Pro Vasto salva, all’ultimo secondo del settimo minuto di recupero. L’eroe della giornata è il centravanti Ottaviani, relegato costantemente in tribuna o in panchina per tutto il girone di ritorno. Ieri, nel match decisivo contro il Mosciano, impiegato a tempo già scaduto, entra e realizza il gol della vittoria che regala ai biancorossi la salvezza diretta, senza passare tra la lotteria dei playout. Un grido liberatorio sale all’Aragona quando, ormai, già si pensava di dover affrontare una sofferenza prolungata con altre partite da giocare contro Penne e, forse anche Montorio.
Invece Francesco Ottaviani, 26 anni, con poca dimestichezza nei campionati dilettantistici nazionali, avendo giocato prevalentemente nella Repubblica di San Marino con Libertas e Cosmos, prima di finire ad Adria, in Veneto, in serie D dove, però, viene subito trasferito, al 97° di destro, all’altezza del dischetto del rigore, dopo una mischia in area e su respinta a terra con i pugni del portiere avversario, piazza un piattone che salva capra e cavoli. La partita si era messa subito male con il vantaggio del Mosciano e la Pro Vasto a rincorrere. Non c’è l’allenatore e la squadra messa in campo da Gambuzza, Tafili e compagni erige una diga a centrocampo con Urruty, Manteiro e Fomisano schierati per la prima volta tutti e tre insieme. In avanti fiducia a Izzo, mai determinante in questa stagione, e Megaro, mobile ma poco incisivo. Solo sui calci piazzati Monteiro scuote la retroguardia teramana.
Ma per il gol del pareggio serve un’uscita a vuoto del portiere avversario e la presenza in area del solito Corrado che con la rete di ieri diventa vice cannoniere della squadra in una stagione nella quale alla Pro Vasto non è stato concesso alcun calcio di rigore a favore. I padroni di casa premono con insistenza. Il Delfino Pescara, dopo aver battuto Santegidiese e Lanciano, lascia i tre punti al Pontevomano che già nel primo tempo mette al sicuro il risultato. C’è solo da seguire Cupello-Penne. Se i padroni di casa non vincono e la Pro Vasto batte il Mosciano c’è salvezza diretta ed il miracolo accade. Ma di miracolo si tratta, sia chiaro. La salvezza, come d’incanto, nasconde la polvere sotto il tappeto. Ma sotto il tappeto la polvere c’è e ne è tanta. Troppi errori, troppi condizionamenti, troppa inesperienza. Tifosi e città meritano ben altro. Ieri continuavano a dire: ma se la società non paga i calciatori che avanzano tre mesi di stipendi, come può pensare che la squadra si salvi?
Noi non sappiamo se la società sia o meno inadempiente. Lo scopriremo a breve. L’importante era raggiungere la salvezza. Adesso è tempo di fare tesoro degli errori commessi, liberarsi dei condizionamenti, concentrandosi sulla nuova stagione partendo dall’ampliamento della base societaria. È questa la condizione essenziale se si intende proseguire in questo percorso. A salvezza raggiunta, siccome il prossimo anno a Vasto si vota, c’è da giurarci che sindaco e assessori faranno a gara per mostrare atteggiamenti amicali nei confronti della società. Le promesse faranno il “fumo”. Di concreto ci sarà solo la lista degli eventuali nuovi dirigenti e sponsor che saranno pronti ad entrare in società garantendo impegno economico diretto con sottoscrizioni trasparenti. A questa nuova società servirà prima di tutto un direttore generale, che sa come si organizza una società di calcio. Poi viene tutto il resto con l’ingaggio di un direttore sportivo all’altezza e di uno staff tecnico nuovo e affidabile. La squadra? Siamo seri. Di questa attuale compagine sono pochi i calciatori da tenere.
Nel calcio non basta la buona volontà. E poi, bisogna capire che la piazza non si accontenta più di fare campionati di Eccellenza con l’obiettivo della salvezza. Vasto vuole tornare a riempire l’Aragona e non sono le partite contro il Pianella o il Pontevomano, senza nulla togliere a queste due società, a garantire la presenza di migliaia di tifosi allo stadio. Quest’anno è andata come è andata. Con una buona dose di fortuna, i biancorossi sono riusciti ad evitare di essere nuovamente protagonisti nella coda del campionato. Ma adesso basta. Non vogliamo sentire più che si tratta di un anno di transizione, di programmare il futuro. Facciamo una cosa: cominciamo a programmare il presente con l’ambizione di vincere. Ecco, forse se ci poniamo come obiettivo la vittoria del campionato, forse ci sarà maggiore attenzione verso questa società da parte di chi può investire ma non lo fa in campionati di puro anonimato. Gli sponsor.
Oggi tutto ruota attorno al marketing, alla vendita della propria immagine. Possibile che non ci sia nessuno disposto a scommettere in questo settore rilanciando il marchio Pro Vasto? Siamo certi che abbiamo l’approccio giusto nei confronti dei probabili interlocutori? Riusciamo a sollecitare la loro attenzione sul nome Pro Vasto? Oggi è la comunicazione che aiuta l’economia a girare. In questo ambito siamo indietro anni luce. La figura di un Direttore Generale deve sopperire a queste carenze. Non è necessaria la raccomandazione del politico di turno per rendere appetibile il marchio Pro Vasto. Ci vuole solo chi professionalmente fa questo mestiere. Siamo disposti a spendere migliaia di euro per un calciatore che alla resa dei conti non produce nulla, e non siamo disposti a fare altrettanto per aprirci un mercato che oggi la Pro Vasto non ha? Riflettiamo su queste cose e avviamo processi di rigenerazione fin da oggi, oggi che c’è la spinta che viene dallo scampato pericolo.
Nicola Del Prete