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IL CALCIO ABRUZZESE HA ABBASSATO LA CRESTA, NON LA TESTA

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In piena regressione mondiale il gioco del calcio, tutto sommato, ha tenuto botta alla grande. Mediamente, le società che non ce la fanno a continuare sono due, tre, al massimo quattro, e solitamente sono società di serie C. Scendendo di categoria la situazione è anche migliore, ma fermiamoci in Abruzzo, regione sempre ben rappresentata tra i professionisti nonostante un bacino d’utenza limitato. E’ riesplosa la passione, una passione a buon mercato. Tanto se non si riesce ad andare avanti e si molla, chi ti può crocifiggere? E’ una regola non scritta che ha permesso a tante realtà di sopravvivere, se non addirittura di vivere annate indimenticabili. Penso al Vasto Marina, capace di disputare dignitosi campionati di Eccellenza, raggiungendo per tre anni consecutivi i quarti di finale a livello nazionale nella categoria Juniores. Penso al Montorio, unica società abruzzese sempre presente in Eccellenza dalla sua costituzione dopo circa vent’anni. Penso all’Acquaesapone guidata salva in porto da “Capitan” Peppe Naccarella per quattro stagioni di fila, nonostante un budget essenziale. Penso al Cupello della famiglia Di Francesco, stabilmente in posizioni dignitose, a ridosso della zona play off. Anche in Promozione le cose non sono andate molto diversamente. Le società svolgono attività calcistica piena quasi per l’intero anno solare, mentre ai tempi d’oro del calcio ricco prima della fine di giugno non si muoveva foglia. Magari si prendeva tempo, in attesa di verificare se per caso non dovessero ritrovarsi a fare i conti con una nobile decaduta, cosa accaduta quasi puntualmente. Vasto, Chieti, Giulianova, Lanciano, Teramo, Avezzano, L’Aquila, è successo un po’ a tutte di “ripartire”, e più volte. Senza contare altre realtà per bacino cittadino, da Francavilla a San Salvo, da Sulmona a Penne, Ortona e parecchie teramane, territorio d’avanguardia del calcio regionale. Oggi, no, chi c’è c’è, questo possiamo spendere e questo spendiamo, anzi prima ci muoviamo e prima riusciamo a costruire una squadra dignitosa. Va da sè che in Eccellenza quest’anno sarà bagarre fino all’ultimo respiro con Chieti e Real Giulianova in pole, ma attenzione alle eventuali conferme di Paterno e Francavilla, salvo ripescaggio in Serie D, di Martinsicuro e Alba Adriatica, nonostante le importanti partenze dei loro giovani migliori già protagonisti la scorsa stagione. E poi c’è l’Angolana, sempre temibile, il Sambuceto che non bada a spese, il neo promosso Spoltore che non intende recitare Cenerentola. Insomma, per Cupello e San Salvo s’intravede all’orizzonte un campionato tanto affascinante quanto impegnativo. Mancano due cose, finora, rispetto ai tempi più scoppiettanti: allenatori e giocatori di categoria superiore, o comunque affermati. Fa manbassa solo il Lanciano in Promozione (se ripescato). Il Chieti si affida ai gol di Vito Marinelli, a nostro avviso il miglior centravanti della categoria, non certo ad un acclamato bomber di Serie D o C come accadeva in passato. Il Real Giulianova fa lo stesso con Orlando Aquino, napoletano dal talento innato che ha trovato in Abruzzo la sua terra d’oro. Insomma, blasonate sì, ma umane.

E’ molto lungo l’elenco dei tecnici tenuti in naftalina da questo calcio a buon mercato, fatto troppo spesso da dirigenti spregiudicati o sprovveduti. Che in qualche caso, impongono anche le formazioni o scelte singole. Il disoccupato di lusso dell’estate 2017 è Fabio Montani, una serie D sfumata nella finalissima contro il Fabriano ed un’attesa per l’eventuale ripescaggio che si fa spasmodica. Solo in tal caso rimarrà in sulla panchina del Francavilla dove in un anno e mezzo ha fatto davvero 2000 punti…Meglio stare alla finestra ed aspettare, far fruttare l’incredibile lavoro svolto a Valle Anzuca. La legge del calcio è spietata, ti dà e ti toglie. Entro Natale salteranno diversi allenatori e sarà in quel momento che sia lu, sia altri in attesa, potranno fare le migliori scelte.