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Calcio Giovanile

L’intervista doppia ai “De” Santone: la Bacigalupo si coccola i fratellini di Vasto Marina

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Andrea e Davide, trentatré anni in due, da sempre con i vastesi sin dai primi calci. In questa stagione visti all’opera insieme negli Allievi e anche con la Juniores nella Bacigalupo Vasto Marina

I Santone da piccoli

All’anagrafe lontani 408 giorni, in campo vicini nonostante l’anno di differenza. Diversi ma uniti potremmo dire, mischiando le loro caratteristiche alle frasi motivazionali che accompagnano queste lunghe settimane condite, nostro malgrado, dall’emergenza Coronavirus. Andrea e Davide Santone, poco più che trentatreenni se sommiamo i 17 anni compiuti tre giorni fa dal primo e i 16 che raggiungerà l’altro il prossimo 25 maggio. Classe 2003 e 2004, due fratelli nati e cresciuti a Vasto Marina, nel calcio da sempre fedeli alla causa della Bacigalupo, basta dare un’occhiata alla foto in archivio per rendersene conto.

Si divertono tutti e due a centrocampo, Andrea, grande lo è anche nella statura, già importante nonostante la giovane età e come altri suoi pari età, oltre al campionato Allievi e Juniores, si è già tolto lo sfizio di esordire in Eccellenza entrando in campo al “Guido Biondi” nella sfida persa in casa del Lanciano. Per un 2004 impensabile già in questa stagione esordire in prima squadra ma Davide, nonostante i sedici anni ancora da compiere, ha quella giusta sfrontatezza che potrebbe portarlo presto in alto. Un peperino, tecnico ma già dotato di grande personalità, cerca sempre palla, paura non ne ha. Insieme in questa stagione si sono visti contemporaneamente in campo tanto con gli Allievi che nella Juniores, non sappiamo dove arriveranno con un pallone tra i piedi ma magari un giorno continueranno a regalarsi tante gioie uno di fianco all’altro anche su palcoscenici più importanti.

Da dove nasce la tua passione per il calcio?

Andrea: “Sono nato con il pallone tra i piedi, ci gioco con continuità da quando avevo 4 anni, partendo sotto casa fino agli inizi nella scuola calcio”.

Davide: “Con la palla è stato amore a prima vista. Un percorso graduale, dalle partitelle con i miei amici fino a far parte di una squadra vera”.

Il 2003 Andrea Santone

Quanto è difficile in questo mese stare lontano dal calcio?

A: “Non è facile stare distanti da campi e compagni così a lungo ma dobbiamo resistere ancora un po’ per tornare a divertirci tutti insieme. Speriamo al più presto”.

D: “Momento durissimo per tanti motivi. Manca tanto il rettangolo di gioco ma la salute viene prima di qualunque cosa e deve essere tutelata al meglio. Quando si potrà torneremo a sacrificarci e gioire in campo”.

Da sempre con la Bacigalupo, cosa rappresenta per te questa squadra?

A: “La mia seconda famiglia, qui sono cresciuto e ringrazio tutti, dai dirigenti ai tanti allenatori avuti in questi anni. Da parte loro c’è grande impegno affinché tutti stiano bene per poi poter rendere al meglio in campo”.

D: “Ambiente fantastico, una splendida realtà e una grande famiglia. Mi hanno accolto da quando ero piccolo, mi stanno crescendo al meglio, a me come tanti altri tesserati, un grazie grande”.

Cosa significa avere un fratello nella stessa squadra?

A: “In campo vedo Davide come mio compagno di squadra, nessuna differenza con gli altri”.

D: “Avere un fratello maggiore in squadra è una fortuna. Come avere un mister anche in casa, con lui mi confronto spesso per avere preziosi consigli”.

Un aggettivo per descrivere tuo fratello?

A: “Cattivo. Nell’accezione positiva del termine, in campo non gli importa chi ha davanti, non guarda in faccia a nessuno”.

D: “Altruista. Il suo impegno massimo è sempre a disposizione per la squadra, la antepone a tutto e tutti”.

Il 2004 Davide Santone

Quale qualità invidi a tuo fratello?

A: “Il senso della posizione. Si trova sempre nel posto giusto al momento giusto”.

D: “Il gioco aereo. Un gran colpo di testa, la palla in aria quando capita dalle sue parti difficilmente gli sfugge”.

In cosa deve migliorare tuo fratello?

A: “In fase di copertura deve crescere, gli piace sbilanciarsi troppo in avanti”.

D: “La cattiveria, soprattutto quando si trova sotto porta, perché come già detto prima è fin troppo altruista”.

In cosa devi ancora migliorare tu?

A: “Ho tanti difetti da cancellare, ho la fortuna di essere ancora giovane, con tanto allenamento e, spero, continuità di prestazioni mi aiuteranno a migliorare su ogni aspetto”.

D: “Soprattutto nella rapidità dei movimenti, con e senza palla. Costanza e sacrificio da parte mia non sono mai mancate, sono quelle che servono per migliorarsi ogni giorno”.

Qual è la tua fede calcistica?

A: “Milanista da sempre. Papà mi cercato di farmi cambiare idea e tifare Juventus ma quando guardo la storia della mia squadra mi viene la pelle d’oca”.

D: “Sin da piccolo tifo Milan. Anche se in questi ultimi anni vive di alti e bassi la mia fede calcistica non cambierà mai”.

Giocatore a cui ti ispiri?

A: “Ammiro Lionel Messi da sempre ma pensando al mio ruolo mi ispiro a Kevin De Bruyne, il belga del City è davvero eccezionale”.

D: “Frenkie de Jong del Barcellona. In campo lo ammiro perché riesce sempre a mantenere grande tranquillità esprimendo sempre al massimo le sue qualità”.

Qual è il tuo sogno calcistico che porti nel cassetto?

A: “Sognare è giusto, non costa nulla. Progetti però non ne faccio, so che con impegno e sacrificio sarà meno complicato togliermi qualche bella soddisfazione nel futuro”.

D: “Il mio sogno, come la maggior parte dei ragazzi che giocano a calcio, è arrivare nel mondo del professionismo. So che sarà difficilissimo ma ce la metterò tutta”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it