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“Non penso che alcuno sportivo avrà un decadimento così importante”: parola al medico dello sport

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Riportiamo un interessante articolo da ‘Gazzetta Active’ a firma Maria Elena Perrero:

L’appello dal mondo politico ai runner ormai è praticamente unanime: state a casa. Ma che cosa succede al nostro corpo se per qualche settimana smettiamo di allenarci? “Non penso che alcuno sportivo avrà un decadimento così importante”, spiega a Gazzetta Active il dottor Andrea Panzeri, ortopedico e medico dello sport presso il Centro di traumatologia dello sport e chirurgia artroscopica (CTS) dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e presidente della commissione medica della Federazione italiana sport invernali (Fisi).

“Partiamo dal presupposto che l’allenamento e l’esercizio fisico fanno parte, insieme ad una corretta ed equilibrata alimentazione, del benessere psicofisico – sottolinea il dottor Panzeri – Ma sono stati anche condotti studi per capire che cosa accade al corpo di un astronauta che va due mesi nello spazio, in assenza di gravità. Nel marzo dello scorso anno uno studio coordinato dalla Nasa e dall’Agenzia spaziale tedesca ha seguito 24 volontari, 12 uomini e 12 donne, mentre, per due mesi, non facevano assolutamente nulla: semplicemente restavano a letto, senza alzarsi nemmeno per mangiare o per andare in bagno. Ebbene, in questa condizione estrema, lontana dalla nostra quotidianità anche adesso, si è assistito ad un discreto deterioramento della capacità respiratoria massima e ad una perdita di massa muscolare e ossea. Ma si tratta, appunto, di una condizione estrema, ben lontana da quella che ci troviamo a vivere noi adesso”.

Che cosa influisce sul deterioramento?  “Il deterioramento, o meglio, il decondizionamento, dipende anche dalla condizione fisica di partenza. Nel caso di una persona che sta in casa ma ha la possibilità di fare tutta una serie di movimenti ed allenamenti, il suo stato non cambia. Oggi, grazie alla tecnologia, siamo in grado di seguire tutta una serie di tutorial online che ci possono aiutare a non perdere la forma fisica. Anzi, in certi casi persone che prima si allenavano un paio di volte alla settimana adesso possono farlo anche tutti i giorni. E ne trarranno benefici”.  

Quando tempo ci vuole per ritornare alla situazione precedente? “Per ritornare alla situazione usuale ci vuole poco tempo. Se siamo stati fermi due settimane non ce ne accorgeremo quasi nemmeno. Ci sono atleti che vengono operati al legamento crociato anteriore e devono stare fermi per mesi. In questo caso per tornare ad avere la stessa performance precedente l’operazione ci possono volere anche alcuni mesi, ma perché si è subita un’operazione”.

Nel nostro caso non siamo immobilizzati: in casa abbiamo la possibilità di fare una allenamento funzionale a corpo libero, un allenamento cardiovascolare saltando la corda o facendo i gradini di corsa. Possiamo fare stretching e core stability. Da questo punto di vista non ci sono reali difficoltà all’allenamento, seppure diverso dal solito. E poi va ricordato che ci troviamo in un momento particolare, mai vissuto prima da nessuno. Dobbiamo rispettare esattamente le regole perché l’unico modo per combattere questa situazione è restare a casa”.

Vista la situazione attuale, secondo lei le Olimpiadi si faranno?“Da come si sta mettendo la situazione io penso che, essendo ormai alle porte, il Cio dovrà prendere la sua decisione. Una scelta in cui in primis viene messa la salute e la tutela di tutto lo staff e di tutte le persone coinvolte nel mondo olimpico. E’ una scelta importante, ma in questo momento bisogna bloccare la pandemia”.

A livello di salute, se anche si dovesse stare un mese fermi, ci sarebbero delle conseguenze? “In questo momento chi è sano e sta bene fa la cosa migliore, se può, a restare a casa, senza cercare rischi per sé e per gli altri. Non penso che nessuno sportivo avrà un decadimento così importante della propria situazione psicofisica”.

Redazione Vasport – redazione@vasport.it