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“Gridare aiuto non è nel nostro DNA – ripartire per i ragazzi!” – Roberto Nardecchia, Pres. Nuovo Basket Aquilano

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In una intervista esclusiva il presidente del Nuovo Basket Aquilano, Roberto Nardecchia, ci racconta presente e futuro della società e manda un messaggio ai giovani: “Non vi abbandoniamo”

In un momento storico in cui si cerca di comprendere chi è più arrabbiato dalla mancanza degli aiuti delle istituzioni al mondo dello sport, siamo riusciti a trovare una voce fuori dal coro. Il presidente del Nuovo Basket Aquilano Roberto Nardecchia non cerca aiuti, bensì promette ai tesserati che la società si muoverà al meglio per tornare a fare basket il più presto possibile

Il coronavirus sembrava non potervi fermare, l’ingresso della regione in zona rossa ha complicato le cose. Come vi eravate organizzati per gli allenamenti?

“In settimana siamo riusciti a fare l’ultimo allenamento con i ragazzi e le ragazze del settore giovanile, ora purtroppo dovremo restare fermi almeno fino al 3 Dicembre, ma penso che, anche nell’eventualità in cui tornassimo in zona arancione, l’attività normale potrà riprendere solo con l’anno nuovo. Siamo stati i primi a maggio a ripartire, per i nostri oltre 200 tesserati abbiamo fatto tutto sin dalla fine del primo lockdown, in queste ultime settimane abbiamo organizzato alcuni campi da gioco all’aperto con 10 canestri in uno spazio di 1200 metri quadri. Dobbiamo tanto al nostro settore giovanile, settore invidiabile che negli ultimi 10 anni ci ha regalato 10 finali nazionali”

L’aumento continuo dei contagi vi preoccupa? Il campionato partirà?

“Le ultime notizie ufficiali danno il campionato in partenza il 10 gennaio, oggettivamente alla luce di quello che sta succedendo penso che sia quasi impossibile iniziare per quella data. Bisognerà dare almeno un mese intero di preparazione regolare alle formazioni quindi stando così le cose immagino e suppongo che ci sarà un ulteriore slittamento. Nel prossimo consiglio federale penso che si discuterà anche di questo, spero che ci sia la possibilità di dare alle società una tranquillità che possa far conciliare l’aspetto organizzativo e la dignità della competitività del torneo. Le società sono in difficoltà, mi confronto settimanalmente con i colleghi, è una situazione precaria, credo che con una programmazione che lasci un anno bianco alle società in modo di mantenere il campionato di appartenenza senza dover rincorrere il risultato sia una soluzione giusta e valida per mediare alle problematiche che affrontiamo”

Come si conciliano in questo momento di difficoltà economica presente e futuro di società che sono importantissime per il basket italiano?

“Spero che la federazione da questa situazione comprenda in maniera più incisiva che noi, le società minori, siamo la linfa vitale del movimento cestistico nazionale, costituiamo l’ossatura, le fondamenta del basket, specialmente perché siamo quelli che lavorano nella maniera più capillare sul reclutamento. Bisogna ricevere aiuti incisivi e bisogna comprendere che la situazione economica ci rende difficile trovare sponsorizzazioni, la federazione ci sta già dando una mano con la riduzione delle spese, ma spero che il blocco delle retrocessioni venga attuato per tutti, in modo da vivere con più tranquillità una stagione sportiva che si annuncia complicatissima”

I tesserati hanno ricevuto degli aiuti specifici dal governo, le società sono ancora in attesa, vi aspettate qualcosa dallo stato? sembra che a voi noi sia destinata nemmeno una fetta della torta.

“Per noi non è previsto nulla al momento, ma questo non è il momento delle rivendicazioni non bisogna fare discorsi avulsi dalla realtà, ci sono dei settori che hanno bisogno più di noi di aiuti. Il tessuto connettivo economico del paese è in grande sofferenza, e questo tessuto è ciò che manda avanti, producendo ricchezza, beni ma soprattutto tranquillità per le famiglie. Sappiamo benissimo che le risorse non sono sufficienti, bisogna comprendere che questa pandemia ha messo tutti in ginocchio. Noi siamo nati dopo il terremoto de L’Aquila, noi cittadini e noi della società non ci lamentiamo, non aspettiamo aiuti dall’alto, non fa parte del nostro DNA, ci siamo rimboccati le maniche sin dall’inizio delle attività dopo il terremoto, senza attingere a fondi pubblici abbiamo attivato un crowdfunding e abbiamo aperto il Pala Angeli, dedicato a tre amici scomparsi in quella grande tragedia. Abbiamo imparato a camminare con le nostre gambe, se non ci sono fondi devi trovare da solo le risorse al tuo interno, altrimenti è troppo facile, noi non riusciamo ad inviare un grido di aiuto, ed è quello che trasmettiamo ai ragazzi”   

I più piccoli da voi sono spesso a contatto con i professionisti, possono vederli e studiarli, quanto è importante questo aspetto nella loro crescita?

“Noi siamo una società particolare sotto questo aspetto, sui 16 ragazzi della rosa che gioca la C Gold 12 arrivano dal settore giovanile. Il riferimento della prima squadra per i giovani è importantissimo, i ragazzi acquisiscono un senso di appartenenza importante perché sanno che con l’impegno, il divertimento e la costanza possono farcela anche loro, sognano di far parte della prima squadra non riferendosi al professionismo, ma con la voglia di indossare la nostra maglia per questa città”

Manterrete il contatto anche con i più giovani per organizzare sessioni di allenamento a distanza? Vi siete organizzati?

“Non abbandoniamo mai i ragazzi, per il momento li abbiamo salutati con la promessa che ci muoveremo con i fatti, come gli abbiamo dimostrato a maggio e alla ripresa degli allenamenti dopo la pausa estiva. Aspettiamo le novità del 3 dicembre per muoverci, ma sicuramente ci organizzeremo anche con modalità innovative per mantenere un contatto con tutti i nostri tesserati. A tutti è consentito muoversi ed allenarsi, nessuno vieta di organizzarsi per stare a distanza di 5 metri in compagnia, ci organizzeremo nel rispetto delle leggi”

Simone Tassiello 

redazione@vasport.it