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“I viaggi di… Roberto Falliva”, inizia oggi la nostra nuova rubrica

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In questi giorni nel mondo del ciclismo l’attenzione è focalizzata sul giro d’Italia e qualcosa, su queste pagine, vi abbiamo raccontato in occasione delle tappe abruzzesi. Come però spesso ci capita di fare vogliamo raccontare storie di sport a noi più vicine e nel caso specifico proprio nel mondo delle due ruote. I ciclo amatori sono davvero tanti e spesso li incrociamo sulle nostre strade. Ci sono quelli che si fanno il loro giro nel fine settimana, altri che partecipano a gare dilettantistiche su percorsi stradali o sterrati. Poi ci sono quelli che invece decidono di girare il mondo sfidando, spesso, condizioni meteo avverse o addirittura avventurandosi su percorsi sconosciuti. Ed è proprio la storia di uno di questi che vogliamo raccontarvi. Per chi scrive poi è anche più facile parlarne perché ha la fortuna di conoscerlo, personalmente, da 49 anni. Lui si chiama Roberto Falliva, 55 anni, di Scerni operaio in un’azienda della Valsinello ma con una passione smodata per i viaggi e per la bicicletta. Ha viaggiato tanto, inizialmente in auto o semplicemente prendendo aerei come tutti noi. Poi un giorno, in uno di questi, ha incontrato e conosciuto un giapponese che stava girando il mondo con la sua bici. A quel punto si è accesa una lampadina e quindi il desiderio, perché no, di provare a fare qualcosa di simile. Dopo aver programmato tutto nel minimo dettaglio studiando itinerari ed obiettivi da raggiungere Roberto ha deciso di partire alla volta della Spagna. Obiettivo: Percorrere tutti i km di costa del mediterraneo partendo dal Portogallo per arrivare ad Instabul. Non prima però di aver percorso tutti i km di costa del nostro bel paese.

Nella foto sono evidenziate alcune delle strade percorse in bicicletta“.

La cosa ovviamente ci è sembrata davvero interessante e degna di essere raccontata. Ecco perché vuole nascere questa nuova rubrica dal titolo: “I viaggi di……Roberto” ma domani il nome di battesimo potrà essere sostituito con quello di qualunque altro voglia condividere con noi e voi le proprie imprese sportive, che sia ciclismo piuttosto che running, walking o altro ancora.

In questa prima, chiamiamola puntata, ci siamo voluti far raccontare dal diretto interessato come è nata questa passione ma soprattutto l’idea di realizzare tutto ciò. Dalle prossime entreremo nel dettaglio dei viaggi con i racconti di incontri, aneddoti ma soprattutto tanto materiale fotografico!

Roberto, dopo questa nostra premessa, raccontaci un pò da dove è nata questa idea poi diventata una meravigliosa esperienza?

Prima di diventare un cicloviaggiatore ho maturato una discreta esperienza di viaggiatore avendo visitato 70 paesi di 5 continenti.
Sono sempre andato in bici, ma solo da 11 anni, all’età di 44 anni, è diventata una grande passione, da quando cioè ha sostituito la passione per il calcio, giocato a livello dilettantistico e amatoriale.
Da allora i km percorsi sono sempre andati aumentando sfidando l’anagrafe in maniera che io stesso non avrei mai immaginato, tanto che solo dopo i cinquant’anni fare un giro di oltre 300 km in giornata è diventato un obiettivo alla mia portata.


Come naturale conseguenza la mia propensione al viaggio si è trasferita sulle due ruote fondendo l’esperienza di viaggiatore a quella di ciclista.
Mi sono subito reso conto che percorrere una strada panoramica in bici è molto più coinvolgente e gratificante rispetto al percorrerla in auto, anche se molto più faticoso, ma è proprio quello che da più soddisfazione, quando cioè vedi lungo una salita il paese da cui sei partito sempre più in basso e più piccolo, e sei felice per esserci arrivato senza l’ausilio di un motore.

Bambini in Bolivia – La Paz


Il mio primo obiettivo di cicloviaggiatore locale è stato quello di andare in bici in tutti i 305 comuni abruzzesi percorrendo migliaia di km su strade spesso tortuose e disastrate. Ho impiegato anni ma alla fine ce l’ho fatta. Contemporaneamente, per rincorrere una mia vecchia idea, ho percorso tutta la costa italiana, grandi isole comprese, in totale circa 6000 km. Anche in questo caso ho impiegato qualche anno perché con gli impegni di lavoro non ho avuto molto tempo a disposizione.
In Italia ho girato tanto anche all’interno in tutte le 20 regioni, sempre alla ricerca di strade, città e paesi belli, ma anche sconosciuti, per soddisfare la mia innata curiosità di scoprire cosa c’è in ogni punto della cartina geografica.
Sono stato in tutti i 107 capoluoghi di provincia d’Italia, ed anche questa era una mia vecchia idea che ho portato a termine.
Dopo aver completato tutta la costa italiana ho continuato a percorrerla sconfinando nelle nazioni limitrofe, inizialmente Croazia e Slovenia ad est e Francia ad ovest, fino a che non ho pensato di percorrere su due ruote tutta la costa del Mediterraneo europeo, almeno quella della terraferma.


Una linea tortuosa e lunghissima da Gibilterra, all’estremità occidentale, fino allo stretto del Bosforo, dentro la metropoli di Istanbul, all’ estremità orientale della costa europea.
In altre parole dal punto in cui l’Europa tocca quasi l’Africa, al punto in cui nell’altra sponda c’è l’Asia.
Un viaggio attraverso dieci nazioni che ho completato quest’estate ad agosto, fra mille difficoltà.
Quando sarà possibile spero di proseguire lungo la costa atlantica della penisola iberica dato che dopo essere arrivato a Gibilterra ho proseguito fino a Lisbona, dando quindi inizio ad un nuovo progetto. Altro obiettivo in gran parte realizzato, ma da completare, è la traversata delle Alpi da ovest a est, dalla Francia alla Slovenia attraverso sei nazioni.
In totale per ora ho fatto in bici 109.000 km, ma spero di farne ancora tanti in futuro.

Ora se volete saperne di più ricordatevi di seguirci già dalla prossima settimana quando inizieremo a raccontare le storie di viaggio del nostro Roberto. Ne approfittiamo per rinnovare l’invito, a chiunque ne abbia voglia, di contattarci per raccontare qui insieme a noi le proprie avventure.

Michele Cappa
redazione@vasport.it

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