Connect with us

Calcio

Fernando Ascatigno: il magazziniere a tinte biancorosse

Published

on

Prima a lavoro con la Pro Vasto, poi Vasto Marina e da qualche anno l’attuale Vastese dalla Promozione fino alla D

“Fernando, dove sono le maglie?”, “Fernà, dove sono i pantaloncini?”, “Asca, portiamo i palloni in campo”, “Ascatì, vince domenica la Vastese?”. Potremmo avanti così per ore e ore, richieste e domande come queste fanno parte della vita quotidiana di Fernando Ascatigno, ormai da oltre dieci anni magazziniere della Pro Vasto prima e della Vastese ora senza dimenticare la parentesi con il Vasto Marina. Nome e cognome d’arte, suo nonno (scomparso 10 anni fa) è una delle indimenticate vecchie glorie del calcio vastese.

L’avventura come magazziniere di Fernando nasce, nel 2006 quando ancora minorenne iniziò a collaborare con l’allora ‘capo magazziniere’ Albanese: “È grazie a Mimmo che ora mi trovo ancora in mezzo a tutti questi guai (lo dice scherzando), ho iniziato dandogli una mano con la Berretti dell’allora Pro Vasto nel 2006, ero la sua spalla negli anni successivi anche con la prima squadra guidata da Di Meo e poi insieme a mister Massimo Vecchiotti siamo andati a Vasto Marina”. La promozione in Eccellenza nel 2011 e i trionfi anche con la juniores d’Elite prima di tornare, sempre con Mimmo Albanese, nella ‘nuova’ Vastese, quella che ancora oggi sta in piedi. Anni difficili in Eccellenza, “ci sarebbero tante storie da raccontare, di alcuni pranzi, di tante trasferte ma è meglio pensare al presente” anche se Ascatigno porta ancora dentro felicissimi ricordi per la vittoria del campionato di Eccellenza nel 2016.

“Una grandissima gioia – racconta Ascatigno – un grande gruppo guidato da mister Gianluca Colavitto a cui sono tanto legato ancora oggi, con lui anche negli anni di Serie D avevamo il rituale nelle sedute di allenamento mattutine. Alle 7 in punto insieme io e lui andavamo a prendere il caffè, a quell’ora era già all’Aragona per preparare il lavoro della giornata, meticoloso sotto ogni punto di vista, gli auguro il meglio”. Le stagioni in D ora sono quattro, ne sono passati diversi di allenatori ma oltre Colavitto “anche se rimasti a Vasto per pochi mesi sono molto legato a Favo e Papagni, allenatori preparati e uomini straordinari. Insieme al tecnico pugliese sono felice di aver condiviso l’esperienza con il suo vice Gigi De Simone, altra persona splendida”. Dagli allenatori si passa poi ai direttori sportivi: “con Micciola mi sento spesso, un direttore preparato che merita palcoscenici superiori alla D. C’è però un numero uno assoluto e non mi vergogno a dirlo, è Pino De Filippis, con lui sono sempre andato d’accordo, poco mi interessa di quello che dicono gli altri, è il migliore e sono contento che sia tornato tra i professionisti”.

Prima di passare al capitolo giocatori va detto che per Fernando, ormai da anni, lo Stadio Aragona è diventata una vera e propria casa visto che dalla mattina fino al tardo pomeriggio ci trascorre gran parte della giornata. Se da metà maggio a metà luglio giocatori e staff tecnici si riposano in vista della nuova stagione, Ascatigno lo trovi sempre all’Aragona prima per pulire a dovere tutti gli indumenti della stagione appena conclusa e poi per iniziare a programmare il nuovo corso tra maglie, pantaloncini, calzettoni, tute e tutto quello che serve prima per il ritiro estivo e poi per il campionato. “Non mi riposo mai, ogni anno arrivo tra aprile e maggio con tanta stanchezza e la voglia di mollare tutto ma l’amore per questi colori mi spinge sempre a lavorare al massimo con l’obiettivo di riuscirci nel migliore dei modi. Se ogni anno sono qui è soprattutto per il volore di Franco Bolami e Pietro Scafetta, a loro devo più di un grazie”.

Lo trovi sempre all’Aragona insieme al resto dello staff composto da Massimiliano, Vincenzo e Piero, tra di loro il feeling è perfetto anche se è difficile vedere Fernando stare fermo o seduto. In continuo movimento, tra uno spogliatoio e un altro, spesso sbuffa, ogni tanto quando la misura è colma alza anche la voce ma alla fine esegue tutti i compiti e le richieste.

Soprattutto quelle dei giocatori: “Ho perso il conto di quanti ne ho visti in tutti questi anni, piccoli ed esperti, con loro sono un po’ fratello e un po’ padre, ad alcuni non devi dire quasi nulla perché hanno la testa sulle spalle, altri vanno seguiti passo passo”. Con gli ultimi è molto legato a bomber Leonetti: “Mamma mia che fenomeno Vito, due stagioni qui a Vasto ha realizzato 40 reti, sprecato per la D. Lo reputo un grande amico, ci sentiamo sempre, un giorno non troppo lontano spero di poterlo riavere tutti i giorni qui all’Aragona”. Non nasconde la sua ammirazione verso Stivaletta: “L’ho visto crescere, a lui sono particolarmente legato per tanti aspetti, ha fatto passi in avanti ma sono sicuro che può ancora migliorarsi”.

Nel bene e nel male non entra nel merito di episodi particolari: “sarebbe una lista infinita” ma durante la chiacchierata mattutina, mentre lui è indaffarato nello spogliatoio per preparare il materiale di ogni giocatore in vista dell’amichevole odierna (Termoli-Vastese a Campomarino), parla anche di quelli che più lo hanno fatto più ‘lavorare’: “Nando Giuliano e Federico Pizzutelli, due grandi amici, due fenomeni, due che hanno raccolto meno di quello che avrebbero meritato ma entrambi durante la settimana mi facevano dannare ma fa parte del mio lavoro ed è bello anche per questo”.

Della stagione in corso non si sbottona: “Abbiamo iniziato da tre mesi, è presto per i giudizi ma credo che ci siano tutte le condizioni per costruire qualcosa di grande”. Il ritorno in C? “Sarebbe il coronamento di un lungo percorso iniziano quattro anni fa e che farebbe felice la società e una piazza che merita questa gioia”. Un amore viscerale per i colori biancorossi, tanta fatica per la ‘sua’ Vastese, impossibile immaginarsi Fernando Ascatigno lontano dall’Aragona.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it