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Calcio

Felici: “Il Matese all’Aragona vorrà confermarsi. Della Vastese bei ricordi ma non dimentico spiacevoli episodi…”

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Il jolly offensivo di Colleferro, domani, tornerà a Vasto da avversario dopo aver indossato la maglia biancorossa nel 2016/2017

Roberto Felici: domani ex di turno all’Aragona

Agli anni che compirà il prossimo luglio basta aggiungere uno zero per capire l’importanza di avere in organico un elemento di spicco come Roberto Felici. Quasi 35 anni, oltre 350 presenze in Serie D, un totem per la categoria in cui da quindici stagioni a questa parte ha anche infilato un centinaio di gol.

Nessuna voglia di appendere le scarpette al chiodo, anzi, il Matese su di lui ha scommesso forte a febbraio e i risultati sono gli occhi di tutti. I campani continuano ad impressionare, autentica sorpresa del girone F con quattordici risultati utili consecutivi, tredici dei quali centrati proprio da quando è arrivato il jolly offensivo di Colleferro ma ormai da anni umbro di adozione. Ha messo radici ad Assisi dove convive con l’amata Claudia, l’estate scorsa avrebbero dovuto convolare a nozze ma il Covid ha fermato tutto. Un virus maledetto che ha costretto lo stesso classe ’86 ciociaro a restare a casa per oltre un mese, ora però tutto è un lontano ricordo ed in campo è tornato come sempre grande protagonista. Il Matese ha fatto di tutto per averlo alle sue dipendenze anche perché Felici, per ovvi motivi, nelle precedenti esperienze aveva deciso di non allontanarsi troppo da casa scegliendo Cannara in estata e Bastia Umbra nella passata stagione. Quella in cui, a 34 anni, da seconda punta in un 352 in venti presenze aveva già firmato 10 gol, non ci fosse stato lo stop causa Covid avrebbe sicuramente superato il suo record personale, le 11 firme con il Torrecuso (2015/2016).

Di lui si hanno piacevolissimi ricordi anche all’Aragona, dove con la maglia biancorossa fu protagonista nella stagione 2015/2016, la prima in Serie D dell’era Bolami-Scafetta. Fortemente voluto dal ds De Filippis che già lo conosceva (erano stati insieme a Termoli) divenne punto fermo nello scacchiere di mister Colavitto tanto indicarlo come “giocatore di maggior qualità in organico”. I gol furono solo quattro ma oltre a uno svariato numero di assist impressionò per prestazioni da applausi condite da giocate, corsa e una grande intelligenza tattica. Oggi se lo gode il Matese, da due mesi i campani sono scappati dai bassifondi arrivando ad affacciarsi in piena zona playoff (5° posto) e domani saranno di scena all’Aragona contro una Vastese imbattuta da dieci giornate ma che da 44 giorni non scende in campo per un match ufficiale. Roberto Felici sarà uno di quei giocatori da tenere costantemente sotto controllo, a 35 anni ha ancora tanta voglia di regalare e regalarsi gioie e punti.

Foto di: Giuseppe Ritucci

Roberto Felici sempre protagonista in Serie D, nell’ultimo anno sulle due stagioni quanto ha influito il Covid? “Tanto, per più di un motivo. Avversario con cui bisogna fare ancora i conti, io l’ho provato sulla mia pelle mesi fa e posso dire che bisogna fare di tutto per evitarlo. Un anno fa ci siamo fermati tutti, in questa stagione per fortuna la D va avanti ma è tutto complicato, si passa da lunghi periodi di stop a settimane in cui hai tante partite da affrontare una dopo l’altra e se ti mancano delle pedine tutto si complica”.

Discorso che però non sembra riguardare il Matese, imbattuto da 14 turni, 13 dei quali centrati da quando sei arrivato tu, qual è il vostro segreto? “I meriti del nostro cammino vanno divisi con tutti, tra dicembre e febbraio la società è intervenuta per migliorare l’organico, poi in campo tutti siamo stati bravi a seguire le indicazioni del mister. Al mio arrivo i punti in classifica erano 10 ed eravamo giù, oggi ci troviamo, con pieno merito in 5° posizione a quota 37, nulla arriva per caso. Si sta incastrando tutto alla perfezione, viaggiamo sull’onda dell’entusiasmo e dai timori iniziali ora il gruppo viaggia sulle ali dell’entusiasmo e nessuno ha voglia di fermarsi, questo è lo spirito giusto”.

A voi mancano dieci partite per completare la stagione regolare ma il Matese con merito ha sorpreso tutti, con questa cavalcata sono cambiati gli obiettivi? “Sappiamo benissimo che la quota salvezza è vicina ma bisogna raggiungerla il prima possibile, solo allora potremo pensare di guardare ad altri obiettivi, proveremo a portare il Matese il più in alto possibile”.

I vostri numeri negli ultimi due mesi sono mostruosi, domani con quali ambizioni arriverete all’Aragona? “Vogliamo confermarci, in campo scendiamo sempre per vincere e raggiungere già domani quota 40 con ancora 9 partite da giocare per noi sarebbe un primo importantissimo traguardo. Di fronte però troveremo una Vastese vogliosa di riprendere la marcia dopo un mese e mezzo di stop, immagino vogliano allontanarsi dalla posizione che occupano, ecco perché per noi non sarà un mercoledì facile”.

Con Felici in campo Matese imbattuto da 13 turni

A distanza di quasi quattro anni tornerai all’Aragona da avversario, che ricordi hai dell’esperienza con la Vastese? “Parliamo di una realtà che ha una tradizione importante, dovrebbe sempre competere per traguardi ambiziosi ecco perché quando arrivò la chiamata quell’estate accettai con grande entusiasmo. Ho bei ricordi, la graniticità del gruppo, il calore di una piazza, il rapporto stretto con alcune persone che ancora oggi sento ancora ma purtroppo, e questo nel calcio va messo in preventivo, non ho ricordi belli pensando ad alcune persone. Patti non rispettati ed altri episodi spiacevoli, ormai fa tutto parte del passato ma noi in quella stagione stavamo facendo qualcosa di veramente importante”.

La Vastese protagonista di un grande girone d’andata riuscendo anche ad essere prima in classifica, poi da gennaio in poi cos’è successo? “Tante situazioni spiacevoli ci hanno frenato, pur essendo un gruppo esperto molti non avevano più la mente libera. Da settembre a dicembre avevamo conquistato tante vittorie ma in alcune zone di campo eravamo corti e reggere quel ritmo per tutta la stagione sarebbe stato impossibile. Un calo fisico c’è stato ma non per colpa della preparazione, i motivi sono altri, tra questi credo che si fossero arrivati due/tre nuovi innesti, con maggiori rotazioni e una situazione intorno a noi più tranquilla in quella stagione avremmo potuto continuare a scrivere ancora pagine importanti. Io come tutti i compagni di allora, con cui ancora oggi ho grande rapporto, andammo via con grande dispiacere, in campo abbiamo dato tutto, il resto lo sappiamo noi e non solo”.

Per il classe 1986 350 presenze in Serie D

In panchina quell’anno eravate guidati da mister Gianluca Colavitto, oggi protagonista in C con il Matelica, ti aspettavi a quattro anni di distanza di ritrovarlo così in alto? “In campo è sempre stato un grande lavoratore ma ammetto che in questa stagione l’impatto del mister mi ha impressionato. Alla prima esperienza da allenatore tra i professionisti sta facendo un grandissimo lavoro con una giovane matricola capace di reggere l’urto in un campionato dove ci sono squadre con grande tradizione, complimenti a lui”.

Dell’organico di quella stagione, domani, non affronterei nessun ex compagno da avversario, nello staff tecnico c’è ancora il preparatore Roberto Barrea, lo saluterai? “Certo, con il “Prof” ho ancora oggi un bellissimo rapporto, ci siamo conosciuti prima di Vasto nelle esperienze molisane, l’ho già sentito giorni fa telefonicamente e domani sarà un piacere incontrarlo”.

A luglio gli anni saranno 35 ma sei uno che un anno fa si fermò quando i gol erano 10 in 20 giornate, a quest’età cosa ti spinge a scendere in campo con la voglia di un ragazzino? “L’amore che ho sempre riposto verso questo sport, senza passione non si va da nessuna parte. A quest’età so di essere soprattutto un punto di riferimento per i compagni più giovani che ho in squadra, ho di fianco a me nati nel 2001 e 2002, con loro provo ad essere utile dandogli qualche consiglio ma dall’altra parte sono uno stimolo continuo per dare il massimo, ancora oggi, ad ogni allenamento e poi in partita. È vero, gli anni passano, ma io ho ancora tanta fame e voglia di divertirmi”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it

Foto di: Giuseppe Ritucci