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Calcio a 5

La settimana d’oro del baby Fior: patente e debutto da titolare in A

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A 18 anni e a sorpresa grande protagonista della prima vittoria nerazzurra in campionato

Nell’Acqua&Spaone c’è una bella favola, tutta da raccontare. Al momento siamo solo alla prefazione, ma dalle prime righe scritte i prossimi capitoli sembrano promettere davvero bene. Il post Stefano Mammarella, il più forte portiere del mondo, potrebbe essere già in casa. I nerazzurri non dovranno guardare altrove, probabilmente, per la successione della “saracinesca” quando deciderà di appendere i guanti al chiodo. Non che quel giorno sia prossimo, avendo Mammarella ancora tanto da dare al futsal (e all’Acqua&Sapone), ma l’erede è già pronto e può crescere tranquillamente all’ombra del maestro.

L’erede si chiama Alessandro Fior, ha solo 18 anni e contro l’Italian Coffee Petrarca ha debuttato in A da titolare al culmine di una settimana personale davvero indimenticabile. Lunedì 23 aveva infatti preso la patente e sembrava già una settimana da ricordare nel suo personale percorso di crescita. Ma poi ad Alessandro Fior le cose si sono messe ancora meglio: alla ripresa degli allenamenti si è spalancata la porta… della serie A.

Martedì scorso il mister mi aveva già detto che avrei potuto giocare. Ci ho messo l’anima ogni giorno ed è andata bene”, racconta Fior. A 18 anni e 155 giorni, il portierino del 2001 dell’Acqua&Sapone Unigross ha giocato la sua prima partita da titolare in serie A sostituendo una delle icone del futsal mondiale.. “Si è realizzato il sogno. Sono contentissimo. Non vedevo l’ora che arrivasse il mio momento, e sinceramente non pensavo arrivasse così presto…”, dice il numero 16 nerazzurro, acquistato a titolo definitivo in estate dai veneti del Futsal Giorgione.

L’infortunio al polso di Stefano Mammarella gli ha spalancato le porte dell’olimpo. Ad Arzignano, Bellarte aveva fatto giocare Mambella. Alla prima in casa ha scelto il giovane di Tombolo. Prima di entrare sul parquet, è stato proprio Mammarella a prenderlo in disparte per gli ultimi suggerimenti: “Poche parole, mi ha detto di stare concentrato e sereno per dare tranquillità anche alla squadra. Dopo la partita mi ha fatto i complimenti e mi ha fatto la classica richiesta: portare i pasticcini al palazzetto questa settimana. Anzi, doppia richiesta: dolci e salati”, racconta divertito il portiere che frequenta il Liceo D’Ascanio di Montesilvano e quest’anno dovrà affrontare anche l’esame di maturità. 

Il suo debutto assoluto in serie A coincide anche con la vittoria sul Petrarca per 7 a 4. Davvero il modo migliore per conservare il ricordo di una giornata storica per la sua carriera: “Vincere era la cosa più importante, non solo pe me ma per la squadra. Conquistare i tre punti alla prima in casa era quello che serviva per dare fiducia a tutti noi”. La prima in serie A merita una dedica abbondante e speciale: “Alla mia famiglia che mi ha lasciato venire qui: per i miei è stato un grande sacrificio, non volevano all’inizio. A Robson Marani, il mio primo mister nel calcio a cinque. Al ct Tarantino, uno dei primi che ha creduto in me, convocandomi in Nazionale Under 19. A tutti i membri del comitato veneto della Lega dilettanti, per avermi portato in Rappresentativa: mi hanno aiutato a mettermi in mostra fuori regione. E poi alla società Acaua&Sapone, e al mister Luca Di Eugenio: senza di lui, oggi non sarei qui. E anche al coach Bellarte, che mi ha fatto giocare questa prima partita in serie A”.

Non c’è molto tempo per cullarsi sugli allori, e forse è anche meglio così: stasera alle 20 al PalaToLive di Roma si gioca la 3a giornata contro la Cybertel Aniene dell’ex Zanchetta. Ma chi giocherà tra i pali? Fior o Mambella? “Non lo so. Spero di giocare, senza togliere nulla a Francesco, ovviamente. Noi due abbiamo il migliore al mondo davanti, è difficile pensare di rubargli il posto, a meno che lui non abbia qualche fastidio, come in questo periodo”.

Fior al debutto sabato scorso


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