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Calcio

Giuliano: “Bella salvezza a Cupello. Spezia? Anni indimenticabili. I vastesi dovranno trascinare la Vastese”

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Il jolly classe ’81 dopo aver conquistato un’altra salvezza in rossoblù ha ricordato i suoi trascorsi spezzini e provato ad indicare alla Vastese la strada per la salvezza

Cos’hanno in comune lo Spezia e Cupello? Le salvezze di Ferdinando ‘Nando’ Giuliano, uno che da giocatore ha conosciuto anche i palcoscenici più alti ma che da qualche anno si diverte tra vittorie di campionati e salvezze nei campionati dilettantistici abruzzesi. Di squadre nella sua carriera ne ha cambiate parecchie, il trentasettenne napoletano d’origine ma oramai vastese d’adozione, spesso una dopo l’altra, alcune volte vestendo anche due maglie in una stagione ma con quella bianconera ligure e la rossoblù cupellese oltre alle preziose salvezze è riuscito a disputare almeno due stagioni consecutive. Parallelo un tantino azzardato visto che parliamo di livelli di calcio totalmente differenti ma che ci sta. A La Spezia dove dal gennaio 2006 fino al giugno del 2018 oltre alla promozione in B riuscì a conquistare, da protagonista (in due anni furono 55 in B, si arriva a 80 se si contano anche quelle di Crotone) anche una storica salvezza in una delle serie cadette più toste di tutti i tempi. Poi tanta C e D fino a ripartire dalla Promozione con il campionato vinto a Vasto, sponda Vasto Marina togliendosi lo sfizio oltre alle ultime due salvezza consecutive con il Cupello di riportare, da capitano, la Vastese in Serie D grazie alla vittoria dell’Eccellenza del 2016. Con lui abbiamo parlato di Cupello, Spezia e anche Vastese, tre società con cui si è tolto belle, bellissime, soddisfazioni.

Nando Giuliano, due salvezze consecutive con il Cupello, qual è stata la più difficile da raggiungere? “Quella della passata stagione dove ci toccò disputare i playout, quest’anno nonostante un campionato più equilibrato, nonostante la frenata finale, siamo stati sempre sul pezzo”.

45 punti finali ma i quaranta li avevate raggiunti in larghissimo anticipo, cosa vi è mancato per alzare l’asticella nel finale di stagione? “Tra gennaio e febbraio abbiamo costruito un grande filotto di risultati, la trasferta di Capistrello avrebbe potuto darci la possibilità di poter credere nei playoff, con i tre punti sarebbero sicuramente cambiate le nostre ambizioni ma quel kappaò ci ha in parte spenti”.

Giuliano in B ai tempi de lo Spezia

Arrivare a toccare con mano la salvezza non è stato poi così semplice dovendo attendere fino all’ultima giornata, cosa è successo tra marzo e aprile? “La testa fa tanto in queste situazioni, alcuni episodi non ci sono girati a favore anche perché dal punto di vista fisico andavamo sempre più forte degli altri, la prestazione c’è sempre stata, anche quando non arrivavano le vittorie”.

Pur non avendo il bomber siete riusciti a trovare con continuità la via del gol, quali sono state le differenze rispetto alla passata stagione? “Con Pendenza lì davanti sapevamo che una ventina di gol li avevamo garantiti, quest’anno il bomber lo avevamo ancora, era Vito Marinelli che purtroppo non è riuscito a darci il contributo che avrebbe voluto visto l’infortunio che lo ha tormentato per tutta la stagione. Senza di lui la squadra però ha reagito alla grande, abbiamo trovato gol da tutti i reparti e la nostra grande compattezza alla fine ha fatto la differenza”.

Nella tua ventennale carriera dagli esordi quasi ogni estate affrontavi una nuova avventura, a Cupello sei rimasto per due stagioni consecutive, è davvero un’oasi felice? “Confermo, a Cupello si sta bene, qui mi hanno sempre voluto bene sin dal primo giorno e anche la presenza di mister Carlucci ha influito sulla mia scelta di restare qui nelle ultime due stagioni”.

In questa stagione si è ripetuto qualcosa che già ti era accaduto, erano gli anni della B con lo Spezia, dal 2006 al 2008 conquistando prima la vittoria in C e poi la salvezza nella cadetteria, che ricordi porti dentro con te di quell’esperienza? “Stagioni indimenticabili, la promozione in C dei bianconeri dopo 55 anni è un ricordo che porterò per sempre dentro di me. L’anno successivo più che la Serie B affrontammo la A visto che era la stagione in cui sfidammo fuoriserie come Juventus, Napoli e Genoa”.

Dai dolci ricordi biancorossi a quelli della Vastese, con te capitano è salita in D, domenica da tifoso eri a vederla ad Agnone, che succede ai biancorossi? “Bisognerebbe viverla dall’interno per avere una situazione più limpida, contro l’Agnonese ho trovato una Vastese molto spenta, non è un buon segnale per domenica ma sarà una partita da non sbagliare”.

Giuliano con il presidente Bolami (Vastese)

Cosa servirà domenica ai biancorossi per non sbagliare partita e centrare la salvezza? “Sarà un playout bello tosto ma la Vastese dovrà entrare in campo con la giusta mentalità e mantenerla fino al triplice fischio. Solo così potrà conquistare la salvezza, non sottovaluterei l’Agnonese che sa già da mesi che avrebbe dovuto affrontare i playout a differenza dei biancorossi che un mesetto fa erano vicinissimi alla salvezza diretta”.

Tra C, D ed Eccellenza, da giocatore, hai conosciuto tante epoche del calcio a Vasto, in partite come queste quanto conterà l’apporto dei tifosi? “Dovranno essere l’arma decisiva, conosco i tifosi vastesi e nei momenti che contano il loro apporto verso la squadra non è mai venuto meno. Servirà un’Aragona carico come non mai e la Curva D’Avalos dovrà trascinare la squadra verso la salvezza”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it           

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