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I viaggi di… Roberto!

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E siamo quindi arrivati alla terza puntata de “I viaggi di Roberto”.

Ci eravamo lasciati in Portogallo. Ora si cambia nazione e si passa in Spagna. E’ sempre il nostro biker scernese a portarci dentro il suo racconto.

Ho oltrepassato il confine fra Spagna e Portogallo con un piccolo battello, infatti è il rio Guadiana a separare questi due paesi per 100 km nella parte più meridionale. Di quel giorno ricordo la pioggia incessante. Normalmente se piove forte mi fermo, ma volevo salutare degli amici che erano a Siviglia, così ho pedalato tutta la giornata sotto l’acqua, tanto che quando sono arrivato nell’hotel, durante il check-in, ho letteralmente allagato la hall perché era come se avessi fatto un bagno vestito! Causa pioggia ho saltato Palos de la Frontera, il luogo da cui è partito Cristoforo Colombo alla ricerca di una via alternativa per le Indie. Da quel punto per proseguire verso Gibilterra, a sud, bisogna lasciare la costa e deviare verso Siviglia in quanto la vasta pianura alluvionale costiera alla foce del Guadalquivir non è attraversata da una strada. Superfluo parlare di Siviglia, in quanto località giustamente famosa.

Da Siviglia seguendo il Guadalquivir fino al mare si arriva ad una località entrata nella storia delle esplorazioni umane, è Sanlúcar de Barrameda, il suo nome non dice niente alla maggior parte delle persone, eppure è da lì che è partita ed ha fatto ritorno la nave che ha compiuto la prima circumnavigazione del globo, fu Ferdinando Magellano ad iniziare quell’avventura, che però fu portata a termine solo da pochi superstiti. Ci tenevo particolarmente ad andare a Sanlúcar, che per un viaggiatore è a mio avviso un luogo molto simbolico. Da un luogo simbolico ad un altro, Punta de Tarifa, il punto più meridionale del continente europeo, che è anche lo spartiacque fra Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo. È una minuscola penisola chiamata Isla de las Palomas, distante un km dalla città di Tarifa. Lungo la strada da Tarifa a Gibilterra conservo il ricordo di un’emozione intensa, che è quella di aver visto l’Africa, anche se avvolta nella foschia. In quel tratto Europa e Africa distano solo 14 km.

Per parlare di Gibilterra mi avvalgo nientemeno che di Dante Alighieri, il quale nel canto di Ulisse scrive la famosa frase: “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”. Ebbene è proprio a Gibilterra che Ulisse, nella Divina Commedia, rivolto ai propri compagni, per spronarli ad andare oltre, ricorda loro lo scopo per cui sono venuti al mondo, che è quello di apprendere. Secondo la mitologia greca le Colonne d’Ercole erano i due promontori rocciosi situati ai due lati dello stretto e andare oltre significava andare verso l’ignoto e il pericolo senza poter fare più ritorno, Gibilterra era il “non plus ultra”.

A parte la mitologia, Gibilterra è un posto molto particolare, appartiene al Regno Unito ma è in Spagna di fronte all’Africa. Per entrare nella città c’è un passaggio a livello che si chiude non quando passa un treno, ma quando decolla o atterra un aereo! Infatti a causa dello spazio limitato la strada di accesso attraversa perpendicolarmente la pista dell’aeroporto. La prima volta che ci sono stato non lo sapevo e mentre ero in fila con la macchina e ho visto un aereo a pochi metri di quota ho pensato che stesse cadendo!

E siamo così giunti alla fine della nostra terza tappa. Vi diamo appuntamento a lunedì prossimo per proseguire questo fantastico viaggio insieme a Roberto.

redazione@vasport.it

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