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Calcio

Francesco Scafetta: “Felicissimo di essere alla Reggiana. Nel 2021 pronto a scatenare l’inferno”

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Il giovane vastese classe 2002 protagonista con la Primavera dei granata. Ammira Barella e lavora sodo per arrivare in alto

Un giovane vastese di cui essere orgogliosi. Sicuramente nel presente ma la speranza è che da qui ai prossimi anni il suo percorso possa essere costellato da altri importanti traguardi. Francesco Scafetta, classe 2002, Vasto l’ha salutata quando aveva poco più di 10 anni, dopo le primissime esperienze tra Virtus Vasto e una fugace con la Bacigalupo fu Lanciano la prima tappa lontano da casa. Salutati i rossoneri si è imposto nel settore giovanile dell’Ascoli partendo dall’under 15 proseguendo come capitano nell’under 16 e firmando la bellezza di otto reti con l’under 17. Nella passata stagione ritorno in Abruzzo scelto dal Teremo come punto di forza della Berretti ma a inizio del 2020 le prime apparizioni in prima squadra. Due convocazioni in Serie C, poi è arrivato il Covid altrimenti sarebbero arrivate altre chiamate e magari anche l’esordio in campo.

In estate un nuovo importante passo in avanti, la firma con l’A.C. Reggiana, società neopromossa in B. Le prime amichevoli con la prima squadra affrontate contro Chievo Verona e Imolese prima di iniziare a fare davvero sul serio. Scafetta ha risposto subito presente, gol in Coppa contro il Parma e poi dieci giorni dopo (il 17 ottobre) ancora a segno. Eurogol alla seconda di campionato (Primavera 2 – girone A) nel pari contro il Chievo Verona, poi il Covid ha fermato anche i campionati giovanili. Il diciottenne vastese da un mese e mezzo continua ad allenarsi in gruppo a Reggio Emilia, il futuro è tutto nelle sue mani e non ha nessuna intenzione di mollare la presa. Francesco Scafetta guarda al futuro con grandi ambizioni e farà di tutto per trasformare i sogni in realtà.

Francesco Scafetta, il presente si chiama Reggiana, in Primavera eri partito fortissimo con due gol e splendide prestazioni, un peccato fermarsi? “Fermarsi a fine ottobre mi è dispiaciuto un “botto” ma qui non si molla un centimetro, continuo ad allenarmi con i compagni in gruppo sperando di tornare in campo il prima possibile”.

Saranno almeno tre mesi con soli allenamenti senza però poter affrontare partite vere, come si fa a mantenere alta la concentrazione? “La partita il sabato è il nostro sfogo, in quei novanta minuti oltre a dare tutto per la maglia si cerca di concretizzare al meglio il duro lavoro settimanale. Mentalmente è dura allenarsi così a lungo senza poter confrontarsi con gli avversari ma a questa età ogni esperienza è positiva per crescere, sfrutto ogni allenamento per migliorarmi”.

Da agosto sei immerso nella realtà granata, come ti stai trovando? “Molto bene, finora esperienza fantastica. Parliamo di una società con una prima squadra in Serie B e una splendida organizzazione anche pensando al settore giovanile. Si respira aria positiva ogni giorno, qui puntano forte sui giovani e tutti ti trattano bene. C’è grande feeling con tutti, mister Beretti mi sta insegnando molto e anche il direttore Cattaneo è sempre molto presente anche con noi più giovani”.

Se non ci saranno ulteriori intoppi entro febbraio riprenderanno i campionati Primavera, quali obiettivi ti sei posto per il ritorno in campo? “Sono già carico a mille ore, so che mancano ancora un paio di mesi ma non vedo l’ora. L’ho anche detto a mister e direttore, quando tornerò in campo sono pronto a scatenare l’inferno, tra prestazioni e gol la Reggiana può contare su di me”.

Altre due settimane di allenamenti a Reggio Emilia, poi una decina di giorni a Vasto per le vacanze natalizie, continuerai a lavorare? “Ho già tutto programmato, quando sono a Vasto mi segue un mio grande amico, il maestro Giuseppe La Verghetta. Con lui lavoro molto su esplosività e forza, siamo già d’accordo su tutto, è sempre un piacere allenarmi con lui”.

Nonostante i 18 anni compiuti ad agosto hai salutato Vasto già da otto anni, ripensando agli inizi di chi ancora oggi hai ottimi ricordi? “Lucio Rullo della Virtus Vasto, di lui ho un ottimo ricordo. Quando arrivò la chiamata dell’Ascoli mi liberò senza alcuna pretesa, anzi rinunciò anche a una parte economica che avrebbero dovuto sborsare i biancorossi”.

Tornando al presente, da esterno offensivo c’è un giocatore a cui ti ispiri? “Pensando al mio ruolo direi Douglas Costa ma in realtà sono pazzo di Nicolò Barella. Anche se in campo ricopre un altro ruolo diverso dal mio è un profilo in cui mi rivede tantissimo. Lottatore nato, tatticamente perfetto, quasi sempre tra i migliori, per me uno splendido esempio”.

A 18 anni ti stai già togliendo belle soddisfazioni ma hai ancora tanta strada da percorrere, nel mondo del calcio dove punti ad arrivare? “Le ambizioni di certo non mancano ma a questa domanda non rispondo pensando a chi sarà tra tanti anni. Guardo sempre al presente, mi alleno ogni giorno al massimo per raccogliere frutti importanti, preferisco sempre far parlare i fatti, solo così potrò togliermi splendide soddisfazioni e lasciare un segno importante”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it