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LA VASTESE DI TUMINI, UN RAMMARICO ANCORA VIVO

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Sono passati esattamente trent’anni. Sembra ieri. Di questi giorni stava nascendo forse la più bella società che il calcio vastese abbia mai avuto. Il Vasto 82 era appena retrocesso in Promozione dalla Serie D (l’Eccellenza non c’era), al termine di una stagione tipicamente assurda ormai da diversi anni caratterizzati da saliscendi continui. A Fermo, i biancorossi perdono una partita abbondantemente edulcorata tra le parti, ma il diavolo fa solo le pentole, non i coperchi. Tre pali, un rigore sbagliato, un gol divorato a porta vuota e infine una punizione presa da oltre trenta metri finita dritto dritto sotto l’incrocio dei pali della porta difesa da Michele Albergo. Finisce in classifica avulsa con Penne, Pineto e Osimana e la Lega inventa un genere di classifica avulsa di dui non si avevano precedenti, nè mai più fu attuata. Prima l’Osimana, poi le tre abruzzesi a pari punti, e la Lega Dilettanti per dirimere la matassa senza la coda degli spareggi stabilisce che nel computo di risultati e gol tra le tre abruzzesi ci siano anche i risultati della squadra marchigiana!!! E perchè mai, cosa centra l’Osimana? In parole povere a sancire la retrcessione del Vasto 82 a vantaggio di Pineto e Penne è il 4-1 rimediato dai biancorossi in terra marchigiana. Testualmente, il giorno dopo, telefonicamente dalla Profumeria Florio, la segretaria del Presidente della Lega Dilettanti di fronte alle mie proteste: “Cosa le devo dire signore, se il portiere del Vasto ad Osimo era più in forma forse retrocedeva un’altra squadra”. Insieme allo stuolo di tifosi che attendeva delucidazioni davanti al negozio, in pieno centro, rimasi basito. Nasce, dunque, di lì a poco, la Vastese calcio. Il Presidente è un giovane imprenditore non molto noto, tale Gabriele Tumini. Una famiglia, un gruppo di amici davvero uniti dalla passione per il calcio, alcuni tra loro anche dal lavoro, e dal quotidiano. La sede della società è altrettanto umile, essenziale, ubicata in Piazza Dante Gabriel Rossetti, di fronte all’ingresso della sede del Liceo Scientifico. Gli altri dirigenti sono Pietro Iacovitti, Franco Paolini, Raffaele Felice, Arbore, Cesario Pomponio, Nicola Carmenini, Lino Frasca, Della Rocchetta, e naturalmente il Dirigente per eccellenza, l’Avvocato Federico De Mutiis, a Vasto, Il Calcio! Ce ne sono anche altri che pur assicurando un contributo minore vivono quell’avventura ugualmente con grande entusiasmo e partecipazione. Un’annata fantastica che la società intese strutturare per un pronto ritorno in Serie D costruendo la squadra attorno al capitano Massimo Vecchiotti, fresco di promozione in C/2 con il Celano e confermatissimo dalla famiglia Piccone. Il richiamo della maglia biancorossa lo riporta all’Aragona insieme ai reduci di Fermo, Fiorillo, De Santis, Paolucci e Pasquini, oltre a Castorani di ritorno dal servizio di leva e ai nuovi arrivati Alesiani, Punzo, Ciampoli, Gaeta, Marangi e Castignani. Renzo Rossi è l’allenatore. La Vastese di Gabriele Tumini deve chiudere i conti con il Termoli nello scontro diretto del 17 Aprile ’88. Ad un quarto d’ora dalla fine, un piazzato dell’estroso Brandimarte buca Castignani e spegne una Curva Tobruk allungata di tre gradoni in tubi Innocenti per l’occasione e gremita all’inverosimile. La dea bendata chiude un occhio, ma non tutti e due. E così quindici giorni dopo accade l’impensabile. Ai 2500 termolesi che raggiungono Altino per vincere e festeggiare la doppia goduria di salire in D a scapito degli acerrimi rivali, non resta che vivere un autentico incubo dopo che il terzino Rinaldi devia nella propria porta una conclusione senza pretese del centravanti Scutti. All’Aragona la Vastese soppianta il Miglianico sotto una valanga di reti (8-0) e lo stadio, quasi vuoto all’inizio, va rienpiendosi man mano che si sparge in città la notizia del vantaggio altinese. La prima grande sfida della Vastese di Gabriele Tumini è vinta! L’anno seguente in Serie D, biancorossi ancora protagonisti. Al termine di un entusiasmante testa a testa, a spuntarla è il Castel di Sangro dei miracoli, quello che alcuni anni dopo raggiungerà addirittura la Serie B. Nell’ultima giornata, i giallorossi battono di misura a pochi minuti dalla fine la Castefrettese e a nulla vale la vittoria dei ragazzi di mister Rossi ad Osimo. A decidere la stagione furono i due scontri diretti, entrambi vinti dal castel di Sangro. Indiscutibile 3-0 all’Aragona e 1-0 con enorme ramamrico al Patini, grazie al gol del bomber Capoccia su corta respinta di Castignani da punizione di Danilo Ronzani, parsa ai più inesistente. Sui gol di Scotini, la fantasia di Fabrizio Paolucci e sull’asse di ferro a centrocampo, formato da Vecchiotti, Gaeta e De Santis, riparte l’assalto alla C/2. E stavolta, e l’anno giusto. Dopo undici anni rieccoci tra i professionisti, dopo un girone di andata dominato ed un ritorno al piccolo trotto, tuttavia senza avversari, per fortuna. Oltre 5000 tifosi incendiano l’Aragona nella gara contro la Santegidiese, in cui basta l’1 a 1 firmato Paolucci, Di Antonio. Tre anni fantastici, con una società davvero speciale. Un sogno che sembrava poter ripercorrere i fasti dei migliori anni ’60 e ’70 e che invece si spense sul più bello, in una sorta di coitus interruptus. Ai nastri di partenza della C/2 la Vastese si presenta con una squadra pazzesca, ma incompleta in attacco. In panchian spicca il ritorno di Tony Giammarinaro, che dal Chieti porta con se la coppia centrale difensiva formata da Maurizio Negri e Carmelo Genovasi. Pino Tortora sulla fascia, Candido Di Felice regista di lusso. E poi Giuseppe Brescia, Massimiliano Artibani, Enrico Russo, Andrea Ciaramella, Matteo Matteazzi (attuale diesse dell’Entella), Barbetta, Bosetti, Covelli e Valenzano. Un impegno da miliardi, la follia…Gabriele Tumini, a novembre, molla. Gli impegni sono salati e i dirigenti esposti pagheranno rate per diversi anni. In prima fila emerge la figura di Raffaele Felice che punta a diventare Presidente, una scelta che lo farà amaramente pentire. Tutto insomma, si sciolse come neve al sole, con il solo ingresso della politica che rompe qualsiasi cosa tocchi. Anche oggi. Un peccato, davvero un peccato. Un gruppo di amici capace di fare cose incredibili e poi di colpirsi alle spalle e sotto la cinta in una trama di situazioni di cui i protagonisti in primis han voluto perdere la memoria. Si fa per dire…

Gabriele Cerulli