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Motociclismo

Iannone, riposo a Vasto: “Teniamo botta, restiamo a casa”. Attesa per la sentenza sul doping

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Anche la MotoGp ferma per il Coronavirus. L’avvocato De Rensis passa al contrattacco e non accetterà eventuali squalifiche

Non trascorreva così tanto tempo nella sua Vasto ormai da anni. Tra impegni lavorativi e svago Andrea Iannone tornava a casa solo per qualche toccata e fuga. In questi primi mesi del 2020 però la storia è cambiata, rientrato in città prima dello scoppio totale dell’emergenza Coronavirus dovrà trascorrere ancora altri giorni qui in attesa di conoscere come potrà muoversi nelle prossime settimane.

Su di lui pende ancora la stop forzato causa doping, una storia che ormai va avanti da quasi tre mesi, tra veleni e tempi lunghi nonostante le carte presentate dalla difesa del trentenne pilota vastese. In attesa della sentenza della Corte Disciplinare della FIM l’avvocato Antonio De Rensis è passato all’attacco puntando il dito contro il pm Jan Stovicek: “Che sia presidente della Federazione ceca è storia – le dichiarazioni rilasciate a Sky Sport e riprese da La Gazzetta dello Sport – che sia manager di piloti lo ha scritto anche ‘Il Corriere della Sera’. E non mi risulta sia stato querelato citando anche il nome in Moto3 del pilota che rappresenta insieme al fratello. Ho piena fiducia nei giudici e sottolineo che c’è anche un giudice ceco e non abbiamo fatto nessuna ricusazione. Però chiedo, siccome l’accusa è una parte: se ci fosse stato un giudice italiano qualcuno avrebbe detto qualcosa?

La pubblica accusa è ceca, c’è un giudice ceco, noi siamo sicuri che saranno al di sopra di tutto. Noi abbiamo portato una documentazione scientifica, dall’altro lato abbiamo visto solo foto di Andrea Iannone in mutande, e un consulente che dice ‘Per quanto ne so bisognerebbe fare studi più approfonditi’. A fronte di questo sono stati chiesti quattro anni”.

Si resta in attesa della sentenza che tarda ad arrivare ma l’avvocato di Iannone ha le idee molto chiare: “Spero che questa vicenda finisca molto prima. Ringrazio Aprilia e il dottor Massimo Rivola per il supporto umano che ci stanno dando dall’inizio della vicenda. Ritengo che Andrea Iannone non possa essere accusato sulla base di queste prove. Chiedere quattro anni sulla base di queste argomentazioni sia un atto che non ha alcuna valenza né giuridica né scientifica. Noi ricorreremo al Tas per qualunque squalifica. L’atleta ha dimostrato al 51% che la sua versione è assolutamente attendibile. Questo lo dice la scienza, non un avvocato. Ho semplicemente riportato ciò che dicono gli scienziati. Il testosterone urinario è bassissimo ed è incompatibile con il drostanolone”.

Nel frattempo la MotoGp è ferma, il Coronavirus preoccupa, per questo motivo si è deciso di posticipare di due mesi la partenza della classe regina. Inizio a maggio, i primi 4 gran premi (Qatar, Thailandia, Stati Uniti e Argentina) inizialmente previsti tra marzo e aprile verranno recuperati nel corso della stagione. Nel frattempo Iannone si sta godendo, a Vasto il suo “parco giochi” (definizione pronunciata dal diretto interessato su alcune stories pubblicate sul profilo Instagram) con “hobby e passioni”. Il suo quartier generale vastese dove, da solo, si allena tutti i giorni per continuare a restare in forma in attesa di capire quando potrà tornare in pista. Nei video apparsi sul social ha messo in mostra gran parte del suo “parco giochi” tra tute, moto e go kart, i ‘compagni di viaggio’ di una carriera iniziata quindici anni fa. Non sono mancate le sue parole riguardo la pandemia che sta colpendo l’Italia e non solo: “Un momento difficile per tutti, teniamo botta, se restiamo uniti seguendo tutte le indicazioni che ci stanno dando tutto andrà per il meglio. Restiamo a casa, ci sono tante cose utili da fare, un abbraccio immenso”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it