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Calcio

Immortali rossoneri: Mario Giancristofaro, chi la storia la racconta

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Mario Giancristofaro è il presidente onorario del club. Ma è anche colui che da 40 anni ne racconta le gesta dal punto di vista giornalistico

La storia rossonera non è fatta solo di chi scende in campo.

Ma anche di chi la racconta, di chi la vive, di chi ne è parte integrante da un’altra prospettiva.

Tra gli immortali rossoneri, dunque, c’è Mario Giancristofaro, giornalista frentano, storica firma del quotidiano il Messaggero d’Abruzzo.

Il giornalista lancianese per antonomasia.

Mario è anche presidente onorario del club rossonero dal 2017, anno della rinascita del Lanciano Calcio 1920.

Con Mario è sempre un piacere parlare: i suoi occhi trasformano in racconto il vissuto, le emozioni, le sfaccettature della storia rossonera.

Nelle pieghe della sua memoria c’è il Lanciano, c’è Lanciano, raccontata sempre con la professionalità di chi osserva e spiega senza mai una sbavatura.

Ma Mario, inutile negarlo, ha il cuore rossonero.

Un cuore che, da una vita, batte per il calcio frentano.

Potrei legare la mia passione per i colori rossoneri a questoaneddoto, una primizia mia raccontata sui giornali. Non ricordo l’anno – spiega Mario a Vasport – ma la vicenda mi è ancora bene impressa nella mente. Ero molto giovare, il Lanciano giocava in Promozione al Villa delle Rose. I soldi per pagare il biglietto non era facile trovarli. Io avevo una Vespa 125: una domenica con due amici la spingemmo a fatica in mezzo alla pista, a ridosso dello steccato che limitava il campo, al lato opposto delle tribune. Salimmo sui sellini, riuscendo ad avere una buona visione di tutto il campo. Insomma, ci gustammo la partita a sbafo. La brutta sorpresa il giorno dopo. Sotto i portici, a fianco dell’ex bar Valloreggio, c’era una bacheca con le notizie del Lanciano. Andai a guardare come al solito e trovai una foto con noi tre sulla Vespa a guardare la partita e sotto la scritta “Ecco i portoghesi”. Una vergogna, per giorni fummo presi di mira da tutti, fortuna – conclude sorridendo Mario – che non c’era ancora Facebook!”.

Per Mario, però, raccontare il calcio a Lanciano è soprattutto una professione.

Professionalità che si è ulteriormente palesata, nel 2001 assieme al figlio Luca, nella scrittura di un libro che narrava le più recenti gesta rossonere culminate con la promozione in terza serie.

Seguo il Lanciano, come giornalista, da oltre 40 anni. Anche se, come corrispondente del Messaggero, ho scritto più di cronaca e politica che di sport. Per il Lanciano Calcio, negli anni, i miei collaboratori principali sono stati il compianto Giuseppe Giannattasio e mio figlio Luca. Con Luca ho scritto, nel 2001, anche un libro, “Cuore Rossonero”, che ha avuto un buon successo, in cui si raccontavano le 3 promozioni in 4 anni (1997-2001) del Lanciano: dall’Eccellenza alla C-1”.

Mario, le domeniche, gli stadi. Luoghi e contenitori di storie, racconti, emozioni vissute e raccontate con l’abilità di chi ti rende partecipe nei suoi articoli.

Con due perle calcistiche che sono rimaste impresse nella sua memoria da tramandare.

Avrò visto segnare migliaia di gol dai giocatori rossoneri, anche importantissimi per la classifica. Ma le emozioni maggiori li ho provati per due calci di punizione. Uno è legato al nome di Luca Leone, mitico capitano rossonero. Al “5 Pini” di allora c’è lo scontro promozione al Cnd con la Renato Curi di Cetteo Di Mascio. La partita non si sblocca. Al 93’ punizione dal limite per i rossoneri. Nel silenzio totale dei 3 mila presenti, batte Leone: breve rincorsa e gol. Esplode la festa. Poi ci saranno altre partite ma la vittoria del campionato è venuta da quel calcio di punizione. L’altra punizione del mio cuore è in Serie B, autore Carlo Mammarella, capitano del grande Lanciano della serie cadetta. Una gara in notturna contro l’Empoli di Maurizio Sarri. Si gioca in notturna con il fascino delle luci e delle emozioni della notte. La partita si sta concludendo sulla parità 1-1. Ultimo minuto di recupero, punizione per il Lanciano. Va alla battuta Carletto col suo leggendario sinistro. Tutti col cuore in gola che batte a mille. Parte il tiro e gol della vittoria, che ci permette anche di superare l’Empoli in classifica. Esplode letteralmente lo stadio”.

Sintetizzare i primi cent’anni di storia del Lanciano non è compito agevole.

Chiediamo a Mario di farlo, in poche righe.

Il compito è arduo.

E’ lunga di cento anni la storia del Lanciano Calcio, con tante gemme e anche delusioni. Potrei parlarne per giorni. Mi limito a dire che per me, come per tanti altri lancianesi, quella per i colori rossoneri è grande passione. Abbiamo anche corso il rischio di scomparire per sempre, invece siamo ripartiti. Prima grazie a un gruppo di appassionati, poi per l’arrivo di un personaggio, competente quanto generoso: il presidente Fabio De Vincentiis, che sta guidando con competenza e amore il nuovo cammino del Lanciano. De Vincentiis mi ha dato anche la gioia di volermi come presidente onorario di questa nuova società. Ne sono orgoglioso. Il presidente e i suoi collaboratori, tutti validissimi e legati ai colori rossoneri, oltre che raccogliere successi sportivi hanno rimesso in moto la scuola calcio e il calcio giovanile a Lanciano. Adesso siamo in Eccellenza, ma guardiamo lontano, Forza Lanciano!“.

Grazie a Mario Giancristofaro, anche lui nell’olimpo degli immortali rossoneri.

Chiunque può fare la storia. Solo un grande uomo può scriverla” diceva Oscar Wilde.

Mario fa parte della categoria dei grandi uomini che possono scriverla.

Alessio Giancristofaro

Foto: dal profilo Facebook di Mario Giancristofaro