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Calcio

Pino Di Meo: “La sciarpa? Cavolate, rispetto da sempre Vasto e i vastesi”

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03/11/2017 – Il tecnico tranese domenica siederà da ex sulla panchina di un’Olympia Agnonese trasformatasi dopo il suo arrivo. Non chiude le porte a un suo eventuale ritorno in biancorosso

Pino Di Meo ha ribaltato l’Olympia Agnonese

Un’altra volta da avversario. Per la seconda volta in meno di trecento giorni, l’Aragona è stata la casa di Pino Di Meo per cinque anni, tre da calciatore dal 2004 al 2007 con settanta presenze in C2 e soprattutto due da allenatore, dell’allora Pro Vasto, centrando la storica promozione dalla D alla C2 nel 2009. Un amore tra l’allenatore pugliese e i colori biancorossi destinato a durare in eterno ma l’incantesimo si frantumò nell’estate del 2013 quando dopo aver accettato di guidare il Chieti molti tifosi di fede vastese non digerirono quella presentazione con tanto di sciarpa neroverde al collo. Da li in avanti Di Meo ha tirato dritto per la sua strada trovandosi sempre a dover risollevare situazioni difficili riuscendo quasi sempre a raggiungere gli obiettivi prefissi. Dopo Termoli e San Marino per la seconda volta ha accettato la chiamata in corsa dell’Olympia Agnonese e dal suo arrivo, diciotto giorni fa, i granata come per incanto si sono trasformati raccogliendo sei punti in tre partite(prima di lui appena 4 punti in 7 giornate) e perdendo solo a Matelica facendo soffrire parecchio la prima della classe. Dopodomani sarà di scena all’Aragona, da ex il primo contatto ci è stato nel gennaio scorso quando con i sammarinesi costrinse i biancorossi all’ennesimo rallentamento interno, domenica si troverà di fronte una Vastese diversa dalla scorsa stagione ma a sentire il suo timbro di voce battagliero proverà a dare un dispiacere ai vastesi.

Mister Di Meo, in meno di venti giorni sei riuscito a ribaltare l’Agnonese come un calzino, quali corde sei riuscito a toccare per svegliare i granata? “Quando accetto una sfida ci metto tutto me stesso, per fortuna era una piazza che già conoscevo, sto parlando molto con i miei ragazzi, la svolta deve partire dalle loro teste”.

Per la quarta volta consecutiva entri nel girone F a campionato ormai iniziato, da subentrante la sfida ti da qualche stimolo in più? “Quando arrivi in corsa non è mai facile soprattutto all’inizio, gli stimoli ci sono sempre ma per un allenatore è fondamentale iniziare la stagione in estate dal ritiro con un gruppo costruito a tua immagine e somiglianza”.

Ancora due giorni poi tornerai di nuovo da avversario all’Aragona, una sfida come tutte le altre o sentirai qualche rumorino allo stomaco quando entrerai in campo? “Impossibile non provare un pizzico di emozione, già mi è successo a gennaio, sarei uno sciocco se dicessi il contrario, a Vasto ho passato cinque anni della mia vita indimenticabili, la vittoria del campionato e tanti altri ricordi indelebili”.

Di Meo nell’estate del 2013 con la sciarpa del Chieti

Da quattro anni però il rapporto tra te e la piazza vastese si è parecchio incrinato, la storia è ormai arcinota, c’è di mezzo la sciarpa neroverde che hai indossato il giorno della tua presentazione come allenatore del Chieti. “Tutte cavolate, io sono un professionista serio e non ho mai baciato sciarpe e maglie, ho sempre avuto un grandissimo rispetto per Vasto e i vastesi, li porto sempre nel cuore e un giorno spero di tornare da allenatore biancorosso”.

In questa stagione da addetto ai lavori molto interessato hai seguito la Vastese sugli spalti dell’Aragona in un paio di occasioni, rispetto alla passata stagione nel gruppo di Colavitto quali differenze hai notato? “A parte l’allenatore e un paio di giocatori è una rosa tutta nuova, è impossibile fare un confronto, quella di quest’anno nonostante la giovane età sta facendo un ottimo lavoro, si toglierà altre soddisfazioni, ha tutte le carte in regola per chiudere la stagione tra le prime cinque in classifica”.

Con te in panchina l’Agnonese ha una media da piani alti, proverete ad alzare l’asticella degli obiettivi stagionali? “Non scherziamo, l’Agnonese deve pensare solo alla salvezza, solo alla salvezza, tutto il resto non conta”.

Tra un mese esatto aprirà la finestra di mercato dicembrina, voci insistenti parlano di un probabile arrivo ad Agnone di un altro ex Pro Vasto, nel match di ritorno la Vastese dovrà stare attenta anche a Ciccio Potenza? “Con lui ho un ottimo rapporto, è svincolato per sua scelta, so che se dovessi contattarlo ascolterebbe la mia proposta ma il mercato è ancora lontano, concentriamoci sul campo, a dicembre vedremo come e dove intervenire”.

Lo scorso anno con il San Marino sei uscito dall’Aragona con un buon punto, domenica ti accontenterai di un altro pareggio? “La Vastese attraversa uno splendido periodo di forma, abbiamo ancora due giorni per preparare il match ma per noi sarà essenziale uscire da Vasto con un risultato positivo”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it