le partite di calcio”.

La pallamano a Vasto ha avuto decenni felici con vittorie di campionato tanto da catalizzare l’attenzione di tantissimi sportivi vastesi appassionati della disciplina. Giocatori e anche arbitri, Dino Monteferrante raccolse l’invito di Gianni Castaldi diventando in coppia con l’altro vastese Alberto Chiara arbitri di assoluto spessore a livello nazionale. “Venne a Vasto un arbitro slavo ad impartirci le regole fondamentali, un corso intenso ma che ci preparò al meglio prima di iniziare questa nuova avventura”. Monteferrante in coppia con Chiara hanno arbitrato per dieci anni nella Serie A italiana di pallamano ricevendo nell’87/88 il premio come miglior coppia di Serie B e l’anno successivo bissando il premio ma in Serie A facendo parte della Can d’Elite che comprendeva le migliori dodici coppie di arbitri italiane. Categorie blasonate ma il ricordo più bello e ancora ben impresso lo riporta indietro di trentacinque anni quando in Serie C arbitrò il derbissimo vastese di pallamano tra Immobiliare D e l’Enrico Mattei. “Fu uno spettacolo incredibile al Palazzetto dello Sport di via Conti Ricci, ricordo che sugli spalti c’erano quasi 1500 spettatori per seguire il derby vinto dall’Immobiliare D 18 a 17”. Dai ricordi vastesi a quelli siciliani: “Ricordo una trasferta a Siracusa, eravamo stati designati per un match importante di Serie A, prima del fischio d’inizio ci fu un’ovazione tutta riservata a Concetto Lo Bello, arbitro storico e siracusano doc fu accolto sugli spalti come una divinità”.

In mezzo a calcio e pallamano anche una felice esperienza come presidente nel mondo del basket: “Una stagione che ricordo con molto piacere, con la Pgs Vastarredo vincemmo il campionato di Serie D”. Appeso il fischietto al chiodo tra pallamano e calcio (arrivando fino alla Promozione quando non ancora c’era l’Eccellenza) è rimasto nell’ambiente prima come guardalinee, per tre anni presidente della sezione vastese della Federazione Italiano Gioco Handball e per tanti anni come osservatore (all’epoca chiamato commissario) degli arbitri per il calcio a 11. Il mondo dell’arbitraggio durato un trentennio chiuso quando per motivi lavorativi decise di raccogliere l’invito dell’imprenditore e amico Piero Tumini che insieme a Don Gianni Sciorra iniziarono l’avventura con la ‘nuova’ società della San Paolo Calcio Vasto qualche mese prima retrocessa in Seconda Categoria ma in estate ripescata in Prima. “Era il 2006 – ricorda Monteferrante – Piero Tumini mi chiese di dargli una mano e decisi di accettare iniziando questo nuovo percorso, in una realtà che sfiorò la vittoria del campionato di Prima mancata di un soffio”. Avventura durata sei anni fino all’estate del 2012 quando riprese a girare il motore per riportare in vita la prima squadra cittadina. “Io, il direttore Alfonso Calvitti e Don Gianni in quell’estate sentimmo tantissime campane tra politici e imprenditori potendo contare anche sull’aiuto dell’allora Assessore allo Sport Vincenzo Sputore. Non fu un compito semplice, tanti incontri, anche in chiesa, per capire con chi ripartire e come fino a quando abbiamo trovato pronti per questo nuovo progetto Tonino Prospero e Mario Bolognese”.

Fatta la base bisognava scegliere il nome della nuova compagine biancorossa: “Sapevamo che a Vasto i tifosi rivolevano la Pro Vasto ma per regolamento non c’era nessuna possibilità di riproporre quel nome, ne pensai tanti e alla fine decisi di iscriverla in Promozione, dopo l’avvenuto ripescaggio, con il titolo di ASD Vastese Calcio 1902, quella che ancora oggi è in vita”. Tre stagioni, la prima in Promozione (“vinta cambiando tanti allenatori e tantissimi giocatori”) e poi le altre due in Eccellenza: “Chi ha investito su quella Vastese lo ha fatto mettendo mani nelle proprie tasche, all’inizio quando si era partiti da zero c’è stato chi ha tirato fuori i soldi dell’iscrizione senza chiedere aiuti a nessuno e così è stato per tante altre situazioni”. Monteferrante da segretario seguiva le sue squadre sempre dalla panchina, una volta restò fuori dal rettangolo di gioco e la Vastese, sul campo vittoriosa per 3 a 0 perse il derby contro il Vasto Marina a tavolino per un errore nella sostituzione degli under: “Ero lontanissimo dalla panchina, è successo tutto in poco tempo, può capitare anche se in certe situazioni ci deve sempre essere qualcuno concentrato ed evitare errori di quel tipo”.

Nel 2015 il passaggio di consegne agli attuali presidenti Franco Bolami e Pietro Scafetta: “Sin dal primo giorno mi avevano chiesto la disponibilità per continuare a far parte della Vastese, li ho sempre ringraziati per la stima che hanno nei miei confronti ma in quel periodo fu veramente forte il pressing di Pino Travaglini, mi voleva al Vasto Marina già da tanti anni, alla fine mi ha convinto presentandosi quattro volte nel mio ufficio nel giro di una settimana”. San Paolo Calcio Vasto, Vastese Calcio e Vasto Marina (oggi Bacigalupo Vasto Marina), sempre fedele alle squadre della città e lavorando sempre in modo impeccabile sbrigando parecchie pratiche burocratiche avendo ottimi rapporti con le segreterie della Figc regionale (e non solo). “In ufficio ho un armadio riservato solo ed esclusivamente a tutto quello che riguarda l’attività sportiva ma non basta perché ogni fine anno devo svuotarlo in vista della successiva stagione”. Il presente, da cinque stagioni si chiama quindi Vasto Marina tra Promozione, Prima Categoria e di nuovo Eccellenza (“un salto di categoria strameritato, abbiamo fatto una grande stagione”) sempre al fianco di dirigenti, allenatori e giocatori. Con tutti ha un rapporto cordiale ma chi lo conosce sa del suo rapporto conflittuale con le terne arbitrali: “Ultimamente mi sono parecchio calmato, mi arrabbio con loro perché è un mondo che ho vissuto al suo interno rivestendo più ruoli, ai miei tempi c’era più dialogo tra le parti, oggi in molti tendono a creare un muro e alle prime parole subito si accendono i toni”.

Da arbitro di pallamano è arrivato parecchio in alto, nel calcio rivestendo più ruoli è salito dalla Terza Categoria fino ad arrivare in Eccellenza, da assistente avrebbe potuto calcare la D ma per motivi di salute fu costretto a rinunciare alle prime designazioni. Chissà che la D non la calchi tra qualche anno da segretario, Dino Monteferrante si avvicina a grandi passi verso i 50 anni di vita nello sport e vuole ancora provarsi a togliere qualche felice soddisfazione.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it