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Calcio

Lanciano offesa di Di Gennaro. Mai così in basso in cento anni di storia rossonera

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Di Gennaro spacca la piazza. Toni ruvidi dell’ex capitano nei confronti di Lanciano e dei lancianesi

In genere ai genitori di scolari poco studiosi si dice che il ragazzo ha grandi potenzialità, ma non si impegna.

Nel caso di Francesco Di Gennaro si potrebbe dire che il ragazzo si impegna molto, ma non ha le basi. Non quelle calcistiche, ci mancherebbe. Ma del buon senso, del fare civile.

Di Gennaro non ci sta alle critiche che arrivano dalla tifoseria e cosa fa?

Critica a sua volta, usa un linguaggio ruvido e terra terra, è lui l’icona di una società allo sbando perché al momento della pubblicazione di questo articolo non è arrivata la benché minima presa di distanza dalle sue parole che mortificano una piazza che lo ha applaudito, ormai da tanti anni, quando, da perfetto sconosciuto, arrivò da Ferentino. E da qui, da Lanciano, iniziò la sua ascesa (meritata) calcistica.

Parole ancora più gravi perché pronunciate, non ancora si capisce bene a che titolo, da uno che vive di calcio ed è un professionista del calcio.

A memoria, fino alle 21 di ieri sera, veniva in mente, quale punto più basso, la conferenza stampa del 7 gennaio 2016 quando l’ex proprietà chiarì le partenze di Piccolo, Paghera e Di Cecco.

Galateo rispetto alla conferenza di ieri.

Insomma, Di Gennaro ha una strategia ben precisa: mettere la piazza contro la società. Per creare un alibi, per cercare la via più comoda per uscire. Ma la provocazione nei confronti della piazza rossonera ha un nome ed un cognome: Francesco Di Gennaro. Altre spiegazioni non sarebbero riscontrabili nella sfera logica e del buon senso umano.

Lo sproloquio dell’ex capitano del Lanciano che si presenta in sala stampa del “Guido Biondi” e sparla contro tutto e tutti ha tre effetti principali: demolire i tre anni e l’impegno di Fabio De Vincentiis in meno di un’ora, mortificare ed offendere non solo una tifoseria ma un’intera città, crearsi un alibi per lasciare la società.

Io gli ho detto venditi la società presidè, mai visto che i tifosi che vengono qui a calunniarti” è una delle tante frasi di Di Gennaro. Ancora: “Gli sponsor di Lanciano valgono per 50 mila euro e l’80 per cento viene da Mercadante. Lanciano è una piazza satura, forse sbagliamo noi. Volete sapere che ci fate con 50 mila euro? Ci pagate un mese e tre quarti di tutto l’ambaradan”. “Abbiamo avuto allenatori che si facevano comandare dai direttori, direttori che facevano da allenatori, Lucarelli voleva fare tutto, procuratore, direttore e giocatore. Pensate a troppe cazzate. A Lanciano non ci viene nessuno, in casa 80 biglietti paganti, 150 accrediti. Da oggi in poi, se ci sarò io, saltiamo con gli accrediti, non faccio fare l’accredito nemmeno ai dirigenti”.

E ancora: “Qua c’era il deserto, forse non vi è entrato in testa, io so tutto, non andate dietro alle chiacchiere della gente. Venite qua e cacciate i soldi. Ho voluto fare questa conferenza io, gli ho chiesto il permesso perché lui è il presidente. Ma un grazie, uno solo, a questo cristiano glielo diciamo invece di sputargli addosso. Ci sta tanta gente che lo vuole distruggere, anche tra i dirigenti, ma non vi preoccupate che arrivo anche la. Invece di dire grazie, sapete solo sputare merda addosso, solo a criticare, a distruggere ci vuole un secondo, a costruire ci vogliono anni e anni. Ma dove cazzo vogliamo andare?Di un deficiente vi dovete fidare e quel deficiente ce l’avete davanti. Il calcio è una cosa seria e non deve essere fatto da macellai, postini e professori. Se voi pensate che massacrate a me o a questo poveretto vi state sbagliando, iniziate a coalizzarvi e a darci una mano. Lui a Lanciano si aspettava di più, anche a livello di sponsorizzazioni”.

Affondo contro la stampa:Siete influenzati, non è colpa vostra, qua c’è stata fatta una guerra. Avete denigrato tutti, tutti, partendo dalla televisione, la stampa”.

Di Gennaro, ad un certo punto, si lamenta del fatto che nessuno lo ha chiamato per chiedere se fosse vera la voce di una sua rottura con Alessandro Lucarelli.

Strano che si lamenti ora e parli proprio adesso, a distanza di un anno, quando ha avuto 365 giorni per chiarire le cose. Ma non ha mai parlato, mai l’ha voluto fare. Forse avrebbe potuto spiegare, per tempo, tante cose. Ma ora il treno per Di Gennaro è passato ed è difficile che qualcuno lo voglia ascoltare ancora, sempre se ha qualcosa di serio e non offensivo da dire.

La frattura con la piazza è insanabile. Siamo al punto di non ritorno. Mai un ex capitano ha creato un disastro diplomatico del genere.

Peccato che Di Gennaro dilapidi chi la faccia (e i soldi) ce li ha messi per davvero (Fabio De Vincentiis).

Accusa lo stato maggiore della società: “Il vero problema è stato mettere troppi lancianesi all’interno della società, i Maio facevano avvicinare solo una persona, Cicci Diomede. Il lancianese si fa influenzare”.

Però proprio a quei lancianesi è stato dato il mandato più delicato, cioè quello di ricostruire una reputazione ad una piazza disillusa.

Se ancora c’è una società prenda subito le distanze dalle parole Di Gennaro. Sono già passate quasi 24 ore ma non s’è mossa foglia. Altrimenti si rischia di legittimare uno sproloquio mai sentito in un secolo di gloria calcistica della quale ha fatto parte da calciatore anche Di Gennaro. Scherzi del destino.

E intervenga immediatamente anche il sindaco Mario Pupillo e l’assessore allo Sport Davide Caporale. I primi ad essere offesi da Di Gennaro sono proprio loro che rappresentano Lanciano e i lancianesi.

Alessio Giancristofaro