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Calcio Giovanile

La Palestra dei Salesiani diventa polo vaccinale. I bambini costretti a giocare al freddo

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Siamo quasi alle soglie dell’inverno ed i bambini di molte società di calcio giovanile vastesi sono costretti ad allenarsi all’aperto. Cosa normalissima per le categorie “esordienti”, “giovanissimi” ed “allievi” ma non certo per “piccoli amici”, “primi calci” e “pulcini” facenti parte della fascia d’età compresa tra i 5 ed i 9 anni, quando cioè le difese immunitarie sono ancora basse ed il rischio di prendere dei malanni è davvero alto.

E’ questo il motivo per cui generalmente le società, nei periodi più freddi, si rifugiano al chiuso. Negli anni passati la maggior parte di esse chiedeva ed otteneva l’utilizzo della palestra comunale de “I Salesiani” con equa ripartizione delle fasce orarie. A fine agosto, però, è stato aggiudicato il bando di gestione di tale struttura vinto dall’Associazione Sportiva dilettantistica Real Athena San Salvo la quale, come da specifiche contrattuali, avrebbe permesso alle altre associazioni, non solo calcistiche, di usufruire della struttura, concordando ovviamente fasce orarie e canone di locazione.

Ad oggi però la società di Domenico Travaglini non ancora riesce a prenderne possesso perché, da inizio ottobre, la palestra è stata convertita in centro vaccinale ( pare funzioni solo due mezze giornate a settimana ). Il palasport, infatti, è tornato nella disponibilità della Vasto Basket che, da diversi anni, gestisce la struttura stessa.

Al fine di ovviare temporaneamente a questo inconveniente da più di un mese le società sportive vastesi hanno chiesto alla provincia di poter usufruire, grazie a canoni calmierati definiti da tale ente, delle palestre scolastiche che, appunto, ricadono sotto l’egida della Provincia stessa.

Dalle informazioni in nostro possesso due associazioni in particolare, Virtus Vasto e Pgs Vigor Don Bosco, hanno fatto domanda per usufruire della palestra del Liceo Scientifico. Nonostante la dichiarata disponibilità dell’ente e del consiglio d’istituto ad oggi la pratica è ancora in alto mare. Pare che a più riprese siano stati chiesti documenti suppletivi, finanche una polizza fideiussoria a garanzia di eventuali danni arrecati alla struttura.

Fin qui i fatti, ora però delle considerazioni è opportuno evidenziarle perché se è vero come è vero che la campagna vaccinale, dopo un picco di somministrazioni avvenuta negli scorsi mesi, è decisamente rallentata perché allora spostarla in un’altra palestra? In questo modo si è messo in difficoltà le società ma soprattutto le famiglie che, in questo periodo particolare, sono costrette a sacrifici economici al fine di permettere la pratica sportiva ai propri bambini. Poi però capita, come la scorsa settimana, che arrivano giorni di pioggia o freddo e le attività vengono sospese e difficilmente recuperabili.

Un disagio che solo chi lo vive o ha vissuto può capire. Si sarebbero potute trovare soluzioni differenti. Magari spostare le somministrazioni anti-covid19 al centro vaccinale di via Michetti o, perché no, coinvolgere qualche parrocchia dotata di ampi spazi interni ed esterni.

Ad esempio perché non pensare alla chiesa San Paolo con la sala convegni presente al piano inferiore? Siamo certi che il vicario del Vescovo sarebbe stato ben lieto di mettersi a disposizione della città e del sindaco.

Vogliamo augurarci che la situazione possa essere risolta a stretto giro. Noi vigileremo e magari se le cose non dovessero cambiare ci faremo promotori di una petizione tra le famiglie da portare all’attenzione della nuova giunta comunale. La cosa paradossale è quella che un’Associazione sportiva, aggiudicataria di un regolare bando, non possa prendere possesso della struttura senza sapere, ad oggi, quando le verrà concesso un legittimo diritto.

michelecappa@vasport.it

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