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La cultura sportiva e il rispetto dei compagni e degli avversari

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Chiunque pratichi uno sport, specialmente se è uno sport di squadra, impara a stare in un gruppo, a condividere e a rispettare le regole e a individuare punti di riferimento all’interno di tale gruppo. Ma qualcosa di simile succede anche negli sport individuali, che comunque richiedono la condivisione di spazi e attività (la palestra, la piscina, la pista d’atletica, ecc.). In ogni sport si costruiscono delle relazioni umane e il rispetto verso i propri compagni di squadra e verso allenatore e staff è fondamentale. Puntualità agli appuntamenti, impegno negli allenamenti e nelle competizioni, riconoscibilità dell’appartenenza, come ad esempio l’indossare la divisa della società, sono tutti atteggiamenti di rispetto che si ha nei confronti di se stessi e della propria squadra. Rispettare i propri compagni e gli allenatori all’interno di un gruppo sportivo è importante per crescere come individuo e come atleta. Quando un allenatore parla è buona regola ascoltarlo attentamente per poi mettere in pratica i suoi insegnamenti, che siano di natura tecnica, tattica o comportamentale. Allo stesso modo se un compagno ha delle difficoltà, è giusto aiutarlo e farlo sentire partecipe della squadra.
È inutile sentirsi superiore agli altri solo perché si pensa di giocare meglio, perchè è proprio aiutando il compagno in difficoltà che si fa il bene di un gruppo. Una squadra che si rispetta reciprocamente la si nota subito durante un avvenimento sportivo: incoraggiare sempre il compagno nonostante abbia commesso un errore, ad esempio, è sintomo di grande coesione. Purtroppo molto spesso si assiste a insulti e offese verso i propri compagni di squadra. Una squadra che si comporta così arriverà difficilmente all’obiettivo sportivo prefissato.

Durante una gara o una partita ci si confronta sempre con degli avversari. Qualunque sia la forza dell’avversario è importante avere anche verso di lui un atteggiamento di rispetto e di stima. Molto spesso si assiste a insulti e offese che, oltre a far scendere il proprio livello di attenzione e concentrazione durante l’evento sportivo, creano una situazione davvero spiacevole verso chi assiste sugli spalti. L’insegnamento della cultura sportiva parte anche e soprattutto dal rispetto verso l’avversario. Il riconoscimento del merito degli avversari è una pratica di lealtà, così come riconoscere la giustezza della sconfitta ed il valore dell’avversario. Sarebbe auspicabile stringere la mano e complimentarsi con l’avversario qualunque sia il risultato sportivo finale, magari con un “terzo tempo” al quale possano partecipare entrambe le squadre. L’agonismo a volte fa dimenticare che lo sport dovrebbe essere solo una delle più grandi forme di socializzazione.

 

Andrea Giove – andreagiove@vasport.it