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I viaggi di… Roberto! Settima tappa

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Iniziamo dunque la settima tappa della nostra rubrica “I viaggi di Roberto” col nostro biker che lo avevamo lasciato in Francia nella scorsa puntata. A questo punto rientriamo in Italia ed è lui a raccontarcela così:

Sono così arrivato in Italia in cui ho percorso oltre 6000 km di strade costiere, 3700 km sulla penisola e il resto sulle isole, 2000 km solo fra Sardegna e Sicilia. Ci sono molti tratti in cui la strada più vicina alla costa si interna, per fare un esempio la strada “costiera” dell’Ogliastra fra Dorgali e Santa Maria Navarrese, che ha uno dei tratti di litorale fra i più spettacolari della Sardegna, è in realtà una strada di montagna che supera i 1000 metri di quota, da cui il mare non si vede. Sono numeri sorprendenti che non mi aspettavo, per fare un raffronto: la distanza in linea d’aria fra Roma e la parte del continente americano più vicina è di 5000 km. È evidente che non si può raccontare in poche righe un itinerario del genere, attraverso un paese straordinario e famoso come l’Italia, così un po’ a caso racconto qualche strada costiera o località meno conosciute. Da ciclista non posso non segnalare la pista ciclabile del ponente ligure, nella zona di Sanremo, che per molti versi è analoga alla nostra ciclabile dei Trabocchi, con una differenza: è aperta e non è stata pubblicizzata per anni prima di essere percorribile e terminata. Realizzata su un tratto dismesso della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia è dotata di gallerie restaurate ed illuminate. Quando ci sono passato non la conoscevo e rimasi molto positivamente impressionato.

Un’altra strada che mi è rimasta impressa, anche se per motivi opposti fra loro, è nella parte meridionale del Golfo di Napoli, si chiama via conte Girolamo Giusso, parte da Castellammare di Stabia sul mare e in 13 km sale ai 1100 metri del monte Faito. Fu fatta costruire dal conte Giusso che aveva comprato tutto il territorio del monte, dismesso dopo l’Unità d’Italia per fare cassa per il nascente Stato italiano. Serviva anche per portare il ghiaccio prodotto nelle neviere del Faito fino a Napoli, prima che che ci fossero i frigoriferi. È una strada che nei punti in cui la vista è libera regala panorami tra i più belli in assoluto del Golfo di Napoli, davvero mozzafiato. Purtroppo non solo è abbandonata e in degrado, ma viene usata addirittura come discarica abusiva. Sono rimasto allibito nel constatare che una strada così straordinaria, sia dal punto di vista paesaggistico che storico, fosse in tale stato.

Sempre sulla costa tirrenica c’è un punto panoramico che a mio avviso non è conosciuto quanto merita, è sul Monte Sant’Elia sopra la città di Palmi, in Calabria. È definito giustamente il “balcone sul Tirreno” e nelle giornate limpide si gode di una vista dello Stretto di Messina impareggiabile, con le due propaggini di Scilla e Cariddi narrate nell’Odissea, ed alle spalle la sagoma dell’Etna.

Infine un posto più all’interno che si raggiunge partendo dal lembo di mare più meridionale della penisola, da quella che si definisce anche come la punta dello stivale. È Roghudi vecchio, un paese abbandonato abbarbicato su un’aspra collina sopra una fiumara. Un luogo ricco di fascino che come tanti altri avevo già visitato in macchina, ma ho voluto sperimentare l’emozione di tornarci in bici.

Siamo così arrivati anche alla fine di questa puntata. Se volete continuare a conoscere le meravigliose coste del mediterraneo continuate a seguirci insieme a Roberto ed i suoi racconti. A lunedì prossimo

redazione@vasport.it

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