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Pro Vasto, cinque sberle che fanno male

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Troppa Angolana per la Pro Vasto titolano siti web e giornali. Sì, è vero. Decisamente troppa questa Curi che vince da cinque domeniche consecutive e resta l’unica squadra che può contendere al battistrada Lanciano la vittoria del campionato di Eccellenza Abruzzo. Troppa Angolana perché calciatori del livello di Maroto, Boakye, autore di una doppietta, De Berardinis e Piscopiello non si vedono sui campi di questa categoria. Roboante il 5-0 che non ammette scuse. Il tecnico biancorosso Alfieri, che veniva da una striscia positiva di tre vittorie consecutive, si assume tutte le responsabilità di questa sconfitta che, al di là del risultato, porta con sé le conseguenze di alcune scelte che, evidentemente, il tecnico riconosce errate.

La Pro Vasto è scesa in campo rinunciataria. È stata questa l’impressione avuta dai primi minuti di gioco. In avanti Magaro ed Emerson Tafili erano isolati, la linea di centrocampo formata da Formisano, Conti, Urruty e Tafili Henry è stata impostata come linea di contenimento degli attacchi avversari propensa a coprire gli spazi non a proporre gioco, tanto che le uniche palle in avanti arrivavano solo attraverso lunghi lanci risultati mai una volta incisivi. E il risultato evidente è stato che in novanta minuti di gioco la Pro Vasto in sole due occasioni ha trovato lo specchio di porta, una volta nel primo tempo e la seconda volta nella ripresa quando la partita era ben che chiusa. Senza Maydana a sinistra, Alfieri ha provato a sostituirlo nelle funzioni con Tafili che per preoccuparsi di contenere un incontenibile De Berardinis non ha potuto partecipare al gioco.

Stesso identico discorso a destra, dove Emane, più impegnato in fase di contenimento che in attacco, è stato poco efficace. Nel quarto gol dei padroni di casa siglato da Maroto, la sua difficoltà è stata evidente tanto da indurre il tecnico a sostituirlo con Ventrella. Insomma, la netta superiorità sulle fasce dei padroni di casa e la impostazione tattica della Pro Vasto schierata per difendersi e agire in contropiede sono state decisive nel risultato finale. La Pro Vasto ha rinunciato a giocarsi la partita da subito. Certo, di fronte aveva una signora squadra, ma visto che non era a Città Sant’Angelo che i biancorossi avrebbero dovuto trovare i punti salvezza, forse sarebbe stato il caso di provarla a giocare la partita.

Alcune riflessioni, però, vanno fatte. Emane è apparso molto sacrificato in un ruolo non suo, chiamato in fase di copertura e, al tempo stesso, di spinta. Ha svolto male entrambi i compiti. Perché non è stato impiegato in avanti al fianco di Megaro? Henry Tafili si è dovuto preoccupare di dare man forte a Corrado piuttosto che organizzare gioco. Non gli si può chiedere di contenere un velocista come De Barardinis. È vero, le risorse tecniche di cui dispone Alfieri sono limitate, ma quelle che ci sono devono essere impiegate e se qualche calciatore è fuori ruolo e lo si vuole impiegare per forza, è chiaro che alla fine il tecnico deve assumersi, come ha fatto, tutte le responsabilità del risultato negativo.

Si tratta, adesso, di resettare, questa brutta prestazione e guardare avanti, al derby di domenica prossima con la Bacigalupo Vasto Marina che vale oro colato. La Pro Vasto ha un calendario difficile, deve ancora affrontare Lanciano, Santegidiese, San Salvo, Mosciano, insomma le più forti del campionato. E gli 8 punti da fare per avere certezza della salvezza deve conquistarli contro chi lotta per lo stesso obiettivo. All’Aragona, domenica, sarà derby vero.

Nicola Del Prete

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