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Calcio

Franco Nardecchia: un segretario a tinte biancorosse

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Nel 2018 premiato dalla Figc per essere nei quadri dirigenziali di società calcistiche da 50 anni. 45 passati in biancorosso

Se nel mondo dello sport contassimo anche le presenze dei dirigenti in casa Vastese il record all’attuale segretario non lo toglierebbe nessuno. Franco Nardecchia, classe 1946, dal ’68 ad oggi dietro una scrivania ricoprendo diversi ruoli partendo da dirigente semplice fino ad arrivare alla carica di direttore generale. Gran parte della carriera dirigenziale ricoperta a Vasto ma negli anni 2000 si è tolto lo sfizio di uscire anche dalla sua città. Con l’attuale sono 52 le stagioni dietro una scrivania e per questo motivo nel 2018 la Figc, vista la longevità del suo operato, ha deciso di omaggiarlo con una targa ricordo.

Con la Vastese il rapporto era iniziato da giovane calciatore negli anni ’60 giocando fino al settore giovanile, poi il militare e subito dopo il ritorno a Vasto per iniziare a lavorare. “In quegli anni mi divertivo ancora a giocare da attaccante in Prima Categoria, mi chiamò Raffaele Baccalà per far parte dell’Olimpic Vasto, giocavamo all’Aragona e ancora oggi ricordo di un gol allo Scerni dove giocavano tanti vastesi”.

5 giugno 1969: la Pro Vasto sale in Serie C

In quello stesso anno, nel 1968 è arrivata la chiamata dell’Avvocato Federico De Mutiis che lo volle nei quadri dirigenziali: “Fu un esordio felice visto che quell’anno la Pro Vasto centrò il salto dalla D alla C”. Dalla fine degli anni sessanta ai giorni nostri ha attraversato tutte le denominazioni sociali, sempre però tinte di bianco e rosso. Da dirigente a direttore organizzativo, diventando poi segretario con altri ruoli ricoperti anche nelle sue esperienze lontano da Vasto. Impossibile dare un numero preciso ma tra una firma e l’altra “avrò preparato i documenti per oltre 2000 tesseramenti di giocatori della storia della Pro Vasto o Vastese”. Ne sono stati tanti, con molti di loro mantiene un rapporto di amicizia sincera “ma non chiedetemi di fare una classifica di preferenze, con gli anni i giocatori sono cambiati, anzi è cambiato molto in tutto ciò che li circonda ma per me sono stati e continueranno ad essere tutti come figli”.

L’elenco lo fa per chi lo ha guidato in questi lunghissimi anni biancorossi: “Tutti dei gran signori e persone straordinarie, a partire dall’Avvocato De Mutiis passando per Enzo Savelli, Peppino e Alberto Baiocco, Gabriele Tumini e infine Dante Marramiero uno che ha voluto davvero bene alla Vastese, dimostrandolo sempre con i fatti”. Senza dimenticare gli allenatori: “In ultimo Gianluca Colavitto maniacale in ogni singolo dettaglio senza dimenticare Pino Di Meo, Gianni De Biasi, Sandro Salvioni e Fausto Silipo”. Di episodi da raccontare ne avrebbe un’infinità ma ripensa ancora a quando una vittoria della Vastese, nel 1972, gli costò il 13 al ‘Totocalcio’.

“Eravamo al Celeste di Messina, quella era una Serie C tostissima ma con Castignani in panchina riuscimmo ad espugnare un campo ostico grazie al gol di Tancredi e al gioiello di Giovanni Di Paolo, quel sinistro al volo lo ricordo ancora”. Quando tornò a casa Nardecchia controllò la schedina: “Erano le 6 di mattina, avevo tutti i risultati a mio favore ma nelle due colonne dove c’era il segno 2 per la Vastese non vinsi nulla mentre dove misi il pareggio mi dovetti accontentare del ‘12’ vincendo quasi 500.000 lire. Un vero peccato perché quella volta con il ‘13’ avrei vinto più di 18 milioni che all’inizio degli anni settanta erano tanti soldi, per me fu l’unica volta di una vittoria della Vastese che mi lasciò un pizzico di amarezza”.

Dal 2009 al 2015 sono stati gli unici anni che non ha colorato di biancorosso svolgendo il suo lavoro altrove con le tappe di Pescina e Foggia che ricorda con più enfasi senza però dimenticare Pergocrema e Matera. “A Pescina con la Valle del Giovenco si stavano costruendo le basi per un progetto ambizioso, c’era tutto per realizzarlo. Io da segretario generale preparai i documenti per il primo giocatore da tesserare, era quello di Aparecido Cesar uno che in Italia aveva vinto Scudetti e Coppe Italia con Inter e Lazio. Insieme a lui anche Birindelli a confermare il potenziale di quella squadra che scomparì in un modo incredibile che ancora oggi fatico a spiegarmi”. La stagione successiva, 2010/2011 l’arrivo a Foggia come amministratore unico: Trovai Zeman, figura silenziosa ma che in quegli anni fece esplodere gente come Lorenzo Insigne e Marco Sau solo per citarne alcuni, già da allora si vedeva che avrebbero fatto carriera”. Grazie alla presenza di Nardecchia quel Foggia disputò due gare in campo neutro proprio all’Aragona: “purtroppo raccogliemmo un solo punto nei match contro Lucchese e Foligno anche se gol e spettacolo, restando fedeli al credo zemaniano, di certo non mancarono”.

Dopo l’ultima esperienza lontano da Vasto come segretario generale a Manfredonia il ritorno nell’attuale Vastese nell’estate del 2015. “Su consiglio dell’attuale assessore Carlo Della Penna fui chiamato da Franco Bolami e Pietro Scafetta per tornare nell’ufficio che era sempre stato come una mia seconda casa se non addirittura la prima viste le tante ore passate qui in tutti questi anni”. Ancora oggi continua a ricoprire il ruolo di segretario: “In molti pensano si tratti di un ruolo leggero ma la realtà è diversa, qui non c’è margine d’errore, tutto va letto per non sbagliare e bisogna sempre aggiornarsi perché soprattutto negli ultimi anni tra regole nuove e quelle cambiate le novità non mancano”.

Oggi la Vastese è in D, molti sperano possa tornare a breve nei professionisti ma per il segretario Franco Nardecchia bisogna ancora andarci cauti: “Sarebbe bello per tutti un ritorno in C, per società e piazza ma al giorno d’oggi per arrivare nei professionisti bisogna essere forti e duraturi nel tempo altrimenti si rischia di rovinare tutto quello fatto negli anni precedenti”. Dopo 52 anni da dirigenti, di cui 45 a Vasto non sappiamo fino a quando lo troveremo seduto dietro la scrivania dell’Aragona a leggere carte e riempire documenti di una Vastese con la quale ha centrato dieci promozioni compresa la vittoria del tricolore di D nel 2009: “Ho cercato ogni giorno di ricoprire al meglio tutte le cariche affidatemi, il mio cuore è stato, è, e sarà sempre biancorosso”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it