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Calcio

Nicolò e Massimiliano Cavuoti, distanti… ma uniti

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Il talento vastese, passato al Cagliari, è nell’isola anche dopo lo stop per il Coronavirus. Il rapporto col papà resta intenso

E’ la prima Festa del Papà a distanza per Massimiliano Cavuoti e suo figlio Nicolò, giovane talento del calcio locale da un mese e mezzo trasferitosi dalla Vastese al Cagliari. Anche con lo stop forzato determinato dall’emergenza Coronavirus, Nicolò è rimasto in Sardegna e il pensiero, oggi più che mai, corre verso l’amata Vasto.

La famiglia, gli amici, la città gli mancano tanto e il cambiamento di vita lo sta ancora assorbendo. Ora si fa pure i conti con una situazione del tutto nuova, ‘navigandovi’ tra comprensibili timori e preoccupazioni, ma anche speranze.

Per questa ricorrenza del 19 marzo il primo pensiero corre al rapporto con papà ‘Max’. Il distacco non è stato semplice da assimiliare, ma nel percorso di crescita che Nicolò ha iniziato anche questo è un tassello importante.

“Ci sentiamo quasi tutti i giorni – dice intanto l’ex arbitro ed assistente della Can di A e B -, tramite telefono e Whatsapp. E’ un momento difficile per tutti e l’ho ripetuto spesso anche a lui: ognuno di noi deve fare la sua parte per superarlo”.

Nicolò è a Quartu Sant’Elena, nella ‘foresteria‘ del club rossoblù di A ed il campo, a lui come a tanti compagni, manca moltissimo. Si fa forza nell’auspicio di ripartire al più presto con entusiasmo, seguendo le indicazioni, per mantenere un certo tono fisico, che pervengono da dirigenza e staff tecnico. Le prime apparizioni con le squadre del settore giovanile del Cagliari il ragazzo classe 2003 le ha affrontate con la formazione Allievi Nazionali, dividendosi tra gli allenamenti, prima del blocco, tra questo stesso gruppo e la Primavera. “Sarebbe dovuto tornare in questi giorni per la pausa dei campionati giovanili – aggiunge ancora il papà Massimiliano -, ma è stato meglio evitare spostamenti in un periodo così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo”.

Il discorso con papà Max scivola poi sulla passione per il pallone di suo figlio. “Ha amato il calcio sin da bambino, chissà magari gli ho trasmesso qualcosa pure io… Di sicuro il tifo comune per il Milan! Il suo primo allenatore è stato Lorenzo Major, poi c’è stato il percorso con la Virtus Vasto e con tanti allenatori che lo hanno accompagnato nella formazione e nella crescita prima della rapida evoluzione di questi ultimi mesi con la Vastese e mister Marco Amelia. Ama smisuratamente Leo Messi, per il calcio è davvero un predestinato. Ma resta un ragazzo coi piedi per terra e l’apprezzamento che colgo da più parti verso di lui non può che farmi piacere. In questi ultimi mesi la sua vita è stata letteralmente scombussolata e sono orgoglioso di come sta affrontando tutti questi cambiamenti”.

Il motto #distantimauniti, uno di quelli maggiormente ‘di tendenza’ in questi giorni di comunicazioni virtuali, fa davvero al caso di Massimiliano e Nicolò Cavuoti. “Distanti ma uniti, assolutamente – chiude Max Cavuoti – e facciamoci forza per ripartire con ancora maggiore entusiasmo”.

Michele Tana – redazione@vasport.it