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Calcio

L’estroverso e adrenalinico Ugo Claudio: “Per la Virtus Cupello frustrante lasciare qualcosa d’incompiuto”

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Il centrocampista classe 2003 in questa stagione con i rossoblù ha conquistato tante presenze dal primo minuto nonostante la giovane età

Un mese esatto senza calcio vero. Allenamenti e partite sembrano essere un ricordo lontanissimo, di più dei trenta giorni reali che vedono i veri protagonisti lontani dal rettangolo di gioco. Dalla Serie A in giù si aspettano notizie ufficiali per capire se e quando si ripartirà anche se nel dilettantismo i ragionamenti appaiono differenti rispetto al professionismo.

Tra uno sport e l’altro in questi giorni stiamo provando a raccontare i giovani prospetti interessanti di questo territorio, oggi la tappa si ferma a Cupello. In casa Virtus c’è Ugo Claudio, cupellese doc con trascorsi nelle giovanili del Pescara ma da due stagioni tornato in rossoblù. Un classe 2003 lanciato in pianta stabile in prima squadra dove mister Panfilo Carlucci gli ha consegnato tantissime volte (più di dieci) la maglia da titolare. Centrocampista di sostanza con tanta voglia di fare anche se alcune volte gli capita di andare oltre il consentito. A diciassette anni ha ancora tutto il tempo per imparare dagli errori commessi ma ha tantissime qualità che giocano a suo favore. Per questo è un diciassettenne interessantissimo e da seguire, fino a un mese fa si è divertito nella sua Cupello ma il futuro potrebbe riservargli piacevolissime sorprese.

Ugo Claudio, oltre un mese senza calcio giocato, come stati trascorrendo questi giorni lontani dal rettangolo verde? “Da tutti i giorni a zero è davvero dura. Manca il contatto con i compagni, manca il campo, mi alleno da casa per restare in forma ma non è mai come un allenamento in gruppo”.

Fino allo stop eravate una delle squadre più in forma in Eccellenza, quanto vi è dispiaciuto fermarvi sul più bello? “Qualcosa che va oltre il dispiacere, ovvero la frustrazione per aver lasciato qualcosa di incompiuto”.

Con il passare delle settimane pensi che tornerete in campo per completare questa stagione o si deve già pensare al 2020/2021? “Tutto dipenderà dall’evolversi della situazione che ci circonda anche se dovremo restare ancora però un po’ a casa. Io voglio tornare in campo, il prima possibile”.

Nonostante l’età hai già tante presenze da titolare in Eccellenza, pensavi di trovare con questa continuità? “Niente arriva per caso, le presenze dal primo minuto credo di essermele meritate perché quando in campo tra allenamenti e partite offro sempre il massimo impegno con l’obiettivo di lavorare come meglio non si potrebbe”.

A diciassette anni com’è stato affacciarsi nel mono dei grandi? “Il mio carattere estroverso è un punto a mio favore, non ho sofferto il salto in prima squadra. Mi hanno aiutato anche i compagni, ho un bel feeling con tutti”.

Croce e delizia, bene per le presenze essendo un 2003 ma tra prima squadra e juniores sono troppi i cartellini rossi, che ti succede in campo? “Il voler fare troppo e soprattutto l’adrenalina con cui scendo in campo, sempre al massimo, per questo a volte perdo il controllo”.

In tv quando guardi le partite a quale giocatore ti ispiri? “Anche se parliamo di un difensore mi ispiro a Sergio Ramos. Ha vinto tutto con club e nazionale, personalità infinita, da tantissimi anni sempre ad alti livelli, ce ne sono pochi come lui”.

In estate potevi passare alla Vastese, perché sei rimasto in rossoblù? “Sì, era una possibilità forte ma sono di Cupello conosco benissimo questa realtà, mi ci trovo bene e un altro anno in Eccellenza mi ha aiutato a crescere ulteriormente sotto diversi punti di vista”.

Nella prossima stagione ambisci a salire un gradino o non ti dispiacerebbe volare già nei professionisti? “Non vivo di aspettative ma lavoro con l’obiettivo di migliorarmi giorno dopo giorno, quello sì. Poi fra qualche anno vedremo dove sono arrivato, meglio lavorare sempre sul presente”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it